Legge 24 giugno 1997, n. 196 (lavoro, lavoro temporaneo) | Architetto.info

Legge 24 giugno 1997, n. 196 (lavoro, lavoro temporaneo)

Norme in materia di promozione dell'occupazione

L 24/06/1997 n. 00000196
Legge 24 giugno 1997, n. 196 (in Gazz. Uff., 4 luglio 1997, n. 154,
s.o.). — Norme in materia di promozione dell’occupazione (1).

(1) Con d.lg. 23 dicembre 1997, n. 469, sono stati conferiti alle
regioni, tra l’altro, i compiti relativi al collocamento,
all’avviamento a selezione negli enti pubblici e nella pubblica
amministrazione, ad eccezione di quello riguardante le
amministrazioni centrali dello Stato e gli uffici centrali degli enti
pubblici, e i compiti di preselezione ed incontro tra domanda e
offerta di lavoro.

Art. 1.

Contratto di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo.

1. Il contratto di lavoro temporaneo è il contratto mediante il
quale un’impresa di fornitura di lavoro temporaneo, di seguito
denominata <<impresa fornitrice>>, iscritta all’albo previsto
dall’articolo 2, comma 1, pone uno o più lavoratori, di seguito
denominati <<prestatori di lavoro temporaneo>>, da essa assunti con
il contratto previsto dall’articolo 3, a disposizione di un’impresa
che ne utilizzi la prestazione lavorativa, di seguito denominata
<<impresa utilizzatrice>>, per il soddisfacimento di esigenze di
carattere temporaneo individuate ai sensi del comma 2.
2. Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo può essere
concluso:
a) nei casi previsti dai contratti collettivi nazionali della
categoria di appartenenza dell’impresa utilizzatrice, stipulati dai
sindacati comparativamente più rappresentativi;
b) nei casi di temporanea utilizzazione in qualifiche non
previste dai normali assetti produttivi aziendali;
c) nei casi di sostituzione dei lavoratori assenti, fatte salve
le ipotesi di cui al comma 4.
3. Nei settori dell’agricoltura, privilegiando le attività rivolte
allo sviluppo dell’agricoltura biologica, e dell’edilizia i contratti
di fornitura di lavoro temporaneo potranno essere introdotti in via
sperimentale previa intesa tra le organizzazioni sindacali dei
lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale circa le aree e le modalità della
sperimentazione.
4. é vietata la fornitura di lavoro temporaneo:
a) per le qualifiche di esiguo contenuto professionale,
individuate come tali dai contratti collettivi nazionali della
categoria di appartenenza dell’impresa utilizzatrice, stipulati dai
sindacati comparativamente più rappresentativi;
b) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di
sciopero;
c) presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i
dodici mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che abbiano
riguardato lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la
fornitura, salvo che la fornitura avvenga per provvedere a
sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del
posto;
d) presso unità produttive nelle quali sia operante una
sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario, con diritto al
trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori
adibiti alle mansioni cui si riferisce la fornitura;
e) a favore di imprese che non dimostrano alla Direzione
provinciale del lavoro di aver effettuato la valutazione dei rischi
ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994,
n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni;
f) per le lavorazioni che richiedono sorveglianza medica speciale
e per lavori particolarmente pericolosi individuati con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale da emanare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo è stipulato in
forma scritta e contiene i seguenti elementi:
a) il numero dei lavoratori richiesti;
b) le mansioni alle quali saranno adibiti i lavoratori ed il loro
inquadramento;
c) il luogo, l’orario ed il trattamento economico e normativo
delle prestazioni lavorative;
d) assunzione da parte dell’impresa fornitrice dell’obbligazione
del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico nonché
del versamento dei contributi previdenziali;
e) assunzione dell’obbligo dell’impresa utilizzatrice di
comunicare all’impresa fornitrice i trattamenti retributivi e
previdenziali applicabili, nonché le eventuali differenze maturate
nel corso di ciascuna mensilità o del minore periodo di durata del
rapporto;
f) assunzione dell’obbligo dell’impresa utilizzatrice di
rimborsare all’impresa fornitrice gli oneri retributivi e
previdenziali da questa effettivamente sostenuti in favore del
prestatore di lavoro temporaneo;
g) assunzione da parte dell’impresa utilizzatrice, in caso di
inadempimento dell’impresa fornitrice, dell’obbligo del pagamento
diretto al lavoratore del trattamento economico nonché del versamento
dei contributi previdenziali in favore del prestatore di lavoro
temporaneo, fatto salvo il diritto di rivalsa verso l’impresa
fornitrice;
h) la data di inizio ed il termine del contratto per prestazioni
di lavoro temporaneo;
i) gli estremi dell’autorizzazione rilasciata all’impresa
fornitrice.
6. é nulla ogni clausola diretta a limitare, anche indirettamente,
la facoltà dell’impresa utilizzatrice di assumere il lavoratore al
termine del contratto per prestazioni di lavoro temporaneo di cui
all’articolo 3.
7. Copia del contratto di fornitura è trasmessa dall’impresa
fornitrice alla Direzione provinciale del lavoro competente per
territorio entro dieci giorni dalla stipulazione.
8. I prestatori di lavoro temporaneo non possono superare la
percentuale dei lavoratori, occupati dall’impresa utilizzatrice in
forza di contratto a tempo indeterminato, stabilita dai contratti
collettivi nazionali della categoria di appartenenza dell’impresa
stessa, stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi.

Art. 2.

Soggetti abilitati all’attività di fornitura di prestazioni di lavoro
temporaneo.

1. L’attività di fornitura di lavoro temporaneo può essere
esercitata soltanto da società iscritte in apposito albo istituito
presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Il
Ministero del lavoro e della previdenza sociale rilascia, sentita la
commissione centrale per l’impiego, entro sessanta giorni dalla
richiesta e previo accertamento della sussistenza dei requisiti di
cui al comma 2, l’autorizzazione provvisoria all’esercizio
dell’attività di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo,
provvedendo contestualmente all’iscrizione delle società nel predetto
albo. Decorsi due anni il Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, su richiesta del soggetto autorizzato, entro i trenta giorni
successivi rilasciata l’autorizzazione a tempo indeterminato
subordinatamente alla verifica del corretto andamento dell’attività
svolta.
2. I requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività di cui al
comma 1 sono i seguenti:
a) la costituzione della società nella forma di società di
capitali ovvero cooperativa, italiana o di altro Stato membro
dell’Unione europea; l’inclusione nella denominazione sociale delle
parole: <<società di fornitura di lavoro temporaneo>>;
l’individuazione, quale oggetto esclusivo, della predetta attività;
l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a un miliardo di
lire; la sede legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato;
b) la disponibilità di uffici e di competenze professionali
idonee allo svolgimento dell’attività di fornitura di manodopera
nonché la garanzia che l’attività interessi un ambito distribuito
sull’intero territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro
regioni;
c) a garanzia dei crediti dei lavoratori assunti con il contratto
di cui all’articolo 3 e dei corrispondenti crediti contributivi degli
enti previdenziali, la disposizione, per i primi due anni, di un
deposito cauzionale di lire 700 milioni presso un istituto di credito
avente sede o dipendenza nel territorio nazionale; a decorrere dal
terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una
fidejussione bancaria o assicurativa non inferiore al 5 per cento del
fatturato, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, realizzato
nell’anno precedente e comunque non inferiore a lire 700 milioni;
d) in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai
dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari: assenza
di condanne penali, anche non definitive, ivi comprese le sanzioni
sostitutive di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, per delitti
contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro
l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis
del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge
commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre
anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla
prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da
leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresì,
di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai sensi della
legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o della legge 31 maggio 1965, n.
575, o della legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive
modificazioni.
3. L’autorizzazione di cui al comma 1 può essere concessa anche a
società cooperative di produzione e lavoro che, oltre a soddisfare le
condizioni di cui al comma 2, abbiano almeno cinquanta soci e tra di
essi, come socio s…

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