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Disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere ...

Disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazione alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio 1965, n. 575. Istituzione di una commissione parlamentare sul fenomeno della mafia.

L 13/09/1982 n. 00000646 VIGENTE

ASSOCIAZIONI
VIETATE
Legge 13 settembre 1982, n. 646 (in Gazz. Uff., 14 settembre
1982, n.
253). — Disposizioni in materia di misure di
prevenzione di
carattere patrimoniale ed integrazione alle leggi 27
dicembre 1956,
n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio
1965, n. 575.
Istituzione di una commissione parlamentare sul
fenomeno della mafia.

(Omissis).

ASSOCIAZIONI VIETATE

Capo I
DISPOSIZIONI PENALI E
PROCESSUALI

Art. 1.

(Omissis)
(1).

(1) Aggiunge l’art. 416-bis al codice penale.

Art. 2.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge un comma dopo
il primo all’art. 378, c.p.

Art. 3.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce il secondo comma dell’art. 379,
c.p.

Art. 4.

(Omissis) (1).

(1)
Introduce il numero <<416-bis>> tra i numeri
<<306>> e <<422>>
nel primo comma dell’art.
165-ter, c.p.

Art. 5.

(Omissis)
(1).

(1) Aggiunge il numero 6) dopo il 5) nell’art. 253, c.p.p.

Art. 6.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge
un comma alla fine dell’art. 448, c.p.p.

Art. 7.

(Omissis) (1).

(1) Modifica il secondo comma
dell’art. 47, l. 26 luglio 1975, n.
354.

Art. 8.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge l’art. 513-bis al c.p.

Art. 9.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge
il numero 3) all’ultimo comma dell’art. 628, c.p.

Capo II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MISURE DI
PREVENZIONE

Art. 10.

(Omissis)
(1).

(1) Sostituisce con due commi l’ultimo comma dell’art. 3,
l. 27
dicembre 1956, n. 1423.
Art. 11.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge gli artt. 7-bis e 7-ter alla l. 27
dicembre 1956, n.
1423.
Art. 12.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce il secondo comma dell’art. 9, l. 27
dicembre 1956,
n. 1423.

Art. 13.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 1, l. 31 maggio 1965, n.
575.

Art. 14.

(Omissis) (1).

(1)
Aggiunge gli artt. 2-bis, 2-ter e 2-quater alla l. 31 maggio
1965,
n. 575.

Art. 15.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge gli artt. 3-bis e 3-ter alla l. 31 maggio 1965,
n.
575.

Art. 16.

Il procuratore
della Repubblica del luogo dove le operazioni
debbono essere
eseguite, può autorizzare gli ufficiali di polizia
giudiziaria ad
intercettare comunicazioni o conversazioni telefoniche
o telegrafiche
o quelle indicate nell’articolo 623-bis del codice
penale, quando
lo ritenga necessario al fine di controllare che le
persone nei cui
confronti sia stata applicata una delle misure di
prevenzione
previste dall’articolo 3 della legge 27 dicembre 1956, n.
1423, non
continuino a porre in essere attività o comportamenti
analoghi a
quelli che hanno dato luogo all’applicazione della misura
di
prevenzione.
Riguardo alle intercettazioni di comunicazioni e
conversazioni
telefoniche o telegrafiche e di quelle indicate
dall’articolo 623-bis
del codice penale, si osservano le modalità
previste dagli articoli
226-ter e 226-quater, primo, secondo,
terzo e quarto comma, del
codice di procedura penale (1).
Gli
elementi acquisiti attraverso le intercettazioni possono
essere
utilizzati esclusivamente per la prosecuzione delle indagini
e sono
privi di ogni valore ai fini processuali.
Le registrazioni
debbono essere trasmesse al procuratore della
Repubblica che ha
autorizzato le operazioni, il quale dispone la
distruzione delle
registrazioni stesse e di ogni loro trascrizione,
sia pure parziale.

(1) Ora artt. 266 e 267, c.p.p.

Art.
17.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 5, l. 31 maggio 1965,
n. 575.

Art. 18.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 7, l. 31 maggio 1965, n. 575.

Art. 19.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 10,
l. 31 maggio 1965, n. 575.

Art. 20.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge gli art. 10-bis, 10-ter, 10-quater e
10-quinquies alla
l. 31 maggio 1965, n. 575.

Art. 21.

Chiunque, avendo in appalto opere riguardanti
la pubblica
amministrazione, concede anche di fatto, in subappalto
o a cottimo,
in tutto o in parte le opere stesse, senza
l’autorizzazione
dell’autorità competente, è punito con l’arresto
da sei mesi ad un
anno e con l’ammenda non inferiore ad un terzo del
valore dell’opera
concessa in subappalto o a cottimo e non
superiore ad un terzo del
valore complessivo dell’opera ricevuta in
appalto. Nei confronti del
subappaltatore e dell’affidatario del
cottimo si applica la pena
dell’arresto da sei mesi ad un anno e
dell’ammenda pari ad un terzo
del valore dell’opera ricevuta in
subappalto o in cottimo. é data
all’amministrazione appaltante la
facoltà di chiedere la risoluzione
del contratto (1).

L’autorizzazione prevista dal precedente comma è rilasciata
previo
accertamento dei requisiti di idoneità tecnica del
subappaltatore,
nonché del possesso, da parte di quest’ultimo,
dei requisiti
soggettivi per l’iscrizione all’albo nazionale dei
costruttori.
L’autorizzazione non può essere rilasciata nei
casi previsti
dall’articolo 10-quinquies della L. 31 maggio 1965, n.
575.
Per i rapporti di subappalto e cottimo contemplati nel
presente
articolo, che siano in corso alla data di entrata in
vigore della
presente legge, l’autorizzazione deve intervenire
entro 90 giorni
dalla data anzidetta. L’ulteriore prosecuzione dei
rapporti stessi,
in carenza del titolo autorizzatorio, è punita con
le pene stabilite
nel primo comma, ferma restando la facoltà
dell’amministrazione
appaltante di chiedere la risoluzione del
contratto (2).

(1) Comma, da ultimo, così modificato dall’art. 2,
d.l. 29 aprile
1995, n. 139, conv. in l. 28 giugno 1995, n. 246.
(2)
Comma così modificato dall’art. 2-quinquies, d.l. 6 settembre
1982,
n. 629, conv. in l. 12 ottobre 1982, n. 726.

Art. 22.

L’eventuale custodia dei cantieri installati per la
realizzazione
di opere pubbliche deve essere affidata a persone
provviste della
qualifica di guardia particolare giurata.
In caso
di inosservanza della disposizione che precede,
l’appaltatore
e il direttore dei lavori sono puniti con l’arresto
fino a tre
mesi o con l’ammenda da lire centomila ad un milione.

Art. 23.

(Omissis) (1).
(Omissis) (2).
(Omissis)
(3).
(Omissis) (4).

(1) Aggiunge il n. 2-bis all’art. 13, l. 10
febbraio 1962, n. 57.
(2) Modifica il n. 2 del primo comma
dell’art. 20, l. 10 febbraio
1962, n. 57.
(3) Aggiunge il n.
2-bis al primo comma dell’art. 21, l. 10
febbraio 1962, n. 57.

(4) Comma abrogato dall’art. 36, l. 19 marzo 1990, n. 55.

Art. 23-bis.

1. Quando si procede nei confronti di
persone imputate del delitto
di cui all’articolo 416-bis del codice
penale o del delitto di cui
all’articolo 75 della legge 22
dicembre 1975, n. 685, il pubblico
ministero ne dà senza ritardo
comunicazione al procuratore della
Repubblica territorialmente
competente per il promuovimento, qualora
non sia già in corso,
del procedimento per l’applicazione di una
misura di prevenzione, ai
sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575.
2. Successivamente, il
giudice penale trasmette a quello che
procede per l’applicazione
della misura di prevenzione gli atti
rilevanti ai fini del
procedimento, salvo che ritenga necessario
mantenerli segreti.
3.
(Omissis) (1).
4. (Omissis) (12).

(1) Comma abrogato dall’art.
24, d.l. 13 maggio 1991, n. 152, conv.
in l. 12 luglio 1991, n. 203.

(2) Articolo aggiunto dall’art. 9, l. 19 marzo 1990, n. 55.

Art. 24.

(Omissis) (1).

(1) Articolo
abrogato dall’art. 36, l. 19 marzo 1990, n. 55.

Capo III
DISPOSIZIONI FISCALI E
TRIBUTARIE

Art. 25.

A carico delle
persone nei cui confronti sia stata emanata sentenza
di condanna
anche non definitiva per il reato di cui all’articolo
416-bis del
codice penale o sia stata disposta, con provvedimento
anche non
definitivo, una misura di prevenzione ai sensi della legge
31 maggio
1965, n. 575, in quanto indiziate di appartenere alle
associazioni
previste dall’articolo 1 di tale legge, il nucleo di
polizia
tributaria della guardia di finanza, competente in relazione
al luogo
di dimora abituale del soggetto, può procedere alla verifica
della
loro posizione fiscale anche ai fini dell’accertamento
di
illeciti valutari e societari (1).
Le indagini di cui al primo
comma sono disposte anche nei confronti
dei soggetti elencati nel
comma 3 dell’articolo 2-bis e nel comma 4
dell’articolo 10 della legge
31 maggio 1965, n. 575 (1).
Copia della sentenza di condanna
o del provvedimento di
applicazione della misura di prevenzione
è trasmessa, a cura della
cancelleria competente, al nucleo di polizia
tributaria della guardia
di finanza indicato al primo comma.
Per
l’espletamento delle indagini gli ufficiali di
polizia
tributaria hanno i poteri previsti dal comma 6
dell’articolo 2-bis
della legge 31 maggio 1965, n. 575, n…

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