Progetti di Joao Nunes: il centro di depurazione delle acque Etar | Architetto.info

Progetti di Joao Nunes: il centro di depurazione delle acque Etar

Un progetto che fonde architettura e agricoltura, alla ricerca di un nuovo equilibrio ambientale. È il centro di depurazione delle acque Etar della Valle di Alcântara

© Diogo Bento
© Diogo Bento
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L’intervento di Joao Nunes per il centro di depurazione delle acque Etar si sviluppa quale riconfigurazione territoriale e morfologica della Valle di Alcântara, volto alla riqualificazione paesaggistica della stessa. Il confronto si pone tra elementi distinti e complementari della scala territoriale, quali quelli dello spazio di declivio e il rispettivo di copertura, nel tentativo di recuperare un dialogo tra i pendii irregolarmente sconnessi. Un altro obiettivo perseguito è stato il ripristino di una relazione, sia in termini visivi che ambientali, con il contesto naturale circostante, ostruita dalle imposte cesure delle arterie autostradali che solcano la valle (tra cui la Ceuta Avenue), sita a nord ovest di Lisbona. Più a monte, tale sconnessione è accentuata dall’urbanizzazione e dall’antropizzazione, ancora in atto, del versante esposto ad ovest.

La memoria della morfologia storica della Valle di Alcântara è reinterpretata grazie alla ricostituzione del terreno sottostante i corridoi viari insediati alla quota intermedia del versante. Insieme a questa azione, è stato disposto un sostrato pedologico in grado di supportare una copertura vegetale attiva, ricca per varietà floristica e per l’immagine restituita allo spettatore. In aggiunta a tali benefici ambientali, l’intervento si è configurato quale decisivo per la stabilizzazione e il consolidamento dinamico del versante, per l’equilibrio e la reattività biologica nella piena integrazione dei sistemi visivi, ecologici all’interno del paesaggio urbano.

Un’operazione topografica plasma, quindi, il centro del trattamento delle acque ETAR di Alcântara, che si configura quale un tetto-giardino volto a ricopre la sommità del nuovo depuratore. Inizialmente ideato per finalità agricole, tale utilizzo è stato dismesso a seguito di complicazioni legate all’accessibilità delle particelle e alla sicurezza sul lavoro, sorti ad ultimazione avvenuta della costruzione. Costituito da un complesso mosaico determinato dall’aggregazione di essenze autoctone reintrodotte, tale scelta riconduce ad una volontà di mimesi generale degli edifici costituenti il nuovo impianto tecnologico.

L’intervento rimanda, quindi, al senso del luogo, rispettandone la vocazione e riproponendone la parcellizzazione fondiaria agraria che anticamente caratterizzava il territorio della Valle. Oltre a migliorarne l’inserimento paesaggistico, la copertura vegetale favorisce la riduzione degli effetti connessi all’isola di calore, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria, alla creazione di habitat e alla promozione della biodiversità. Inoltre, essa mira a proteggere l’edificio dal sole e alla riduzione dell’emissione d’inquinanti gassosi.

© Diogo Bento

Tale struttura a verde pensile è dotata di un sistema di drenaggio e deflusso delle acque piovane, composto da tubi di scarico perforati collocati in trincee costipate da ghiaia. Il suolo viene adagiato e contenuto da solette e setti in calcestruzzo armato, rivestite al fine di garantirne l’impermeabilizzazione. All’interno, gli ambienti delle zone amministrative sono definite da pareti, un piano in vetro e da volumi sparsi aventi funzioni secondarie; tali elementi separano i corridoi interni di distribuzione dalle aree di lavoro.

Tale sottosistema serve gran parte della città di Lisbona, oltre a porzioni dei Comuni di Amadora e Oeiras, per un totale di 756.000 abitanti. Esso si occupa del trattamento delle acque reflue dal 1989, iniziando dapprima con le fasi di trattamento primario condotte con il cloro, quest’ultimo messo successivamente al bando nel 2003. Dopo un trattamento adeguato, tali acque potranno tornare al fiume Tago in condizioni di sicurezza per l’ambiente.

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Crediti di progetto
Inizio lavori: 2005
Fine lavori: 2011
Superficie: 84.000 m2
Committente: SimTejo S.A.
Città: Lisbona, Portogallo
Progettisti: João Nunes, Carlos Ribas
Collaboratori: Carla Silva, Clara Guedes, Joana Barreto, Mariana Sargo, Miguel Coelho de Sousa, Nuno Mota, Sara Neves
Progetto Architettonico: Manuel Aires Mateus, Frederico Valsassina (FVA)

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