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Walter Gropius

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La sua preparazione completa ed il suo approccio con la materia del design hanno reso Walter Gropius uno degli esponenti più importanti dell’architettura moderna. Il suo contributo è stato decisivo sul piano linguistico e didattico, tanto che molti principi del razionalismo nascono proprio dalla sua riflessione teorica e dalla sua esperienza didattica. Fondatore della “scuola del costruire”, la Bauhaus, Gropius fece confluire nella sua metodologia tutte le discipline architettoniche, dal design all’urbanistica.

Nato a Berlino nel 1883 in una famiglia di architetti, i suoi studi si svolsero tra Monaco e la capitale tedesca (1903-1907), dove collaborò con Peter Behrens dal 1908 al 1910 e in seguito aprì un suo studio. Suo collaboratore da allora fino al 1925 fu l’architetto Adolf Meyer.

Il primo lavoro a rendere famoso Gropius furono le officine della fabbrica di calzature della ditta Fagus (1911), con cui rivoluzionò l’architettura degli ambienti lavorativi. La costruzione a tre piani era leggera ed elegante, in ferro e vetro; il sole, penetrando negli edifici, li rendeva più salubri, in comunicazione visiva con l’esterno. In tal modo, nulla rimaneva della severa immagine della fabbrica tradizionale; anche gli uffici erano realizzati a spazio aperto, non separati, per favorire la produttività.

L’esperienza didattica iniziò nel 1919, anno in cui l’architetto tedesco fondò una scuola tecnico-artistica situata a Weimar. Il manifesto-programma si appellava alla volontà di architetti, pittori e scultori per una “nuova costruzione del futuro, che sarà tutto in una sola forma”. Nasce così la Bauhaus, termine derivante da “Bauhutten”, i cantieri medievali. Nei metodi ed obiettivi della scuola, la nuova architettura fiorisce da tutte le discipline pratico-artistiche, inscindibili fra loro. Accademia di belle arti e Scuola di arti e mestieri sono unite, come arte e artigianato, teoria e pratica. I personaggi più importanti della scena artistica europea collaborarono a questo progetto didattico, che divenne vera e propria istituzione formale, in cui la scultura, il teatro, la fotografia, la lavorazione dei metalli e del legno, la grafica pubblicitaria, la pittura e la tessitura, erano materie insegnate in specifici laboratori.

Nel frattempo, il nazismo prendeva sempre più piede in Germania e, per questo, nel 1925, la scuola si trasferì da Weimar a Dessau, dove il governo era ancora socialdemocratico. Qui si costruirono gli edifici della Bauhaus, progettati in funzione dell’utilizzo da parte di coloro che vi lavoravano. La struttura era composta di blocchi, uno per i laboratori, con pareti di vetrate, uno per le aule, un altro destinato agli uffici amministrativi, alla biblioteca e allo studio del direttore, unito attraverso un corpo a ponte. Gli arredi erano progettati e realizzati nella stessa scuola.

Fino al 1928 Gropius diresse la scuola, che, con il nazismo al potere, dovette definitivamente chiudere nel 1932. Non finì nel silenzio, ovviamente, l’avanguardia che la Bauhaus portò nell’architettura, nella costruzione, nella produzione industriale e nelle arti in generale.

Gropius si trasferì prima a Londra, nel 1934 e, in seguito, negli Stati Uniti, dove nel 1938 divenne direttore della sezione di architettura Graduate School of Design di Harvard. Nello stesso anno, organizzò a New York la mostra “Bauhaus 1919-1928” e, di pari passo con la sua professione di designer e architetto, si adoperò sempre perché le idee che ispirarono la fondazione della scuola fossero valorizzate e conosciute.

C.C.

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