Riqualificazione aree urbane degradate: arrivano 200 milioni | Architetto.info

Riqualificazione aree urbane degradate: arrivano 200 milioni

Un bando di finanziamento, da presentare entro il 30 novembre 2015, per progetti dei Comuni finalizzati a combattere il degrado e l'esclusione sociale e sostenere il decoro urbano

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Il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 15 ottobre 2015 “Interventi per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” (Gazzetta Ufficiale n. 249 del 26 ottobre 2015), approva il bando che, in attuazione della legge n. 190/2014, stabilisce le modalità e la procedura per la presentazione entro il 30 novembre 2015, da parte dei comuni che abbiano nel loro territorio la presenza di aree urbane degradate, di progetti di riqualificazione, costituiti da un insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, finalizzata alla predisposizione del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, dotato di un Fondo di euro 44.138.500,00 per il 2015 e di euro 75.000.000,00 per ciascuno degli anni 2016 e 2017, per complessivi euro 194.138.500,00.

Servizi e interventi finanziati

I progetti devono attivare servizi e interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione e rigenerazione urbana con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive, senza ulteriore consumo di suolo, come ad esempio, interventi finalizzati a riqualificazione, adeguamento e/o potenziamento di:

  • beni pubblici o beni privati che assolvono ad un interesse pubblico anche di valore storico o artistico con riferimento al miglioramento della qualità del decoro urbano;
  • infrastrutture e/o sviluppo di servizi volti a sostenere l’attrattività della scuola e l’orientamento formativo dei giovani, ivi comprese idonee attrezzature per i disabili;
  • beni pubblici o privati e/o all’attivazione di servizi volti ad assicurare la protezione e l’accoglienza di adulti e minori vittime di violenza, tratta, sfruttamento e abusi sessuali;
  • beni pubblici o privati e/o all’attivazione di servizi di mediazione culturale volti alla riduzione della marginalità e del disagio anche della popolazione immigrata;
  • beni pubblici o privati e/o all’attivazione di servizi per le esigenze della famiglia, per la cura dei bambini e degli anziani;
  • beni pubblici o privati rivolti a garantire la sicurezza e salubrità dell’abitare, il risparmio energetico, la mobilità alternativa, il ciclo virtuoso dei rifiuti, la sostenibilità ambientale complessiva degli interventi;
  • beni pubblici o privati volti a stimolare l’insediamento di nuove attività imprenditoriali giovanili.

Contenuti delle proposte di progetto

Le proposte di progetto devono:

a) illustrare gli obiettivi generali e specifici in modo chiaro e definito; illustrare i risultati attesi, soprattutto in termini di ricaduta nell’ambito di intervento su cui intende operare;

b) illustrare e articolare le attività progettuali; illustrare le modalità di realizzazione del progetto sotto il profilo tecnico, metodologico, organizzativo e logistico; indicare il numero di destinatari diretti e beneficiari indiretti; indicarne le modalità di individuazione;

c) indicare le aree in cui saranno svolte le attività progettuali;

d) prevedere un programma di intervento delle attività, parte integrante della relazione di progetto;

e) contenere un programma economico finanziario, completo di eventuali contributi da parte del mercato privato così come dei fondi comunitari.

Oltre alle cause di esclusione espressamente previste dal bando, sono escluse le proposte progettuali che:

a) non siano costituite da un insieme coordinato di interventi;

b) siano finalizzate esclusivamente ad attività di formazione, studio e ricerca;

c) siano relative a progetti concernenti la gestione ordinaria delle attività usualmente svolte da uno qualsiasi dei soggetti proponenti;

d) non siano presentate secondo le modalità indicate nel bando;

e) non indichino puntualmente quali siano i risultati attesi dalla singola azione progettuale proposta, individuando l’indicatore misurabile di tali risultati e non si impegnano a rilevare il raggiungimento dei risultati attesi dall’azione progettuale proposta mediante la misurazione degli indicatori di risultato presenti nella relazione di progetto;

f) siano presentati dal singolo comune, qualora lo stesso abbia presentato altro progetto in forma aggregata con altri comuni.

 

Livello di elaborazione del progetto

a) livello minimo: studio di fattibilità, masterplan e progetto preliminare per gli interventi di riqualificazione urbanistica e infrastrutturale;

b) il documento deve essere corredato da un’analisi che evidenzi le condizioni di partenza dell’area di interesse del progetto relativamente a:

  • esistenza di fenomeni di devianza e criminalità anche giovanile, ivi compresi quelli relativi a tratta e sfruttamento, violenza di genere e abusi sessuali su minori e adulti;
  • tasso di abbandono scolastico comunale superiore alla media nazionale;
  • limitate opportunità culturali e sociali;
  • presenza di fenomeni massicci di immigrazione irregolare e clandestina;
  • presenza di immobili abbandonati, aree compromesse o degradate quali aree industriali dismesse, spazi pubblici degradati e residuali, edifici pubblici o privati destinati ad uso pubblico che hanno perso le loro originarie funzioni;
  • estensioni significative rispetto al contesto locale;
  • collocazione strategica rispetto al contesto urbano e all’assetto infrastrutturale;
  • aree con significativi fenomeni di contrazione delle attività commerciali di vicinato o del tessuto produttivo locale con particolare riferimento alla piccola impresa, alle attività artigianali, alle attività professionali, alle start-up.

 

Modalità di presentazione delle domande

La presentazione del progetto deve essere formulata tramite specifica “Domanda di inserimento nel Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate”, sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante del singolo comune ovvero del comune capofila dell’aggregazione temporanea o da un suo delegato, a pena di esclusione.
Le domande devono essere inviate entro il termine perentorio del 30 novembre 2015, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità, esclusivamente a mezzo Posta Elettronica Certificata (Pec), all’indirizzo [email protected], conformemente alle norme del “Codice dell’amministrazione digitale”. Le domande pervenute oltre tale termine non saranno prese in considerazione.

Valutazione dei progetti

La procedura di valutazione è effettuata da un comitato secondo le seguenti fasi:

a) accertamento della completezza della domanda e verifica di tutti i documenti e requisiti di ammissibilità, pena l’esclusione dalla procedura di valutazione;

b) valutazione delle domande, attribuzione dei punteggi sulla base delle informazioni riportate nella domanda e nella documentazione allegata.

I progetti saranno valutati in base ai seguenti criteri:

A – Riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.

B – Miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive e alla tutela di minori ed adulti vittime di violenza, tratta, sfruttamento e abusi sessuali.

C – Tempestiva esecutività degli interventi.

D – Capacità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici (nazionali ed europei) e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati.

Il comitato tiene conto dei seguenti criteri di priorità:

a) a parità di punteggio di interventi presentati da un comune e da un’aggregazione di comuni è data priorità al progetto presentato dall’aggregazione di comuni;
b) a parità di punteggio, nel caso di intervento diviso in più lotti o parti, sono valutati prioritariamente gli interventi che costituiscono lotti o parti conclusivi di interventi già avviati.

Finanziabilità degli interventi

Per ciascun progetto, il finanziamento a carico del Fondo non può essere inferiore a euro 100.000 e non può in ogni caso superare l’importo massimo di 2.000.000 di euro. Fermo restando tale importo massimo a carico del Fondo, i comuni e le aggregazioni temporanee di comuni possono presentare progetti che prevedano un costo complessivo superiore delle iniziative proposte, purché specifichino in modo documentato, pena l’inammissibilità, le ulteriori fonti di finanziamento disponibili.

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