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Approvazione del capitolato generale d'appalto per le opere di c...

Approvazione del capitolato generale d'appalto per le opere di competenza del Ministero dei lavori pubblici (1) (2).

DPR 16/07/1962 n. 00001063 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1962, n. 1063 (in
Gazz. Uff., 7 agosto 1962, n. 198). — Approvazione del capitolato
generale d’appalto per le opere di competenza del Ministero dei
lavori pubblici (1) (2).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94 e art.
2, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).

Art. unico

é approvato l’annesso capitolato generale contenente le condizioni
generali per tutti gli appalti di opere che sono nelle attribuzioni
dell’Amministrazione dei lavori pubblici.
L’annesso capitolato, composto di 51 articoli e vistato dal
Ministro per i lavori pubblici, avrà effetto dal primo giorno del
mese successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica.
Dalla stessa data rimane abrogato il capitolato generale approvato
con decreto del Ministro per i lavori pubblici in data 28 maggio 1895
e successive modificazioni. Capitolato generale di appalto per le
opere pubbliche di competenza del Ministero dei lavori pubblici

OPERE PUBBLICHE
Decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1962, n. 1063 (in
Gazz. Uff., 7 agosto 1962, n. 198). — Approvazione del capitolato
generale d’appalto per le opere di competenza del Ministero dei
lavori pubblici (1) (2).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94 e art.
2, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.

CAPITOLATO GENERALE DI APPALTO PER LE OPERE PUBBLICHE
DI COMPETENZA DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI

Capo I
AGGIUDICAZIONE DEI LAVORI

Art. 1.

Condizioni di ammissibilità alla gara.

Per essere ammessi a partecipare alle gare per gli appalti delle
opere di competenza del Ministero dei lavori pubblici, gli
imprenditori devono presentare la documentazione di idoneità
giuridica, tecnica e morale che la stazione appaltante prescriverà,
in conformità alle disposizioni generali vigenti al momento della
gara e una dichiarazione con la quale essi attestino di essersi
recati sul luogo dove debbono eseguirsi i lavori, di avere presa
conoscenza delle condizioni locali, ed eventualmente delle cave e dei
campioni, nonché di tutte le circostanze generali e particolari che
possano avere influito sulla determinazione dei prezzi e delle
condizioni contrattuali e che possano influire sull’esecuzione
dell’opera, e di aver giudicato i prezzi medesimi nel loro complesso
rimuneratori e tali da consentire il ribasso che saranno per fare.

Art. 2.

Cauzione provvisoria.

Per essere ammessi alle gare d’appalto gli imprenditori debbono
comprovare la costituzione di un deposito cauzionale provvisorio in
contanti o in titoli del Debito pubblico o garantiti dallo Stato al
corso del giorno del deposito, presso una sezione di Tesoreria
provinciale o presso le aziende di credito previste dal decreto del
Presidente della Repubblica 22 maggio 1956, n. 635.
Con il capitolato speciale o con l’invito alla gara la somma da
depositarsi è fissata, secondo le circostanze, tra il decimo e il
trentesimo dell’importo dell’appalto.
Il deposito effettuato presso un istituto di credito è valido
sempre che questo si obblighi ad effettuare il versamento in
tesoreria del deposito in contanti od in titoli a favore dello Stato
nel caso in cui la cauzione sia incamerata ai sensi del successivo
art. 4. Questo deposito costituisce pegno a favore
dell’Amministrazione, affidato all’Istituto bancario ai sensi
dell’art. 2786, ultima parte, secondo comma, del Codice civile.
Il deposito, fatto dal deliberatario, resta vincolato fino alla
stipulazione del contratto; per i depositi degli altri concorrenti la
stazione appaltante rilascia il nulla osta per lo svincolo appena
ultimata la gara.

(1) Per l’abolizione del deposito cauzionale, vedi l’art. 5, l. 8
ottobre 1984, n. 687.

Art. 3.

Cauzione definitiva.

Al momento della stipulazione del contratto deve prestarsi la
cauzione definitiva nel modo stabilito nel capitolato speciale o
nell’invito alla gara.
La cauzione è stabilita nella misura del 5% dell’importo netto
dell’appalto, ma il capitolato speciale può stabilire una misura
maggiore che non può superare il 10% del detto importo.
La cauzione definitiva deve essere prestata in numerario o in
titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al corso del giorno del
deposito.
Qualora la cauzione provvisoria sia stata costituita presso la
Tesoreria, essa può essere trasferita a far parte della cauzione
definitiva, riducendo di uguale ammontare il versamento necessario.
La cauzione può essere costituita da fidejussione bancaria secondo
le vigenti disposizioni.

Art. 4.

Stipulazione ed approvazione del contratto.

La stipulazione del contratto di appalto deve aver luogo entro 30
giorni dalla data del deliberamento nel caso di gara o della
comunicazione all’impresa dell’accettazione dell’offerta nel caso di
trattativa privata o di appalto-concorso.
L’emanazione del decreto di approvazione deve avvenire entro 60
giorni dalla data di stipulazione del contratto. L’Amministrazione dà
immediata comunicazione all’appaltatore della emissione del decreto
di approvazione, anche prima della registrazione alla Corte dei
conti.
In caso di mancata stipulazione del contratto da parte
dell’aggiudicatario si applica l’art. 332 della legge 20 marzo 1865,
n. 2248, allegato F.
Qualora l’approvazione non abbia luogo nel termine di cui al
secondo comma, l’aggiudicatario può svincolarsi da ogni impegno,
previa la notificazione di cui all’art. 114 del regolamento di
contabilità generale dello Stato, approvato con regio decreto 23
maggio 1924, n. 827. In tal caso l’aggiudicatario ha diritto soltanto
al rimborso delle spese contrattuali. Ove sia intervenuta la consegna
in via d’urgenza dei lavori ai sensi dell’art. 337 della legge sui
lavori pubblici 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F, si applica anche
il capoverso dello stesso articolo.
Nel caso di cottimo fiduciario di cui agli articoli 67 e seguenti
del regolamento approvato con regio decreto 25 maggio 1895, n. 350,
il cottimista può svincolarsi dall’impegno, a termini del presente
articolo, qualora la sua offerta non sia accettata entro 30 giorni
dalla presentazione.

Art. 5.

Facoltà dell’Amministrazione di disporre della cauzione.

La cauzione sta a garanzia dell’adempimento di tutte le
obbligazioni del contratto, del risarcimento di danni derivato
dall’inadempimento delle obbligazioni stesse, nonché del rimborso
delle somme che l’Amministrazione avesse eventualmente pagato in più
durante l’appalto in confronto del credito dell’appaltatore
risultante dalla liquidazione finale, salvo l’esperimento di ogni
altra azione nel caso in cui la cauzione risultasse insufficiente.
L’Amministrazione ha il diritto di valersi di propria autorità
della cauzione per le spese dei lavori da eseguirsi d’ufficio, nonché
per il rimborso delle maggiori somme pagate durante l’appalto in
confronto ai risultati della liquidazione finale. Se la cauzione fu
costituita con deposito di titoli, l’Amministrazione può, senz’altra
formalità, venderli a mezzo di un agente di cambio.
L’appaltatore può essere obbligato a reintegrare la cauzione di cui
l’Amministrazione abbia dovuto valersi, in tutto o in parte, durante
l’esecuzione del contratto.

Art. 6.

Domicilio dell’appaltatore.

L’appaltatore deve, nel contratto, eleggere domicilio, per tutti
gli effetti del contratto medesimo, nel luogo nel quale ha sede
l’ufficio che ha la direzione e la sorveglianza dei lavori appaltati.
Il domicilio è eletto presso un ufficio pubblico o presso una
persona o ditta legalmente riconosciuta.
Tutte le intimazioni, le assegnazioni di termini ed ogni altra
notificazione dipendente dal contratto d’appalto, su istanza
dell’Amministrazione, possono essere fatte alla persona
dell’appaltatore o alla persona che lo rappresenti nella condotta dei
lavori od al domicilio eletto.
Mancando l’ufficio, la persona o la ditta presso cui fu eletto il
domicilio, e fino a che l’appaltatore non abbia regolarmente
notificato all’Amministrazione la nuova elezione di domicilio, la
consegna degli atti, di cui al comma precedente può essere fatta al
sindaco del luogo del domicilio eletto o a chi ne fa le veci.
Le intimazioni degli atti giudiziari si fanno col ministero di
ufficiale giudi…

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