Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Accelerazione delle procedure per la esecuzione di opere pubbliche e d...

Accelerazione delle procedure per la esecuzione di opere pubbliche e di impianti e costruzioni industriali (1).

L 03/01/1978 n. 00000001 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Legge 3 gennaio 1978, n. 1 (in Gazz. Uff., 14 gennaio 1978, n. 14).
— Accelerazione delle procedure per la esecuzione di opere pubbliche
e di impianti e costruzioni industriali (1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, della difesa del suolo e delle
risorse idriche, ad eccezione di quelle espressamente mantenute allo
Stato.

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Dichiarazione d’urgenza.

L’approvazione dei progetti di opere pubbliche da parte dei
competenti organi statali, regionali, delle province autonome di
Trento e Bolzano e degli altri enti territoriali equivale a
dichiarazione di pubblica utilità e di urgenza ed indifferibilità
delle opere stesse.
Rimangono ferme le disposizioni contenute in leggi speciali
regolanti la stessa materia.
Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità e di urgenza ed
indifferibilità cessano se le opere non hanno avuto inizio nel
triennio successivo all’approvazione del progetto.
Nei casi in cui lo strumento urbanistico vigente contenga
destinazioni specifiche di aree per la realizzazione di servizi
pubblici, l’approvazione dei progetti preliminari di lavori pubblici
da parte del consiglio comunale, anche se non conformi alle
specifiche destinazioni di piano, non comporta necessità di varianti
allo strumento urbanistico medesimo sempre che ciò non determini
modifiche al dimensionamento o alla localizzazione delle aree per
specifiche tipologie di servizi alla popolazione, regolamentate con
standard urbanistici minimi da norme nazionali o regionali (1).
Nel caso in cui le opere ricadano su aree che negli strumenti
urbanistici approvati non sono destinate a pubblici servizi oppure
sono destinate a tipologie di servizi diverse da quelle cui si
riferiscono le opere medesime e che sono regolamentate con standard
minimi da norme nazionali o regionali, la deliberazione del consiglio
comunale di approvazione del progetto preliminare e la deliberazione
della giunta comunale di approvazione del progetto definitivo ed
esecutivo costituiscono adozione di variante degli strumenti stessi,
non necessitano di autorizzazione regionale preventiva e vengono
approvate con le modalità previste dagli articoli 6 e seguenti della
legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni (1).
La regione emana il decreto di approvazione entro sessanta giorni
dal ricevimento degli atti.
(Omissis) (2).

(1) Comma così sostituito dall’art. 4, l. 18 novembre 1998, n. 415.
(2) Comma abrogato dall’art. 8, l. 10 febbraio 1989, n. 48.

Art. 2.

Aree destinate all’edilizia scolastica.

La ampiezza minima delle aree destinate all’edilizia scolastica può
essere inferiore di non oltre il venti per cento di quella stabilita
dalle norme tecniche emanate in applicazione dell’articolo 11 della
L. 28 luglio 1967, n. 641, e dell’art. 9 della L. 5 agosto 1975, n.
412, a condizione che l’individuazione dell’area sia disposta entro
un anno dall’entrata in vigore della presente legge.

Art. 3.

Stato di consistenza ai fini dell’occupazione temporanea.

Le operazioni di cui agli articoli 7 e 16 della L. 25 giugno 1865,
n. 2359, preordinate all’esecuzione delle opere di cui all’articolo 1
della presente legge, nonché quelle connesse alla formazione di
strumenti urbanistici esecutivi, sono autorizzate, nell’ambito della
rispettiva competenza, dai soggetti indicati dall’art. 106 del D.P.R.
24 luglio 1977, n. 616.
Per le opere dichiarate urgenti ed indifferibili, lo stato di
consistenza del fondo prescritto dagli articoli 71, primo comma, e 76
della legge 25 giugno 1865, n. 2359, va compilato, dopo che sia stata
disposta l’occupazione temporanea o d’urgenza, a cura dell’ente
espropriante o dei suoi concessionari che vi provvedono in
concomitanza con la redazione del verbale di immissione nel possesso.
Detto verbale deve essere redatto in contraddittorio con il
proprietario o, in sua assenza, con l’intervento di due testimoni che
non siano dipendenti dell’espropriante o del concessionario; al
contraddittorio sono ammessi il fittavolo, il mezzadro, il colono o
il compartecipante.
Il relativo avviso, contenente l’indicazione del luogo, del giorno
e dell’ora, è notificato almeno venti giorni prima al proprietario
del fondo secondo le risultanze catastali, ed entro lo stesso termine
è affisso per almeno venti giorni, all’albo del comune o dei comuni
in cui sono siti gli immobili.

Art. 4.

Attraversamenti e spostamenti.

Per le opere dichiarate urgenti ed indifferibili e per le quali sia
stata disposta l’occupazione temporanea o d’urgenza, tutti gli enti
pubblici o società private che gestiscono servizi pubblici, e siano
titolari del potere di autorizzazione o di concessione di
attraversamento, sono tenuti a pronunciarsi entro sessanta giorni
dalla richiesta indipendentemente dal perfezionamento delle pratiche
amministrative e dal versamento delle somme dovute, sulle quali, in
caso di ritardo, saranno corrisposti gli interessi legali.
Entro lo stesso termine e alle stesse condizioni i soggetti di cui
al comma precedente debbono pronunciarsi sugli spostamenti loro
richiesti e devono provvedervi nei tempi tecnici minimi, necessari
alla realizzazione della specifica opera pubblica.

Art. 5.

Inosservanza dei termini.

Le regioni stabiliscono le forme e le modalità di esercizio dei
poteri sostitutivi nel caso di inosservanza di termini assegnati da
provvedimenti normativi agli enti locali territoriali, agli istituti
autonomi per le case popolari ed agli enti ospedalieri per gli
adempimenti di loro competenza in ordine a procedimenti
amministrativi, per la esecuzione di opere pubbliche finanziate dallo
Stato o da enti pubblici.
Fino all’emanazione delle leggi regionali, nel caso di inosservanza
per oltre trenta giorni dei termini di cui al primo comma l’organo
regionale di controllo e, quando trattasi di adempimenti di
competenza degli istituti autonomi per le case popolari, la giunta
regionale, di ufficio o su comunicazione di chiunque vi abbia
interesse fissano un congruo termine per provvedere, sentito l’ente
interessato.
In caso di ulteriore inosservanza l’organo regionale di controllo e
la giunta regionale nominano, entro trenta giorni, un commissario per
provvedere agli adempimenti omessi.
Qualora, nelle materie oggetto della presente legge, venga
presentata domanda di sospensione dell’efficacia del provvedimento
impugnato, a norma dell’articolo 21, ultimo comma, della legge 6
dicembre 1971, n. 1034, detta istanza non potrà essere tratta sino a
quando il ricorrente non abbia presentato la domanda di fissazione
d’udienza. Nel caso di accoglimento della domanda di sospensione
l’udienza di merito deve essere fissata entro il termine massimo di
quattro mesi dalla adozione della relativa ordinanza, la quale non
potrà comunque avere una efficacia superiore a sei mesi.
Le ordinanze emesse ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 21
della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, non sono appellabili al
Consiglio di Stato (1).

(1) La Corte cost., con sent. 1 febbraio 1982, n. 8, ha dichiarato
l’illegittimità costituzionale del presente comma.

Art. 6.

Deliberazioni degli enti locali territoriali.

Gli atti deliberativi degli enti locali territoriali, dei loro
consorzi e delle comunità montane, concernenti l’esecuzione delle
opere di cui all’articolo I, possono essere delegati, per periodi di
tempo prestabiliti e per importi determinati, alle giunte o comitati
direttivi degli enti predetti. Tali atti deliberativi sono
immediatamente esecutivi.

Art. 7.

Pareri.

Gli organi i quali, in base alle vigenti disposizioni devono
esprimersi in sede consultiva sui progetti e sui contratti
concernenti l’esecuzione delle opere di cui all’articolo I, sono
tenuti ad emettere il parere entro sessanta giorni dalla richiesta.
Qualora il parere sia favorevole, senza osservazioni, alle
conclusioni della richiesta, il dispositivo è comunicato
telegraficamente.
In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il
parere o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze
istruttorie, le procedure amministrative riprendono il loro corso
prescindendo dall’eventuale parere tardivamente pronunciato. In ogni
caso la istruttoria ed il parere vanno definiti entro sessanta giorni
dalla data di ricezione, da parte dell’organo adito, della notizia o
degli atti richiesti.
I presidenti dei predetti organi consultivi riferiranno annualmente
alla Presidenza del Consigli dei Ministri in ordine all’applicazione
della suddetta norma, indicando le ragioni delle eventuali
inosservanze.

Art. 8.

Pareri sui progetti e perizie della Cassa per il Mezzogiorno.

I limiti di importo, stabiliti dall’articolo 31, primo e secondo
comma, del testo unico delle leggi sul Mezzogiorno, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523,
sostituito dall’articolo unico della legge 22 luglio 1975, n. 321,
sono elevati rispettivamente a due m…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info