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Ricostruzione post sisma nel Centro Italia, le proposte degli urbanisti

Dall'Istituto nazionale di urbanistica un documento che raccoglie una serie di proposte per la ricostruzione post sisma nel Centro Italia, frutto delle esperienze degli urbanisti

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L’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu) ha pubblicato un documento che raccoglie una serie di proposte per la ricostruzione post sisma nel Centro Italia, frutto delle esperienze degli urbanisti e della loro cultura nel nostro Paese. Il documento risponde all’appello della Presidenza del Consiglio, indica quanto è disponibile e quanto potrà essere prodotto per fornire in tutto il Paese il medesimo diritto alla sicurezza tramite azioni di governo pubblico e interventi privati, solidali nella consapevolezza del rischio e nella necessità della prevenzione; garantisce l’impegno continuativo per la messa in opera di Casa Italia; offre la disponibilità a collaborare con il Governo, la struttura commissariale, le istituzioni locali. Tutto ciò anche in vista della messa a punto di un piano complessivo di messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio.

Tra i punti al centro dell’attenzione del documento, la necessità di rispettare le identità locali nel processo di ricostruzione dei luoghi, accompagnando la riedificazione con politiche sociali ed economiche.

L’Inu raccomanda l’adeguamento, il coordinamento dei piani e dei programmi di rango nazionale e locale, l’allineamento delle basi informative, interventi diversi fino alla demolizione di tessuti di scarsa qualità, azioni di compensazione ecologica e messa in sicurezza.

La prevenzione riguarda anche lo “spaesamento”, fisico e percepito. Nella pianificazione urbanistica e nelle azioni di governo locale deve prevedersi una “struttura urbana primaria” per garantire la permanenza della riconoscibilità identitaria urbana. Oltre agli edifici pubblici utilizzabili per il ricovero temporaneo degli evacuati, si devono mettere in sicurezza spazi pubblici aperti destinati temporaneamente all’accoglienza degli sfollati, da adeguare a condizioni antisismiche, preidentificati dalla comunità a tal fine, seppur ordinariamente utilizzabili come spazi di vita e relazione sociale.

Per la ricostruzione l’Inu indica la dimensione degli aggregati edilizi, per superare i limiti della frammentazione proprietaria e garantire maggiore efficacia strutturale, risparmi ed economie di scala, la gestione dei cantieri più sostenibile e controllabile.

Una “grande opera pubblica” è un’azione che il Governo può sostenere nel promuovere una campagna di sensibilizzazione per una riappropriazione della consapevolezza dei rischi.
“Conservazione attiva, sicurezza urbana diffusa, conoscere per programmare” sono i tre passi contro le macerie fisiche e invisibili” dichiara la Presidente Silvia Viviani: “l’Inu è pronto a fare la sua parte”.
Il documento presentato al Governo e le slides di sintesi si possono scaricare a questo link.

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