Riapertura dei Navigli a Milano? Lo studio di fattibilità presentato al Mi/Arch 2015 | Architetto.info

Riapertura dei Navigli a Milano? Lo studio di fattibilità presentato al Mi/Arch 2015

Al festival del Politecnico di Milano diretto da Stefano Boeri è stato illustrato lo studio di fattibilità commissionato dal Comune per un piano di riapertura del sistema dei Navigli

I Sistema dei Navigli nell'ambito milanese (fonte: Comune di Milano)
I Sistema dei Navigli nell'ambito milanese (fonte: Comune di Milano)
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Nel 2012, per la prima volta dopo 130 anni, in un documento ufficiale di Pianificazione del Territorio del Comune di Milano si parla esplicitamente di riapertura graduale e/o parziale del sistema dei Navigli, nel rispetto della volontà del 94% dei votanti che avevano risposto sì al quesito referendario del 2011. Il Comune ha incaricato dello studio di fattibilità per la riapertura dei Navigli un gruppo di lavoro interdisciplinare del Politecnico di Milano coordinato da Antonello Boatti, con la collaborazione di Metropolitana Milanese e il supporto dell’Agenzia Mobilità Ambiente Territorio e di alcune Direzioni Centrali del Comune di Milano. Lo studio di fattibilità è stato presentato da Antonello Boatti e Marco Prusicki all’interno di un incontro del Mi/Arch 2015, il festival di architettura diretto da Stefano Boeri e promosso dal Politecnico di Milano. Il documento offre risposte positive, concrete e convincenti sulla fattibilità architettonico/urbanistica del manufatto, la fattibilità viabilistica e trasportistica, la fattibilità geologica, idrogeologica e idraulica in relazione alla sostenibilità dell’alimentazione idrica, la fattibilità economica dell’intervento con valutazione costi/benefici.

La rilevanza territoriale del sistema dei navigli è fuori discussione: parliamo di una idrovia navigabile che collega Locarno a Venezia passando per il centro di Milano, con una connessione trasversale ai fiumi Adda e Ticino tramite una pista ciclabile che accompagna il percorso del naviglio urbano. Dal punto di vista idrogeologico non ci sono problemi con la falda, anzi la separazione tra Seveso e Martesana produrrebbe un aumento e un miglioramento della fornitura idrica al sud Milano, dove attualmente scarseggia. Il tracciato del manufatto, completamente impermeabilizzato, copre una distanza di 7.700 metri tra Cassina de’ Pomm e la Darsena (tempi di navigazione con battelli di piccole dimensioni: 2 ore e 30 minuti) ed è suddiviso in tratti realizzabili per fasi autonome.

Il primo tratto scorre lungo via Melchiorre Gioia, trasformato in un boulevard alberato, e lambisce il nuovo Parco Biblioteca degli Alberi a Porta Nuova, inserendosi nella cerchia tramite le chiuse e un laghetto in San Marco. Il tratto centrale segue il tracciato classico Fatebenefratelli-Cavour-Senato-Visconti di Modrone-Francesco Sforza-Mulino delle Armi-Santa Sofia e si innesta alla Darsena alla Conca di Varenna. In tutto, il progetto prevede dieci conche, due storiche (Incoronata e Viarenna), due ricostruite sul sedime storico (Fatebenefratelli e via Senato), cinque di nuova realizzazione.

La presentazione al MiArch 2015: da sinistra, Alessandro Balducci, assessore all'urbanistica e all'agricoltura del Comune di Milano; Antonello Boatti, architetto e professore associato presso il Polimi; Marco Prusicki, architetto e professore associato presso il Polimi

La presentazione al MiArch 2015: da sinistra, Alessandro Balducci, assessore all’urbanistica e all’agricoltura del Comune di Milano; Antonello Boatti, architetto e professore associato presso il Polimi; Marco Prusicki, architetto e professore associato presso il Polimi

Antonello Boatti ha sottolineato l’impegno multidisciplinare del gruppo di studio da lui coordinato e invita ad affrontare la complessità dei progetti urbanistici con lo stesso approccio, includendo nel processo anche metodologie di partecipazione e consultazione dei cittadini. La riapertura dei navigli milanesi non è solo un fatto tecnico ma presuppone anche un forte consenso, già peraltro espresso nel referendum del 2011. Questo elemento è decisivo sul piano dei costi/benefici. A fronte di un investimento di circa 400 milioni di euro, lo studio di fattibilità valuta benefici per circa 1 miliardo di euro, ricavabili dalla rivalutazione delle case lungo il percorso, dallo sviluppo di attività commerciali e turistiche, dal miglioramento della qualità ambientale e della mobilità collettiva e dalla riqualificazione di aree importanti come via Melchiorre Gioia e piazza Cavour.

(Fonte: Comune di Milano)

(Fonte: Comune di Milano)

Sul tema dei finanziamenti necessari, l’assessore all’urbanistica Alessandro Balducci è ottimista circa la possibilità di attingere al Fondo Europeo per lo Sviluppo Urbano e ad altri meccanismi pubblici. L’investimento, distribuito su un arco temporale adeguato grazie alla modularità del progetto, sarebbe sostenibile dal Comune di Milano, soprattutto se i cittadini saranno puntualmente informati e sensibilizzati. Si parla di un nuovo referendum specifico, al quale eventualmente abbinare una precisa tassa di scopo o pubblica sottoscrizione. Che non si tratti di sogni ma di passi concreti verso il ritorno dell’acqua nel centro di Milano lo testimonia anche l’impegno degli ingegneri della Linea M4 (che insiste su un tratto della cerchia dei navigli), di assicurare, su richiesta del Comune, la compatibilità e la funzionalità dei lavori in corso alla futura via d’acqua. In attesa della sua realizzazione, possiamo farcene un’idea realistica e suggestiva attraverso la mostra fotografica Naviglio Cuore di Milano dell’Associazione Multiverso.

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