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Disposizioni sulle concessioni di opere pubbliche (1).

L 24/06/1929 n. 00001137 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Legge 24 giugno 1929, n. 1137 (in Gazz. Uff., 12 luglio 1929, n.
161). — Disposizioni sulle concessioni di opere pubbliche (1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).
Art. 1.

Possono essere concesse in esecuzione a Province, Comuni, consorzi
e privati, opere pubbliche di qualunque natura, anche
indipendentemente dall’esercizio delle opere stesse.
Negli atti di concessione può disporsi che la spesa a carico dello
Stato sia corrisposta in unica soluzione al momento della
liquidazione dei lavori, oppure ripartita in non più di trenta rate
annuali costanti, comprensive di capitale e interesse (1).
Il pagamento dei contributi dello Stato, degli enti pubblici e dei
privati nelle opere in concessione può essere stabilito nell’atto di
concessione in modo invariabile a corpo, qualunque sia per risultare
l’effettivo costo dell’opera, ovvero a misura secondo la quantità
effettiva dei lavori eseguiti in base a prezzi fissati per unità di
misura.
Qualora occorra, per i lavori suppletivi ed imprevisti, di fissare
nuovi prezzi, si provvederà con atto aggiuntivo, da approvare con le
forme usate per la concessione.
Tuttavia l’importo complessivo dei contributi non potrà superare di
oltre un quinto quello prima previsto, rimanendo a totale carico del
concessionario la eventuale maggiore spesa occorrente per l’opera.

(1) Comma così modificato dalla l. 15 gennaio 1951, n. 34.

Art. 2.

Nelle concessioni a consorzi ed altri enti pubblici, che
contribuiscano nella spesa delle opere concesse, può essere
stabilito, per speciali esigenze accertate, che il pagamento dei
contributi, compreso quello dello Stato, sia commisurato alla spesa
effettiva incontrata per i lavori, aumentata da una percentuale fissa
per spese di amministrazione.
In tali casi può disporsi che rappresentanti dei Ministeri
interessati, nel numero, coi poteri e nei modi da determinarsi per
regolamento, intervengano nell’amministrazione dell’ente cui sono
concesse le opere.
Tutti i lavori devono essere contabilizzati e collaudati in base
alle norme delle opere statali (1).

(1) Vedi, anche, l’art. 23, l. 18 maggio 1989, n. 183.

Art. 3.

Le norme dei precedenti artt. 1 e 2 sono applicabili a tutte le
opere che si eseguono a spese o col sussidio dello Stato.
Rimangono invariate le altre disposizioni di legge vigenti per la
concessione delle varie categorie di opere.
Nulla è innovato per quanto riguarda le ferrovie, le tramvie e gli
altri servizi pubblici di trasporto concessi all’industria privata.

Art. 4.

Per tutte le opere da eseguirsi per conto dello Stato è vietato di
fare contratti e concessioni a privati per persone od enti da
nominarsi o per società da costituirsi, ed è soltanto consentito di
ammettere all’istruttoria le domande che vengono presentate con
riserva di costituire un consorzio od una società civile o
commerciale prima della stipulazione del contratto o della emissione
del decreto di concessione.

Art. 5.

Le concessioni sono accordate udito il parere del Consiglio
superiore dei lavori pubblici.
Resta salva la competenza assegnata ai consessi consultivi degli
uffici decentrati dipendenti dal Ministero dei lavori pubblici.

Art. 6.

(Omissis) (1)

(1) Abroga il r.d.l. 6 agosto 1926, n. 1657.

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