Progetti di Joao Nunes: la riqualificazione della Ribeira das Naus | Architetto.info

Progetti di Joao Nunes: la riqualificazione della Ribeira das Naus

Rigenerazione urbana contro l’oblio in uno dei 'classici' progetti di Joao Nunes

© Ana Marques
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Lo spazio della Ribeira das Naus, progetto di riqualificazione urbana tra i ‘classici’ di Joao Nunes, è un’icona urbana dell’identità lusitana e cittadina, legato alla cantieristica navale, e che portò alla produzione, in tale luogo e lungo lo scorrere dei secoli, d’imbarcazioni di diverso tipo. Proprio in questa fucina nautica, con buone possibilità, nacquero alcune delle imbarcazioni che furono protagoniste nella scoperta delle grandi rotte commerciali, e fautrici di un primo fenomeno di globalizzazione a cui il Portogallo diede l’avvio. Un impero marittimo che, in passato, estese i proprio domini attraverso i continenti di Asia, Africa e America.

Il luogo è da sempre legato, per l’ovvia prossimità, allo spazio noto in passato come Terreiro do Paço (campo di Palazzo Reale), un’ampia superficie libera antistante il Palazzo della monarchia, il cui margine è ancora segnato dallo scorrere del fiume Tago. La decisione di insediare la propria corte in prossimità del porto di Lisbona è dovuta al re Dom Manuel I, il quale, nel 1498 abbandonò la sede storica del Castello di San Giorgio sulla collina di Alfama. Varie e alterne vicende storiche influenzarono Ribeira de Naus, centro delle attività di commercianti e agenti doganali e in cui, per secoli, vennero costruite le navi della flotta portoghese.

Tra queste, il grande terremoto del 1755, tremendo cataclisma che distrusse la maggior parte del centro storico per via dell’effetto combinato, quanto letale, di successivi tsunami e incendi su vasta scala. L’intera capitale fu tuttavia sottoposta ad un illuminato piano di ricostruzione urbana, intrapresa dal marchese di Pombal. Sorprendentemente, la maggior parte degli elementi locali del paesaggio (quali la darsena, le piattaforme di cantiere e il bacino di carenaggio) continuarono a persistere nel nuovo schema urbano, come visibile nell’iconografia cartografica a noi giunta.

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© Ana Marques

Nonostante l’aura imperiale e l’atmosfera caratterizzante l’esistente piazza, in seguito rinominata “Praça do Comércio”, il luogo di Ribeira das Naus rimase intatto fino al 1940, custodendo la medesima tipologia di elementi spaziali. Solo allora, quando questo luogo fu estromesso dal contatto diretto con il fiume Tago a causa di una nuova strada veicolare a quattro corsie, la struttura e le attività connesse ne vennero trasfigurate e la memoria perduta. Per decenni, questa condizione desolata costituì un ossimoro se rapportata alla bellezza dei panorami sul fiume Tago e alla collocazione strategica del luogo. Infatti, la riva fluviale avrebbe potuto offrire ai pedoni una connessione diretta tra Praça do Comércio e Praça Duque da Terceira, posta 600 m a ovest, alla stazione di Cais do Sodré, un hub intermodale di collegamento ferroviario, metropolitano, tramviario e marittimo.

Il progetto di Joao Nunes, concertato con il team di ricercatori storici della Universidade Nova di Lisbona e con ingegneri marittimi, ha quindi proposto una ridefinizione del luogo, al fine di riallinearlo alla riva fluviale. Longitudinalmente, la volontà è stata quella di rendere realtà l’ipotesi sognata della passeggiata di collegamento tra Praça do Comércio a Praça Duque da Terceira. Trasversalmente, esso si prometteva quale certo luogo di attrattività per l’evidente relazione con Lisbona, sottolineata dal fiume e dal prestigioso passato. Implicito fu anche il ripensamento del traffico veicolare e della mobilità pedonale lungo il nuovo sistema viario della capitale portoghese, anche per via della relazione spaziale con la Marina Militare che occupa da sempre questo spazio. Fu così proposta una contemplazione senza tempo di elementi “fossili”, sepolti al di sotto di strati temporali e materici in differenti stratificazioni al di sotto della quota attuale del bacino dell’Arsenale e delle pareti del rispettivo di riparazione. Questa tensione, tra elementi del passato (banchine, rampe, ecc) e i nuovi spazi introdotti, ha permesso una configurazione informale del modo di vivere la presenza del fiume, guadagnando spazio pubblico e riabilitando la permanenza degli elementi storici in modo attivo.

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© Ana Marques

Due aree verdi con nuove alberate, poste accanto agli edifici della Marina, ricordano la rampa di alaggio precedentemente utilizzata dalle navi. Sulla riva del Tago, contenuta tra due pontoni, trova sede una battigia in pietra, una sorta di piano liscio inclinato che discende in acqua e permette il contatto con l’elemento stesso. La rivalutazione di tali luoghi passa anche attraverso la calibrata scelta materica dei rivestimenti e delle finiture (quali il calcare e il basalto), la mobilità sostenibile e l’accesso a tutte le aree progettuali. Tale volontà si riflette nell’uso degli spazi (rapporto pedone/auto) all’interno di uno spazio prettamente ciclo-pedonale, all’interno del quale le vetture si muovono a velocità ridotta.

L’architettura di questo tratto di sponda fluviale di Lisbona consiste, dunque, nella contrapposizione di reperti archeologici ad elementi contemporanei, ponendo un duplice approccio nella lettura dei luoghi, fatta di rivelazione verso i diversi tempi storici presenti e di riappropriazione dello spazio pubblico. Un sapiente mix tra cultura dello spazio pubblico e i concetti chiave di permanenza, contemplazione, circolazione e infrastruttura.

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Crediti di progetto
Inizio lavori: 2009
Superficie: 52.000 m2
Committente: Sociedade Frente Tejo S.A.
Città: Lisbona, Portogallo
Progettisti: João Nunes, Carlos Ribas, João Gomes da Silva (Global Arquitectura Paisagista)
Collaboratori: Ana Marques, Miguel Domingues, Miguel Coelho de Sousa, Magda Gonçalves, Mafalda Silva, Helena Palma, Iñaki Zoilo, Bernardo Faria, Nuno Jacinto, Sílvia Basílio, Andrea Battocchi, Ana Margarida Henriques (PROAP), Filipa Serra, Leonor Cardoso, Pedro Gusmão, Armando Ferreira (Global Arquitectura Paisagista)
Progetto Architettonico: Miguel Chalbert, Pedro Cortez
Progetto Strutturale: José Pernão (Proman), Miguel Villar (Betar)
Progetto infrastrutture idriche: Ribeiro Grade
Progetto illuminotecnico:F. Gusmão
Costo stimato: 7,5 milioni di euro

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