Premio Ri.U.So 2015: i vincitori | Architetto.info

Premio Ri.U.So 2015: i vincitori

Ecco chi ha vinto il bando lanciato dal Consiglio nazionale architetti per sostenere e divulgare iniziative legate alla rigenerazione urbana sostenibile

Un'immagine dal progetto “Ripartire dalla città esistente”, capogruppo Mauro Sarti, vincitore per la categoria "Architetti"
Un'immagine dal progetto “Ripartire dalla città esistente”, capogruppo Mauro Sarti, vincitore per la categoria "Architetti"
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“Ripartire dalla città esistente”, con capogruppo Mauro Sarti, e “Rehabitar”, capogruppo Sara Neglia, sono i progetti vincitori, rispettivamente della sezione Architetti e di quella riservata a Università, Enti, Fondazioni e Associazioni, della quarta edizione del Premio RI.U.SO. bandito dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, e promosso insieme a Saie, Ance e Legambiente  (con patrocinio di IFEL Fondazione Anci).

Il Premio rientra nelle iniziative del Cnappc volte a sensibilizzare istituzioni ed amministratori sulla necessità di avviare processi di rinnovamento e di messa in sicurezza dei manufatti urbani e quindi di procedere verso la definizione di un vero e proprio Piano Nazionale per la Rigenerazione Urbana Sostenibile. Per quanto riguarda questa quarta edizione, sono oltre 1.200 i progetti che complessivamente hanno partecipato ai bandi di selezione.

Secondi e terzi classificati, nella sezione Architetti, “Casa SG Six degree of rotation”, capogruppo Daniela Silvana Finocchiaro, e “Riuso di una ex discarica”, capogruppo Sara Angelini; nella sezione Università ed altri, il secondo posto è stato assegnato a “Costa Viola High Line”, capogruppo Erika Fammartino, mentre il terzo è andato a “Remediato Network”, capogruppo Corrado Galasso.

Per gli architetti italiani “è significativo – ma serve essere più incisivi – che la politica del Governo si stia sempre di più orientando – prova ne sono le misure adottate proprio in questi giorni e contenute nella Legge di Stabilità 2016 – a favore di interventi per l’efficientamento energetico che devono, però, portare ad una politica organica e ad una vera e propria trasformazione dell’edilizia in chiave di sostenibilità energetica ed ambientale.”

Ripartire dalla città esistente – Mauro Sarti (relazione)

Il Contratto di Quartiere è intervenuto in una zona periferica attigua al centro cittadino di Mestre, altrimenti nota come Macallé di cui via Costa ne costituisce la spina centrale, caratterizzata dalla rilevante presenza di alloggi di edilizia residenziale pubblica (oltre 400) realizzati in più riprese tra gli anni 30 e 90 del secolo scorso, la metà dei quali risultava vuota od occupata senza titolo, in rilevante stato di degrado fisico da cui derivava un conseguente disagio sociale, tale da rendere il quartiere malfamato in tutta la città.

In questo contesto il Comune di Venezia ha promosso il Contratto di Quartiere affidandoci l’incarico di predisporre il programma degli interventi per l’ottenimento dei contributi pubblici posti a bando dal Ministero e dalla Regione (masterplan urbano, progetti preliminari degli interventi ordinari e sperimentali oggetto di contributo, programma delle attività sociali, sperimentali e di monitoraggio). A cui è seguito, a finanziamento ottenuto, la progettazione e la direzione artistica della riqualificazione e pedonalizzazione della principale via Costa, le sue laterali e l’area a parco di piazza Madonna Pellegrina.

Un Programma per la cui definizione è risultato importante l’ascolto ed il confronto con gli abitanti ed i portatori d’interesse del quartiere. Pratiche non già utilizzate per costruire il consenso ad un progetto prestabilito, quanto piuttosto come strumenti conoscitivi del luogo e della propensione al cambiamento dei suoi utilizzatori. Senza le quali forse non avremmo saputo ne potuto progettare la pedonalizzazione dell’intero quartiere. Una soluzione radicale, in grado di proporre un riutilizzo dello spazio urbano adatto ad intercettare stili di vita diversi, sulla quale abbiamo costruito la sostenibilità ambientale, economica e sociale del programma.

Grazie alla pedonalizzazione il progetto ha infatti potuto triplicare il parco esistente, a beneficio dell’equilibrio idraulico e della diminuzione della temperatura superficiale della zona. Nel contempo la diversa idea di città sottesa alla proposta è riuscita ad attrarre gli investitori privati, chiamati ad operare nella sostituzione edilizia del patrimonio pubblico più degradato. I cui investimenti hanno garantito l’equilibrio economico dell’intera rigenerazione urbana ed i cui proventi della vendita patrimoniale sono stati reinvestiti per potenziare i servizi pubblici senza gravare il bilancio ordinario del Comune. Miglioramenti che hanno attratto nuovi abitanti ed attività economiche, garantendo l’aumento dell’articolazione sociale ed il superamento dell’isolamento del quartiere rispetto alla città.
Un programma realizzato dagli esiti positivi, da cui il convincimento che la città pubblica esistente possa essere un’importante risorsa riciclabile e rinnovabile su cui una maggior attenzione da parte delle politiche degli investimenti pubblici potrebbe forse dare un contributo all’avvio di una nuova fase di crescita economica.

Titolo del progetto: Ripartire dalla città esistente

Luogo e anno: Via Andrea Costa a Mestre – fine lavori 2014 Comune di Venezia

Cliente: Comune di Venezia

Group leader: Mauro Sarti

Membri del gruppo: Studio Archpiùdue – Paolo Miotto e Mauro Sarti Architetti Associati. Con Mariarosa Beda e Matteo Grassi

 

“Rehabitar” di Sara Neglia (relazione)

“Rehabitar” (“abitare di nuovo”) è un termine che fa riferimento alla capacità di cambiare punto di vista sull’esistente, trovando nuove modalità e strategie con cui intervenire. Nello specifico vuole richiamare una serie di esperienze e modelli di rigenerazione urbana sviluppatisi negli ultimo anni, capaci di mettere in discussione le abituali politiche edilizie e di sfruttare ciò che già esiste, “abitandolo” con un nuovo uso. L’obiettivo di tesi è stato dunque quello di affrontare il tema del riuso temporaneo, valutandone l’efficacia e le possibili conseguenze nell’ambito di un processo di trasformazione urbana più ampio.

L’area scelta come caso di studio è il Poblenou, quartiere storico di Barcellona caratterizzato negli ultimi 20 anni da una serie di profonde trasformazioni, che lo hanno portato da antica area industriale a “distretto dell’innovazione” con il recente piano [email protected] Questi cambiamenti, uniti alla crisi degli ultimo anni, hanno contribuito però a creare un tessuto profondamente disomogeneo dove, accanto a nuovi interventi, si trovano ancora molte aree in attesa, edifici industriali dismessi e luoghi irrisolti. Per questi spazi la tesi propone una strategia di riuso articolata in tre fasi (breve,medio,lungo termine): lo scopo è quello di favorire il processo di trasformazione in corso e allo stesso tempo di integrarlo, sperimentando nuove destinazioni d’uso e favorendo la partecipazione di chi li abita.

Partendo quindi da un’attenta analisi dell’area, sono state individuate una serie di aree potenziali dove agire in maniera puntuale inserendo nuove attività, in linea con gli obiettivi generali del piano. Nel definire gli interventi si è cercato però di tenere a mente diversi fattori, come i tempi, gli attori e le possibili modalità di azione, definendo così una serie di casi studio suddivisi in tre categorie principali: la strada (rehabitar il passaggio), le aree (rehabitar lo spazio aperto), e il costruito (rehabitar il patrimonio). Il risultato finale è quello di un programma di azioni che non solo consente di riattivare luoghi attualmente in disuso, ma contribuisce a creare una rete di relazioni e di attività favorevole per la crescita e il futuro sviluppo del quartiere. Il riuso diventa quindi la risposta ad una situazione di transizione, uno strumento che si inserisce in un processo di riqualificazione più ampio, riprogrammando gli spazi secondo nuove necessità e riaprendo luoghi finora sconosciuti.

Titolo del progetto: Rehabitar Poblenou – Interventi di riuso temporaneo nel quartiere del Poblenou a Barcellona.

Luogo e anno: Barcellona, 2014

Progettista: Sara Neglia

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