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Legge quadro in materia di lavori pubblici (1) (2) (3) (4)....

Legge quadro in materia di lavori pubblici (1) (2) (3) (4).

L 11/02/1994 n. 00000109 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Legge 11 febbraio 1994, n. 109 (in Gazz. Uff., 19 febbraio 1994, n.
41). — Legge quadro in materia di lavori pubblici (1) (2) (3) (4).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(2) In luogo di dirigente/i generale/i leggasi dirigente/i di
ufficio/i dirigenziale/i generale/i (art. 45, comma 2, d.lg. 31 marzo
1998, n. 80).
(3) In luogo di Ragioneria/e centrale/i, leggasi Ufficio/i
centrale/i di bilancio ex art. 7, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(4) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).

Art. 1.

Princìpi generali.

1. In attuazione dell’articolo 97 della Costituzione l’attività
amministrativa in materia di opere e lavori pubblici deve garantirne
la qualità ed uniformarsi a criteri di efficienza e di efficacia,
secondo procedure improntate a tempestività, trasparenza e
correttezza, nel rispetto del diritto comunitario e della libera
concorrenza tra gli operatori.
2. Per la disciplina delle opere e dei lavori pubblici di
competenza delle regioni anche a statuto speciale, delle province
autonome di Trento e di Bolzano e degli enti infraregionali da queste
finanziati, i princìpi desumibili dalle disposizioni della presente
legge costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale e
princìpi della legislazione dello Stato ai sensi degli statuti delle
regioni a statuto speciale e dell’articolo 117 della Costituzione,
anche per il rispetto degli obblighi internazionali dello Stato (1)
(2).
3. Il Governo, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lettera d), della
legge 23 agosto 1988, n. 400, emana atti di indirizzo e coordinamento
dell’attività amministrativa delle regioni in conformità alle norme
della presente legge.
4. Le norme della presente legge non possono essere derogate,
modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa con specifico
riferimento a singole disposizioni.

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 7 novembre 1995, n. 482,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma,
nella parte in cui dispone che costituiscono norme fondamentali di
riforma economico-sociale e princìpi di legislazione dello Stato <<le
disposizioni della presente legge>> anziché solo <<i princìpi
desumibili dalle disposizioni della presente legge>>.
(2) Comma così modificato dall’art. 9, l. 18 novembre 1998, n. 415.

Art. 2.

Ambito oggettivo e soggettivo di applicazione della legge.

1. Ai sensi e per gli effetti della presente legge e del
regolamento di cui all’articolo 3, comma 2, si intendono per lavori
pubblici, se affidati dai soggetti di cui al comma 2 del presente
articolo, le attività di costruzione, demolizione, recupero,
ristrutturazione, restauro e manutenzione di opere ed impianti anche
di presidio e difesa ambientale e di ingegneria naturalistica. Nei
contratti misti di lavori, forniture e servizi e nei contratti di
forniture o di servizi quando comprendano lavori accessori, si
applicano le norme della presente legge qualora i lavori assumano
rilievo economico superiore al 50 per cento (1).
2. Le norme della presente legge e del regolamento di cui
all’articolo 3, comma 2, si applicano:
a) alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento
autonomo, agli enti pubblici, compresi quelli economici, agli enti ed
alle amministrazioni locali, alle loro associazioni e consorzi nonché
agli altri organismi di diritto pubblico;
b) ai concessionari di lavori pubblici, di cui all’articolo 19,
comma 2, ai concessionari di esercizio di infrastrutture destinate al
pubblico servizio, alle aziende speciali ed ai consorzi di cui agli
articoli 23 e 25 della legge 8 giugno 1990 n. 142, e successive
modificazioni, alle società di cui all’articolo 22 della legge 8
giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni, ed all’articolo 12
della legge 23 dicembre 1992, n. 498, e successive modificazioni,
alle società con capitale pubblico, in misura anche non prevalente,
che abbiano ad oggetto della propria attività la produzione di beni o
servizi non destinati ad essere collocati sul mercato in regime di
libera concorrenza nonché ai concessionari di servizi pubblici e ai
soggetti di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, qualora
operino in virtù di diritti speciali o esclusivi, per lo svolgimento
di attività che riguardino i lavori, di qualsiasi importo,
individuati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
di cui all’articolo 8, comma 6, del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 158, e comunque i lavori riguardanti i rilevati aeroportuali
e ferroviari, sempre che non si tratti di lavorazioni che non possono
essere progettate separatamente e appaltate separatamente in quanto
strettamente connesse e funzionali alla esecuzione di opere comprese
nella disciplina del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158 (2);
c) ai soggetti privati, relativamente a lavori di cui
all’allegato A del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n. 406,
nonché ai lavori civili relativi ad ospedali, impianti sportivi,
ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici ed universitari,
edifici destinati a scopi amministrativi ed edifici industriali, di
importo superiore a 1 milione di ECU, per la cui realizzazione sia
previsto, da parte dei soggetti di cui alla lettera a), un contributo
diretto e specifico, in conto interessi o in conto capitale che,
attualizzato, superi il 50% dell’importo dei lavori (3).
3. Ai soggetti di cui al comma 2, lettera b), fatta eccezione per
concessionari di lavori pubblici, di cui al medesimo comma 2, lettera
b), si applicano le disposizioni della presente legge ad esclusione
degli articoli 7, 14, 18, 19, commi 2 e 2-bis, 27 e 33. Ai
concessionari di lavori pubblici ed ai soggetti di cui al comma 2,
lettera c), si applicano le disposizioni della presente legge a
esclusione degli articoli 7, 14, 19, commi 2 e 2-bis, 27, 32 e 33. Ai
soggetti di cui al comma 2, lettera b), operanti nei settori di cui
al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, non si applicano,
altresì, le disposizioni del regolamento di cui all’articolo 3, comma
2, relative all’esecuzione dei lavori, alla contabilità dei lavori e
al collaudo dei lavori. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni
legislative e regolamentari relative ai collaudi di natura tecnica
(1).
4. I concessionari di lavori pubblici di cui al comma 2, lettera
b), sono obbligati ad appaltare a terzi attraverso pubblico incanto o
licitazione privata i lavori pubblici non realizzati direttamente o
tramite imprese controllate che devono essere espressamente indicate
in sede di candidatura, con la specificazione anche delle rispettive
quote dei lavori da eseguire; l’elenco delle imprese controllate
viene successivamente aggiornato secondo le modifiche che
intervengono nei rapporti tra le imprese. I requisiti di
qualificazione previsti dalla presente legge per gli esecutori sono
richiesti al concessionario ed alle imprese controllate, nei limiti
dei lavori oggetto della concessione eseguiti direttamente. Le
amministrazioni aggiudicatrici devono prevedere nel bando l’obbligo
per il concessionario di appaltare a terzi una percentuale minima del
40 per cento dei lavori oggetto della concessione. Le imprese
controllate devono eseguire i lavori secondo quanto disposto dalle
norme della presente legge. Ai fini del presente comma si intendono
per soggetti terzi anche le imprese collegate; le situazioni di
controllo e di collegamento si determinano secondo quanto previsto
dall’articolo 2359 del codice civile (4).
4-bis. Le disposizioni di cui al comma 4 si applicano anche ai
concessionari di lavori pubblici ed ai concessionari di
infrastrutture adibite al pubblico servizio di cui al comma 2,
lettera b), per la realizzazione dei lavori previsti nelle
convenzioni già assentite alla data di entrata in vigore della
presente legge, ovvero rinnovate e prorogate, ai sensi della
normativa vigente. I soggetti concessionari prima dell’inizio dei
lavori sono tenuti a presentare al concedente idonea documentazione
in grado di attestare la situazione di controllo per i fini di cui al
comma 4 (4).
5. I lavori di competenza dei soggetti di cui al decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 158, di importo pari o superiore a
200.000 ECU e inferiore a 5 milioni di ECU, diversi da quelli
individuati nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
cui all’articolo 8, comma 6 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
158, e di quelli di cui al comma 2, lettera b), sono soggetti alle
disposizioni di cui allo stesso decreto legislativo, ad eccezione
degli articoli 11, commi 2 e 4, 19, 22, commi 4 e 5, 25, commi 2, 26,
28, 29 e 30. I lavori di importo inferiore a 200.000 ECU sono
sottoposti ai regimi propri dei predetti soggetti (1).
5-bis. I soggetti di cui al comma 2 provvedono all’esecuzione dei
lavori di cui alla presente legge, esclusivamente mediante contratti
di appalto o di concessione di lavori pubblici ovvero in economia nei
limiti di cui all’articolo 24. Le medesime disposizioni si applicano
anche, ai soggetti di cui al d…

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