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Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale ...

Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all'art. 6, l. 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell'art. 3 del d.del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377.

DPCONS 27/12/1988 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988
(in Gazz. Uff., 5 gennaio 1989, n. 4.). — Norme tecniche per la
redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del
giudizio di compatibilità di cui all’art. 6, l. 8 luglio 1986, n.
349, adottate ai sensi dell’art. 3 del d.del Presidente del Consiglio
dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377.

(Omissis).

Art. 1.

Finalità.

1. Per tutte le categorie di opere di cui all’art. 1 del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377,
sono adottate le seguenti norme tecniche integrative che definiscono:
a) i contenuti degli studi di impatto ambientale e la loro
articolazione, la documentazione relativa, l’attività istruttoria ed
i criteri di formulazione del giudizio di compatibilità;
b) le componenti ed i fattori ambientali (allegato I);
c) le caratterizzazioni delle componenti e dei fattori ambientali
e le relazioni tra questi esistenti per l’analisi e la valutazione
del sistema ambientale (allegato II);
d) i criteri peculiari da applicare nella redazione degli studi
in relazione alla specifica tipologia di ciascuna categoria di opere
(allegato III);
e) le procedure da applicare per i progetti di centrali
termoelettriche e turbogas (allegato IV).
2. Il giudizio di compatibilità ambientale è reso, tenuto conto
degli studi effettuati dal committente, previa valutazione degli
effetti dell’opera sul sistema ambientale con riferimento a
componenti, fattori, relazioni tra essi esistenti, stato di qualità
dell’area interessata.
3. Lo studio di impatto ambientale dell’opera è redatto
conformemente alle prescrizioni relative ai quadri di riferimento
programmatico, progettuale ed ambientale ed in funzione della
conseguente attività istruttoria della pubblica amministrazione.
4. Le presenti norme tecniche integrano le prescrizioni di cui
all’art. 2, comma 3, ed all’art. 6 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377.

Art. 2.

Documentazione degli studi di impatto.

1. Il committente è tenuto ad allegare alla domanda di pronuncia
sulla compatibilità ambientale, in tre copie al Ministero
dell’ambiente e due rispettivamente al Ministero per i beni culturali
e ambientali (1) ed alla regione interessata, i seguenti atti:
a) lo studio di impatto ambientale articolato secondo i quadri di
riferimento di cui ai successivi articoli, ivi comprese le
caratterizzazioni e le analisi;
b) gli elaborati di progetto;
c) una sintesi non tecnica destinata all’informazione al
pubblico, con allegati grafici di agevole riproduzione;
d) la documentazione attestante l’avvenuta pubblicazione ai sensi
dell’art. 1, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 377/1988.
2. Lo studio di impatto è inoltre corredato da:
a) documenti cartografici in scala adeguata ed in particolare
carte geografiche generali e speciali, carte tematiche, carte
tecniche; foto aeree; tabelle; grafici ed eventuali stralci di
documenti; fonti di riferimento;
b) altri eventuali documenti ritenuti utili dal committente o
richiesti dalla commissione di valutazione di cui all’art. 18 della
legge 11 marzo 1988, n. 67, per particolari progetti;
c) indicazione della legislazione vigente e della
regolamentazione di settore concernente la realizzazione e
l’esercizio dell’opera, degli atti provvedimentali e consultivi
necessari alla realizzazione dell’intervento, precisando quelli già
acquisiti e quelli da acquisire;
d) esposizione sintetica delle eventuali difficoltà, lacune
tecniche o mancanza di conoscenze, incontrate dal committente nella
raccolta dei dati richiesti.
3. L’esattezza delle allegazioni è attestata da apposita
dichiarazione giurata resa dai professionisti iscritti agli albi
professionali, ove esistenti, ovvero dagli esperti che firmano lo
studio di impatto ambientale.
4. I dati e le informazioni ai quali si applica la vigente
disciplina a tutela del segreto industriale sono esclusi dalla
pubblicità di cui all’art. 5 del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, ed essi possono essere trasmessi
con plico separato.

(1) Ora per i beni e le attività culturali.

Art. 3.

Quadro di riferimento programmatico.

1. Il quadro di riferimento programmatico per lo studio di impatto
ambientale fornisce gli elementi conoscitivi sulle relazioni tra
l’opera progettata e gli atti di pianificazione e programmazione
territoriale e settoriale. Tali elementi costituiscono parametri di
riferimento per la costruzione del giudizio di compatibilità
ambientale di cui all’art. 6. é comunque escluso che il giudizio di
compatibilità ambientale abbia ad oggetto i contenuti dei suddetti
atti di pianificazione e programmazione, nonché la conformità
dell’opera ai medesimi.
2. Il quadro di riferimento programmatico in particolare comprende:
a) la descrizione del progetto in relazione agli stati di
attuazione degli strumenti pianificatori, di settore e territoriali,
nei quali è inquadrabile il progetto stesso; per le opere pubbliche
sono precisate le eventuali priorità ivi predeterminate;
b) la descrizione dei rapporti di coerenza del progetto con gli
obiettivi perseguiti dagli strumenti pianificatori, evidenziando, con
riguardo all’area interessata: 1) le eventuali modificazioni
intervenute con riguardo alle ipotesi di sviluppo assunte a base
delle pianificazioni; 2) l’indicazione degli interventi connessi,
complementari o a servizio rispetto a quello proposto, con le
eventuali previsioni temporali di realizzazione;
c) l’indicazione dei tempi di attuazione dell’intervento e delle
eventuali infrastrutture a servizio e complementari.
3. Il quadro di riferimento descrive inoltre:
a) l’attualità del progetto e la motivazione delle eventuali
modifiche apportate dopo la sua originaria concezione;
b) le eventuali disarmonie di previsioni contenute in distinti
strumenti programmatori.

Art. 4.

Quadro di riferimento progettuale.

1. Il quadro di riferimento progettuale descrive il progetto e le
soluzioni adottate a seguito degli studi effettuati, nonché
l’inquadramento nel territorio, inteso come sito e come area vasta
interessati. Esso consta di due distinte parti, la prima delle quali,
che comprende gli elementi di cui ai commi 2 e 3, esplicita le
motivazioni assunte dal proponente nella definizione del progetto; la
seconda, che riguarda gli elementi di cui al comma 4, concorre al
giudizio di compatibilità ambientale e descrive le motivazioni
tecniche delle scelte progettuali, nonché misure, provvedimenti ed
interventi, anche non strettamente riferibili al progetto, che il
proponente ritiene opportuno adottare ai fini del migliore
inserimento dell’opera nell’ambiente, fermo restando che il giudizio
di compatibilità ambientale non ha ad oggetto la conformità
dell’opera agli strumenti di pianificazione, ai vincoli, alle servitù
ed alla normativa tecnica che ne regola la realizzazione.
2. Il quadro di riferimento progettuale precisa le caratteristiche
dell’opera progettata, con particolare riferimento a:
a) la natura dei beni e/o servizi offerti;
b) il grado di copertura della domanda ed i suoi livelli di
soddisfacimento in funzione delle diverse ipotesi progettuali
esaminate, ciò anche con riferimento all’ipotesi di assenza
dell’intervento;
c) la prevedibile evoluzione qualitativa e quantitativa del
rapporto domanda-offerta riferita alla presumibile vita tecnica ed
economica dell’intervento;
d) l’articolazione delle attività necessarie alla realizzazione
dell’opera in fase di cantiere e di quelle che ne caratterizzano
l’esercizio;
e) i criteri che hanno guidato le scelte del progettista in
relazione alle previsioni delle trasformazioni territoriali di breve
e lungo periodo conseguenti alla localizzazione dell’intervento,
delle infrastrutture di servizio e dell’eventuale indotto.
3. Per le opere pubbliche o a rilevanza pubblica si illustrano i
risultati dell’analisi economica di costi e benefici, ove già
richiesta dalla normativa vigente, e si evidenziano in particolare i
seguenti elementi considerati, i valori unitari assunti dall’analisi,
il tasso di redditività interna dell’investimento.
4. Nel quadro progettuale si descrivono inoltre:
a) le caratteristiche tecniche e fisiche del progetto e le aree
occupate durante la fase di costruzione e di esercizio;
b) l’insieme dei condizionamenti e vincoli di cui si è dovuto
tener conto nella redazione del progetto e in particolare:
1) le norme tecniche che regolano la realizzazione dell’opera;
2) le norme e prescrizioni di strumenti urbanistici, piani
paesistici e territoriali e piani di settore;
3) i vincoli paesaggistici, naturalistici, archi tettonici,
archeologici, storico-culturali, demaniali ed idrogeologici, servitù
ed altre limitazioni alla proprietà;
4) i condizionamenti indotti dalla natura e vocazione dei
luoghi e da particolari esigenze di tutela ambientale;
c) le motivazioni tecniche della scelta progettuale e delle
principali alternative prese in esame, opportunamente descritte, con
particolare riferimento a:
1) le scelte di processo per gli impianti industriali, per la
pro…

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