Legge 23 dicembre 1994, n. 724 (finanza pubblica) | Architetto.info

Legge 23 dicembre 1994, n. 724 (finanza pubblica)

Misure di razionalizzazione della finanza pubblica (1) (2) (3) (4).

l 23/12/1994 N. 00000724

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Legge 23 dicembre 1994, n. 724 (in Gazz. Uff., 30 dicembre 1994, n.
304, s.o.). — Misure di razionalizzazione della finanza pubblica (1)
(2) (3) (4).

(1) Il Ministero del tesoro e il Ministero del bilancio e della
programmazione e economica sono stati soppressi dall’art. 2, d.lg. 5
dicembre 1997, n. 430, che ha istituito l’unico Ministero del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica.
(2) Tutte le funzioni e i compiti svolti dal Ministro/Ministero
delle risorse agricole, alimentari e forestali, già sostitutivo
dell’abrogato Ministro/Ministero dell’agricoltura e delle foreste,
sono ora esercitati dalle Regioni, direttamente o mediante delega
agli enti locali, e dal Ministero per le politiche agricole (d.lg. 4
giugno 1997, n. 143).
(3) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono stati conferiti funzioni
e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti
locali, in attuazione del capo I della l. 15 marzo 1997, n. 59, nelle
seguenti materie: sviluppo economico e attività produttive,
territorio, ambiente e infrastrutture, servizi alla persona e alla
comunità, polizia amministrativa regionale e locale e regime
autorizzatorio.
(4) Tutti i rinvii al d.p.r. 28 gennaio 1988, n. 43, soppresso
dall’art. 68, d.lg. 13 aprile 1999, n. 112, contenuti nel presente
provvedimento, si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni
del citato d.lg. 112/1999.
Capo I
DISPOSIZIONI IN MATERIA SANITARIA
Art. 1.

Esenzioni.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).
3. (Omissis) (3).
4. é confermata l’esenzione disposta dall’articolo 3, comma 3, del
decreto-legge 25 novembre 1989, n. 382, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 gennaio 1990, n. 8, relativamente agli
accertamenti del possesso dei requisiti di idoneità da parte dei
giovani che si avviano all’attività sportiva agonistica nelle società
dilettantistiche.
5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge il Ministro della sanità provvede con proprio decreto
ad aggiornare il protocollo diagnostico predisposto nel D.M. 14
aprile 1984, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 30 aprile
1984.

(1) Modifica il comma 14 dell’art. 8, l. 24 dicembre 1993, n. 537.
(2) Modifica il comma 15 dell’art. 8 della legge 24 dicembre 1993,
n. 537.
(3) Sostituisce il comma 16 dell’art. 8, l. 24 dicembre 1993, n.
537.

Art. 2.

Prestazioni specialistiche.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce il comma 3 dell’art. 1, d.l. 25 novembre 1989, n.
382, conv. in l. 25 gennaio 1990, n. 8.

Art. 3.

Ospedali.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (1).
3. (Omissis) (1).
4. Le disposizioni di cui all’allegato A del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 22 dicembre 1989, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 1990, sono sospese per cinque
anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro tale
termine, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
adottato su proposta del Ministro della sanità, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, e acquisito il parere degli
operatori del settore e delle associazioni dei gestori, sono
definiti, anche in relazione alla situazione esistente negli altri
Paesi dell’Unione europea, i nuovi requisiti dimensionali per le RSA
nonché i criteri per il graduale adeguamento agli stessi delle
strutture esistenti. Le regioni possono prevedere che la gestione
delle residenze sanitarie assistenziali sia affidata ad organismi
pubblici, privati o misti, disciplinando le modalità di controllo
della qualità delle prestazioni e del servizio reso. L’organismo
affidatario della gestione della RSA fa fronte in via prioritaria al
fabbisogno di personale mediante l’assunzione di personale di
corrispondente qualificazione professionale, proveniente, su base
volontaria, dai servizi dismessi dell’unità sanitaria locale, fermo
restando il riconoscimento dell’anzianità di servizio e di qualifica
(2).
5. Nel quadro delle attivazioni delle strutture residenziali
previste dal progetto obiettivo <<Tutela della salute mentale
1994-1996>>, approvato con D.P.R. 7 aprile 1994, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 1994, utilizzando se
necessario anche le strutture ospedaliere disattivate o riconvertite
nell’ambito del processo di ristrutturazione della rete ospedaliera,
le regioni provvedono alla chiusura dei residui ospedali psichiatrici
entro il 31 dicembre 1996. I beni mobili e immobili degli ospedali
psichiatrici dismessi possono essere utilizzati per attività di
carattere sanitario, purché diverse dalla prestazione di servizi per
la salute mentale o dalla degenza o ospitalità di pazienti dimessi o
di nuovi casi, ovvero possono essere destinati dall’azienda unità
sanitaria locale competente alla produzione di reddito, attraverso la
vendita, anche parziale, degli stessi con diritto di prelazione per
gli enti pubblici, o la locazione. I redditi prodotti sono utilizzati
per l’attuazione di quanto previsto dal progetto-obiettivo <<Tutela
della salute mentale 1994-1996>>, approvato con D.P.R. 7 aprile 1994,
per interventi nel settore psichiatrico, e dai relativi progetti
regionali di attuazione. Qualora risultino disponibili ulteriori
somme, dopo l’attuazione di quanto previsto dal predetto progetto
obiettivo, le aziende sanitarie potranno utilizzarle per altre
attività di carattere sanitario (2) (3).
6. Per la gestione delle camere a pagamento di cui all’articolo 4,
commi 10 e 11, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modificazioni ed integrazioni, le unità sanitarie locali,
le aziende ospedaliere e gli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico provvedono, oltre alla contabilità prevista dall’articolo
5, comma 5, del citato D.Lgs. n. 502 del 1992, e successive
modificazioni ed integrazioni, alla tenuta di una contabilità
separata che deve tenere conto di tutti i costi diretti e indiretti,
nonché delle spese alberghiere. Tale contabilità non può presentare
disavanzo. Il cittadino dovrà comunque pagare solo le spese
aggiuntive e non quelle garantite dal Servizio sanitario nazionale.
7. Nel caso in cui la contabilità separata di cui al comma 6
presenti un disavanzo, il direttore generale è obbligato ad assumere
tutti i provvedimenti necessari, compresi l’adeguamento delle tariffe
o la sospensione del servizio relativo alle erogazioni delle
prestazioni sanitarie. Le disposizioni di cui al presente comma si
applicano anche alle prestazioni ambulatoriali fornite a pazienti
solventi in proprio.
8. Ai fini del diritto di accesso garantito dalla legge 7 agosto
1990, n. 241, le unità sanitarie locali, i presìdi ospedalieri e le
aziende ospedaliere devono tenere, sotto la personale responsabilità
del direttore sanitario, il registro delle prestazioni specialistiche
ambulatoriali, di diagnostica strumentale e di laboratorio e dei
ricoveri ospedalieri ordinari. Tale registro sarà soggetto a
verifiche ed ispezioni da parte dei soggetti abilitati ai sensi delle
vigenti disposizioni. Tutti i cittadini che vi abbiano interesse
possono richiedere alle direzioni sanitarie notizie sulle
prenotazioni e sui relativi tempi di attesa, con la salvaguardia
della riservatezza delle persone.
9. Le regioni definiscono nel proprio piano sanitario, anche
mediante aggiornamenti, il tasso minimo di occupazione dei posti
letto per singole tipologie di reparto. I direttori generali delle
aziende ospedaliere o delle unità sanitarie locali interessate
provvedono alla riduzione del numero dei posti letto in dotazione ai
reparti che si discostano in misura superiore al 5 per cento dal
tasso regionale di cui al presente comma, provvedendo altresì al
ridimensionamento degli organici e alla conseguente mobilità del
personale, fermo restando il rispetto delle durate medie di degenza
definite nel Piano sanitario nazionale.

(1) Comma abrogato dall’art. 1, d.l. 17 maggio 1996, n. 280, conv.
in l. 18 luglio 1996, n.382.
(2) Comma così modificato dall’art. 1, d.l. 17 maggio 1996, n. 280,
conv. in l. 18 luglio 1996, n.382.
(3) Comma così modificato dall’art. 1, comma 21, l. 23 dicembre
1996, n. 662 e dall’art. 32, l. 27 dicembre 1997, n. 449.

Art. 4.

Dotazioni organiche.

1. La revisione delle dotazioni organiche ed i processi di mobilità
del personale sono in particolare finalizzati all’obiettivo del pieno
utilizzo delle strutture pubbliche, secondo le indicazioni del Piano
sanitario nazionale per il triennio 1994-1996. I direttori generali
ed i commissari straordinari delle unità sanitarie locali e delle
aziende ospedaliere, avvalendosi anche dei poteri loro attribuiti in
materia di definizione dell’orario di servizio e di articolazione
dell’orario contrattuale di lavoro, di cui all’articolo 16 del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni, assicurano l’apertura al pubblico dei
servizi per un congruo orario settimanale, il potenziamento delle
attività di day hospital e la riduzione dei tempi di attesa per le
attività ambulatoriali.
2. Per il primo semestre dell’anno 1995 si applica il divieto di
assunzione di cui al comma 6 dell’articolo 22; pe…

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Legge 23 dicembre 1994, n. 724 (finanza pubblica)

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