Riqualificazione urbana in Italia: progetti e casi concreti | Architetto.info

Riqualificazione urbana in Italia: progetti e casi concreti

Dal recupero di aree dismesse alla pianificazione sostenibile, dai patti d’area per qualificare il commercio a interventi di social housing, un nuovo approccio allo sviluppo urbanistico

Il plastico di presentazione del progetto di riqualificazione dell'ex Manifattura Tabacchi a Rovereto, diventato sede di Progetto Manifattura
Il plastico di presentazione del progetto di riqualificazione dell'ex Manifattura Tabacchi a Rovereto, diventato sede di Progetto Manifattura
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La XII edizione di Urban Promo, la manifestazione a cura dell’Istituto Nazionale di Urbanistica svoltasi alla Triennale di Milano dal 14 al 20 novembre, è stata un’occasione preziosa per fare il punto sui progetto – molti, in verità – di riqualificazione urbana attivati dagli enti locali su tutto il territorio. Dopo aver parlato di trasporto elettrico e di aree extra-metropolitane, illustriamo qui alcuni dei più interessanti casi già realizzati o in corso di realizzazione di riqualificazione urbana presentati a Milano.

Progetto Manifattura a Rovereto: il primo incubatore clean-tech d’Italia
Progetto Manifattura – Green Innovation Factory è un’iniziativa promossa dalla Provincia autonoma di Trento per trasformare la storica Manifattura Tabacchi di Rovereto (1854) in un centro di innovazione industriale nei settori dell’edilizia ecosostenibile, dell’energia rinnovabile, delle tecnologie per l’ambiente e della gestione delle risorse naturali.
I nove ettari del sito sono destinati ad ospitare, su una superficie coperta di circa 70.000 mq, un cluster composto da startup, imprese, centri di ricerca, strutture di formazione, investitori e reti di consulenti, con l’obiettivo di stimolarne la collaborazione e di costituire un riferimento nel settore delle clean-tech, a livello nazionale ed europeo.

Immagine dal cantiere di Progetto Manifattura (fonte:progettomanifattura.it)

Immagine dal cantiere di Progetto Manifattura (fonte:progettomanifattura.it)

La prima fase del progetto ha consentito di recuperare circa 7000 mq di alcuni edifici storici quasi interamente assegnati a circa 60 neo-imprenditori (selezionati da un numero doppio di richieste). Di queste una ventina circa hanno superato il periodo di incubazione e sono in fase di consolidamento, mentre un’altra ventina sono ancora nel periodo di avviamento. Nell’ultimo anno si sono insediate all’interno di Progetto Manifattura anche unità operative di società di grandi dimensioni operanti nell’ambito delle energie rinnovabili, portando gli addetti all’interno del primo incubatore clean-tech d’Italia ed uno degli unici in Europa a circa 200 unità.

 

Piano di sviluppo sostenibile di Pordenone
Il nuovo Piano di sviluppo sostenibile di Pordenone interviene in una fase di stasi della crescita urbana e promuove lo sviluppo futuro della città attraverso l’impiego delle eco-tecnologie e della rigenerazione urbana, diventando in sostanza un progetto di riferimento per l’intera città.

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Gli interventi sono stati impostati su tre assi strategici:

Eco-tecnologie. Orientato verso l’autonomia energetica della città, il Piano approfondisce il tema dello sfruttamento dell’acqua quale fonte di energia semi-collettiva; da un lato punta al recupero ecologico del fiume Noncello e dall’altro sulla produzione di energia attraverso l’utilizzo dei salti d’acqua e l’impiego semi-collettivo delle pompe di calore.

Patrimonio edilizio. L’impostazione del Piano attraverso la “carta geo-energetica” e la “carta del consumo energetico degli edifici” individua le aree prioritarie della città su cui programmare i primi interventi di rigenerazione.

Aree dismesse. Il Piano promuove regole che semplificano e accelerano gli interventi di miglioramento urbano delle aree dismesse attraverso la loro messa in sicurezza e riuso temporaneo per il tempo libero, nella prospettiva di realizzarvi centrali energetiche alimentate da fonti di energia rinnovabili, o favorirne la rinaturalizzazione per aumentare la biodiversità urbana.

Progettisti: Massimo Giuliani (capogruppo ATI), Michele Brunello, Marco Brega (Dontstop architettura), Emilio Cremona, Gianluigi Sartorio; con: Corrado Longa, Marco Tosca, Laura Di Donfrancesco.
Patti d’area a Genova
Il Patto d’Area di Prè, sottoscritto da Regione Liguria, Comune di Genova, Prefettura di Genova, Segretariato Regionale del Mibact Liguria, Camera di Commercio di Genova, Confesercenti, Ascom Confcommercio, Civ “Borgo di Prè”, Società Consortile “Vivere Santa Brigida”, vuole contribuire al miglioramento della qualità della vita e alla qualificazione commerciale attraverso incentivi e disincentivi ai nuovi insediamenti commerciali per aiutare lo sviluppo del tessuto economico verso obiettivi di tutela dell’ambiente urbano, valorizzazione del patrimonio storico artistico, vivibilità e sicurezza. Fra le azioni di animazione territoriale e recupero di strutture e funzioni, Commenda di Prè e Hotel Columbia (Biblioteca Universitaria), per rigenerare i flussi turistico-commerciali già presenti. Elemento distintivo è il forte raccordo con le forze dell’ordine attraverso azioni coordinate e scambio di flussi informativi.

Patto d’Area di XX Settembre, sottoscritto da Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Ascom Confcommercio, Civ “XX Settembre”, Real estate Services S.p.A., mira al miglioramento della qualità della vita e dell’offerta commerciale attraverso:
1) sinergia tra proprietari di immobili, consorzio degli operatori e istituzioni per soluzioni condivise e innovative che rilancino strutture inutilizzate;
2) orientamento dell’offerta commerciale verso tipologie che valorizzino il contesto ambientale, urbanistico e commerciale.
Sono individuate varie azioni di animazione territoriale, progetti di riqualificazione, nuovo arredo urbano, creando una forte sinergia con il tessuto associativo culturale e qualificando percorsi guidati per crocieristi con aperture straordinarie di negozi.

Social Housing
Alba (Cn). Grazie ai finanziamenti del Fondo Abitare Sostenibile Piemonte, la Cooperativa “G. Di Vittorio” ha realizzato un edificio composto da 38 appartamenti di varie tipologie forniti di accorgimenti e tecnologie che garantiscono il massimo isolamento termico e il risparmio energetico. Il riscaldamento è centralizzato con contabilizzazione individuale del calore; è presente inoltre un impianto fotovoltaico. La locazione è offerta ha una durata di 13 anni, scaduti i quali, il socio ha una prelazione sull’acquisto. In alternativa, la Cooperativa ha la possibilità di acquistare direttamente l’alloggio, che entra così a far parte nel suo patrimonio edilizio.
Progettisti: Isolarchitetti Srl, Archides, Studio Tecnico Associato.

Bologna. Un progetto di autorecupero in corso consiste nella ristrutturazione da parte degli utilizzatori finali di 9 immobili attualmente disabitati, per circa 43 alloggi, di proprietà comunale. Il Comune ha individuato, tramite procedura ad evidenza pubblica, il soggetto partner incaricato della realizzazione dell’intervento, rappresentato da un’Associazione Temporanea di Scopo (Ats) composta da soggetti con competenze diverse: l’Associazione Xenia (soggetto capofila) si farà carico dell’accompagnamento alla casa e della mediazione sociale, il Consorzio Abn di Perugia si occuperà degli aspetti tecnico-edilizi, sociali e finanziari e curerà i processi partecipativi per un coinvolgimento consapevole dei beneficiari, del futuro vicinato e dei territori.

I futuri abitanti partecipano alla realizzazione degli interventi mettendo a disposizione un monte-ore. Prima dell’inizio dei lavori la cooperativa degli autorecuperatori stipulerà con il Comune di Bologna una convenzione per la cessione del diritto di superficie degli immobili della durata di 99 anni, allo scadere dei quali gli immobili rientreranno nella proprietà comunale. Il corrispettivo versato per la costituzione del diritto di superficie sarà reimpiegato dal Comune per aumentare le opportunità abitative in città.

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