Stefano Boeri a San Marino: le linee guida per il Piano regolatore generale | Architetto.info

Stefano Boeri a San Marino: le linee guida per il Piano regolatore generale

9 sono i punti programmatici del nuovo piano di assetto del territorio che sarà completato entro l’anno e andrà a sostituire l’attuale, elaborato venticinque anni fa con la consulenza di Leonardo Benevolo

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Le linee programmatiche per il nuovo Piano regolatore generale della Repubblica di San Marino (con il titolo “Il giardino d’Europa: microcosmo della diversità”) sono state presentate all’inizio di maggio, elaborate dietro incarico del governo della piccola città-stato da Stefano Boeri Architetti (per quanto riguarda la pianificazione urbana) con Mobility In Chain (consulente per la parte relativa alla mobilità) e Nuova Qualità Ambientale (valutazione ambientale strategica).

Nella storia della Repubblica, quello che ci si accinge a elaborare sarà il terzo piano di governo di un piccolo ma ancora piuttosto ricco territorio, che si estende per poco più di 60 kmq (per un confronto, Trieste, la più piccola provincia italiana, ne “misura” 212): il primo piano regolatore generale risale infatti al 1981, mentre il secondo (e attuale) è in vigore da venticinque anni, anche se avrebbe dovuto essere valido per dieci, e per la sua elaborazione ci si era avvalsi della consulenza di Leonardo Benevolo, da poco scomparso.

Ancora in piena elaborazione (il gruppo di progettazione sta lavorando alla seconda fase, in cui sono in via di definizione i progetti strategici per il futuro di San Marino, sulle tre totali previste dal programma impostato), il piano “San Marino 030” sottende una visione che, in accordo con le teorie di uno degli ultimi architetti italiani rimasti, nel bene e nel male, a occuparsi e scrivere di urbanistica, vuole fare diventare la Repubblica un modello di biodiversità (culturale, produttiva, faunistica e anche vegetale) attraverso i suoi paesaggi e un’azione di riassetto di un territorio cresciuto in modo disordinato ed eccessivo e poi colpito da una crisi che ha bloccato l’attività lasciando opere incompiute.

Nove sono i punti programmatici attraverso cui il nuovo piano regolerà gli interventi e programmerà il futuro, risultanti dalle criticità evidenziate nella fase di analisi, e parlano, per il momento in modo ancora vago, di turismo ed ecosistemi ambientali ma anche di messa in sicurezza del territorio, riduzione del consumo di suolo e sviluppo industriale.

Il primo, complementarietà tra poli e castelli, immagina una maggiore integrazione delle parti di un sistema urbano frammentato, inutilizzato per il 30% e in cui non sono mai stati previsti standard minimi per i servizi, e una crescita basata sulla densificazione dell’esistente piuttosto che sul consumo di suolo. La presenza sul territorio di parchi e corsi d’acqua a carattere torrentizio suggerisce una messa in rete degli elementi di pregio di un sistema ecologico da potenziare e mettere in sinergia attraverso l’avvio di forestazioni progressive, ma anche da proteggere tramite la creazione di corridoi fluviali, al centro del secondo punto.

L’insistenza di parte, pur ridotta, della Repubblica su terreni di origine calanchiva, la cui natura mette a rischio una quota dell’edilizia e delle infrastrutture, richiede l’introduzione di azioni di messa in sicurezza contro le calamità naturali, anche attraverso il ricorso a incentivi. L’agricoltura, e l’utilizzo anche del 30% di aree attualmente incolte o sottoutilizzate, sono l’obiettivo della nascita del marchio Bio San Marino, che dovrebbe promuovere l’agricoltura biologica, ridare slancio alle coltivazioni e alla manutenzione del suolo.

L’energia e il suo approvvigionamento e una più efficiente gestione del ciclo dei rifiuti sono al centro del quinto punto in programma, che prevede il raggiungimento di una maggiore autonomia per una Repubblica completamente dipendente dalle forniture esterne. L’obiettivo si prevede raggiungibile attraverso interventi di efficientamento del patrimonio edilizio, diffusione dei sistemi a biomassa, riutilizzo delle acque grigie e chiare e miglioramento dei processi per la raccolta differenziata.

Il sesto punto parla di spostamenti interni e modalità di accesso, che attualmente avvengono quasi tutti su gomma: i mezzi sono il miglioramento dell’efficienza della rete di trasporto pubblico (anche ricorrendo all’ondemand), l’introduzione del servizio di bikesharing, tradizionale e assistito, e la definizione di una rete ciclopedonale (nonostante un territorio dall’orografia non semplice), la creazione di un collegamento più sostenibile con la vicina Rimini e la valutazione della fattibilità di due nuovi interventi, un’aviopista e una seconda funicolare.

Turismo, università e industria sono gli ultimi tre punti programmatici. Meta di turisti di passaggio serviti da un modello commerciale e di bassa qualità e da strutture ricettive concentrate prevalentemente nel centro storico, il nuovo PRG si prefiggerà di favorire nuove forme di accoglienza, basate su mobilità lenta e reti di sentieri e percorsi cicloturistici. Sede di un’università localizzata nel centro storico ma poco dotata di spazi per la ricerca e gli studenti, si prevede di rafforzare il polo attraverso il riuso di parte del patrimonio sottoutilizzato e un intervento sul centro storico mirato a renderlo vivo giorno e notte.

In potenziale rete con l’università, anche per il settore industriale si prevede uno sviluppo attraverso la promozione di incubatori di start up e servizi di internazionalizzazione, supportati dalla creazione di un secondo marchio, Made in San Marino.

Su queste basi, la terza e ultima fase, che definirà nel dettaglio il Piano e i suoi interventi e darà utilizzo e tempistiche a ogni area del territorio, dovrebbe concludersi a fine anno.

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