Piano Casa Liguria: il testo va avanti, tra critiche e incognite | Architetto.info

Piano Casa Liguria: il testo va avanti, tra critiche e incognite

Proseguono i lavori per la redazione del nuovo Piano Casa Liguria, uno dei più dibattuti su scala nazionale. Ecco di cosa si sta discutendo e cosa conterrà il dl

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In questi giorni, e in particolare nella giornata del 15 dicembre 2015, si è svolta la seduta del Consiglio Regionale ligure che ha avuto tra gli altri temi di dibattito e discussione, quello relativo al Disegno di legge 26: Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2009 n. 49 e s.m. (Piano casa). Si tratta di una delle normative regionali di prossima approvazione più dibattute in queste settimane a livello nazionale (in molti – tra i quali gli urbanisti – avevano già espresso dubbi e anche noi avevamo espresso le nostre perplessità).

Le riflessioni iniziate al mattino e proseguite al pomeriggio relazionate dai diversi esponenti politici possono dividersi tra chi appoggia il nuovo e futuro strumento di disciplina edilizia e chi invece ne lamenta difetti, riconducibili ad esempio ad una mancata corrispondenza tra numero abitanti e numero immobili, alla creazione di uno squilibrio territoriale che potrebbe avvantaggiare proprietà già oggi privilegiate se non si provvede ad “mappatura precisa degli edifici che abbisognano di interventi di ristrutturazione”. Infine, preoccupa il carattere temporale illimitato.

Alle critiche avanzate ha risposto l’assessore all’Edilizia Marco Scajola, rassicurando che i limiti di edificabilità nelle aree agricole sono tutelati ed asserendo: «Questo Piano nasce da un confronto costante e vero con il territorio, abbiamo fatto moltissimi incontri da Spezia a Ventimiglia, sono stati confronti utili ed è questa la strada che percorreremo in futuro anche con i prossimi provvedimenti. …[omissis] … Questo strumento serve per tutelare il paesaggio e riqualificare il nostro ambiente».

Come riportato dal sito della Regione Liguria, “l’assessore ha spiegato che il provvedimento è sostenuto da un quadro normativo nazionale che ha preso corpo dal 2011 al 2014 e che supera le possibilità dei Comuni di intervenire sulle normative urbanistiche in atto. «Non abbiano fatto nessun passo indietro – ha aggiunto – ma abbiamo avuto un confronto con il territorio, cosa che in Regione in passato era molto rara, anche se abbiamo ricevuto sgambetti di tipo ideologico e politico da parte del Cal, che ha perso l’opportunità di approfondire uno strumento di legge importante». Scajola ha rilevato che molti emendamenti presentati dai consiglieri di maggioranza sono stati il frutto del confronto con il territorio. «Con questa legge noi abbiamo tutelato le parti più deboli e vulnerabili della regione. Quindi, anche se non è uno strumento nuovo – ha detto – mette garanzie chiare che tutelano il territorio»”.

Caratteristiche del piano casa ligure

La struttura proposta il 19 ottobre scorso dalla giunta regionale è restata pressoché invariata, se non alcune correzioni, avute a seguito di una serie di incontri chiarificatori avuti con l’assessore Marco Scajola e il direttore dell’Urbanistica Pier Paolo Tomiolo (che detiene la paternità del nuovo testo, che se approvato avrà durata illimitata).

I punti salienti della nuova legge che disciplinerà il costruito ligure sono tra gli altri quelli di seguito presentati.
1) Le disposizioni ivi contenute saranno applicate anche agli immobili condonati e nelle aree afferenti ai Parchi Naturali (eccetto tre), lasciando l’ultima parola all’ente parco stesso.
2) Sarà cancellato il limite relativo alla metratura limite di 60 mq.
3) Ampliamenti & Bonus.

Il proprietario di un immobile, purché lo ammoderni, avrà la facoltà di ampliarlo rispetto alla geometria iniziale, in funzione della fascia volumetrica (V) in cui ricade, ovvero:
• Fascia 1: V < 200 mc, +60 mc;
• Fascia 2: 200 < V < 500 mc, +20%;
• Fascia 3: 500 < V < 1000 mc, +10%;
• Fascia 4: 1000 < V < 1500 mc, +6%.

L’impiego del bonus è a discrezione del proprietario, ovvero lo può utilizzare per ampliare a livello di piano, per sopraelevare purché nella scelta sia rispettata la percentuale di incremento di volumetria.

Sarà possibile un incremento ulteriore del:
• 15%, nel caso in cui il lavoro comprenda la messa a norma antisismica o siano rispettati i requisiti di rendimento energetico. Si sottolinea però che, ad esempio, nel caso di sopraelevazione, la corrispondente pratica edilizia è viene inquadrata dalle attuali NTC08 attraverso un intervento di adeguamento sismico, pertanto appare automatico il bonus aggiuntivo del 15%, quasi a premiare chi segue un corretto iter progettuale di intervento sull’esistente.
• 5%, nel caso di ampliamenti che interessano edifici rurali di valore testimoniale a destinazione residenziale.
• 5%, nel caso di copertura di interi edifici residenziali.
• 5%, nel caso ad esempio di installazione di serbatoi interrati o di recupero vegetale della aree circostanti.

4) Demolizioni e ricostruzioni
Vi sarà la possibilità di demolire e ricostruire due immobili in punti diversi dello stesso Comune. Accorpandoli sarà possibile usufruire del bonus del 35% di ampliamento della volumetria (valido per costruzioni avente una volumetria minore o uguale a 2500 mc).

Demolizione e ricostruzione Bonus
Comune Comune montano
Fabbricati residenziali (V < 2.500 mc) 35% 40%
Costruzione sita in zona rischio frana o alluvione, demolita e ricostruita in zona sicura 50% 60%
Edificio + serre abbandonate
o
Recupero di muri a secco
o
Territorio rurale
45% 50%

Questa parte appare, nella versione in via di approvazione, molto incentivante in quanto sprona i proprietari di immobili siti, ad esempio, in zona a rischio frana o alluvione (zona rossa) a ricostruire in aree sicure ed ottenendo così un bonus ulteriore del 50%. Oppure in caso di demolizioni di edifici e contestuale demolizione di serre abbandonate o recupero di muri a secco, il bonus è innalzato al 45%.

Infine nei Comuni montani i suddetti bonus sono automaticamente innalzati ovvero: il bonus minimo anziché 35% sarà pari al 40%, quello del 50% passerà al 60% (aree a rischio alluvioni e/o frane) e quello del 45% sarà innalzato al 50%.

5) Entrata in vigore
Se approvato il piano casa entrerà in vigore secondo due fasi distinte: la prima, relativa ai bonus corrispondenti agli ampliamenti, fatta salva la pubblicazione sul bollettino regionale, saranno disponibili già da inizio anno.

Per quanto concerne le nuove regole circa gli ampliamenti dovranno decorrere 60 giorni affinché i Comuni possano o meno individuare zone franche in cui non è possibile costruire opere.

Fonti consultate

– il secolo XIX del 13 dicembre 2015
www.regione.liguria.it (seduta mattutina del 15 dicembre 2015)
www.regione.liguria.it (seduta pomeridiana del 15 dicembre 2015)

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