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Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno am...

Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale (1) (2) (3) (4).

L 08/07/1986 n. 00000349 VIGENTE

MINISTERO AMBIENTE
INQUINAMENTO
Legge 8 luglio 1986, n. 349 (in Gazz. Uff., 15 luglio 1986, n. 162,
s.o.). — Istituzione del Ministero dell’ambiente e norme in materia
di danno ambientale (1) (2) (3) (4).

(1) Tutte le funzioni e i compiti svolti dal Ministro/Ministero
delle risorse agricole, alimentari e forestali, già sostitutivo
dell’abrogato Ministro/Ministero dell’agricoltura e delle foreste,
sono ora esercitati dalle Regioni, direttamente o mediante delega
agli enti locali, e dal Ministero per le politiche agricole (d.lg. 4
giugno 1997, n. 143).
(2) In luogo di dirigente/i generale/i leggasi dirigente/i di
ufficio/i dirigenziale/i generale/i (art. 45, comma 2, d.lg. 31 marzo
1998, n. 80).
(3) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia della tutela dell’ambiente dall’inquinamento, ad
eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.
(4) In luogo di Ragioneria/e centrale/i, leggasi Ufficio/i
centrale/i di bilancio ex art. 7, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.

(Omissis).
Art. 1.

1. é istituito il Ministero dell’ambiente.
2. é compito del Ministero assicurare, in un quadro organico, la
promozione, la conservazione ed il recupero delle condizioni
ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettività ed
alla qualità della vita, nonché la conservazione e la valorizzazione
del patrimonio naturale nazionale e la difesa delle risorse naturali
dall’inquinamento.
3. Il Ministero compie e promuove studi, indagini e rilevamenti
interessanti l’ambiente; adotta, con i mezzi dell’informazione, le
iniziative idonee a sensibilizzare l’opinione pubblica alle esigenze
ed ai problemi dell’ambiente, anche attraverso la scuola, di concerto
con il Ministro della pubblica istruzione.
4. Il Ministero instaura e sviluppa, previo coordinamento con il
Ministero degli affari esteri e con gli altri Ministeri interessati,
rapporti di cooperazione con gli organismi internazionali e delle
Comunità europee.
5. Il Ministero promuove e cura l’adempimento di convenzioni
internazionali, delle direttive e dei regolamenti comunitari
concernenti l’ambiente e il patrimonio naturale.
6. Il Ministero presenta al Parlamento ogni due anni una relazione
sullo stato dell’ambiente.

Art. 2.

1. Il Ministero esercita:
a) le funzioni già attribuite al Comitato interministeriale
previsto dall’articolo 3 della legge 10 maggio 1976, n. 319, e quelle
attribuite dalla stessa legge e dalle successive modifiche ed
integrazioni al Ministero dei lavori pubblici;
b) le funzioni già attribuite al Comitato interministeriale
previsto dall’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica
10 settembre 1982, n. 915;
c) le funzioni già attribuite allo Stato, in materia di
inquinamento atmosferico ed acustico, salvo quelle previste dall’art.
102, numeri 1), 3), 4), 5) e 10) del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616,
che vengono esercitate di concerto con il Ministro della sanità;
nonché quelle previste al n. 7) dell’articolo citato che vengono
esercitate di concerto con il Ministro dei trasporti e con il
Ministro della sanità (1);
d) le funzioni di competenza dello Stato nelle materie di cui
all’articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616, in materia di cave e torbiere, da esercitarsi di
concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
2. Con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
della sanità e sentito il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, sono stabilite per l’intero territorio nazionale e
per zone particolari dello stesso le caratteristiche merceologiche,
aventi rilievo ai fini dell’inquinamento atmosferico, dei
combustibili e dei carburanti, nonché le caratteristiche tecnologiche
degli impianti di combustione.
3. Le disposizioni degli articoli 12 e 13 della legge 13 luglio
1966, n. 615, e successive modificazioni ed integrazioni, restano in
vigore fino alle date che saranno indicate nei decreti di cui al
precedente comma 2.
4. Il Ministro dell’ambiente è membro del Comitato
interministeriale per la programmazione economica (CIPE), del
Comitato di Ministri per il coordinamento della politica industriale
(CIPI) e del Comitato interministeriale per la politica agricola e
alimentare (CIPAA) (2).
5. Il Ministro dell’ambiente interviene, per il concerto, nella
predisposizione dei piani di settore a carattere nazionale che
abbiano rilevanza di impatto ambientale.
6. Il Ministro dell’ambiente adotta, d’intesa con il Ministro dei
lavori pubblici, le iniziative necessarie per assicurare il
coordinamento, ad ogni livello di pianificazione, delle funzioni di
tutela dell’ambiente di cui alla presente legge con gli interventi
per la difesa del suolo e per la tutela e utilizzazione delle acque.
7. In particolare, fino alla riforma dell’Amministrazione dei
lavori pubblici, sono esercitate di concerto con il Ministro
dell’ambiente le funzioni di cui alla lettera a) del primo comma
dell’articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616, relativamente alle linee fondamentali
dell’assetto del territorio nazionale ed alla difesa del suolo,
nonché le funzioni di cui agli articoli 90 e 91 dello stesso decreto
relativamente alla programmazione nazionale della destinazione delle
risorse idriche.
8. Sono adottati di concerto con il Ministro dell’ambiente i
provvedimenti di competenza ministeriale relativi al piano generale
di difesa del mare e delle coste marine di cui all’articolo 1 della
legge 31 dicembre 1982, n. 979.
9. I provvedimenti istitutivi, comprensivi dei piani di vincolo,
delle riserve marine, di cui agli articoli 26, primo comma, e 27
della legge 31 dicembre 1982, n. 979, sono adottati con decreti del
Ministro dell’ambiente [di concerto con il Ministro della marina
mercantile] (3).
10. (Omissis) (4).
11. (Omissis) (5).
12. (Omissis) (6).
13. (Omissis) (7).
14. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della
sanità, propone al Presidente del Consiglio dei ministri la
fissazione dei limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e
i limiti massimi di esposizione relativi ad inquinamenti di natura
chimica, fisica e biologica e delle emissioni sonore relativamente
all’ambiente esterno e abitativo di cui all’articolo 4 della L. 23
dicembre 1978, n. 833. La fissazione di tali limiti, ove gli stessi
siano relativi agli ambienti di lavoro, è proposta al Presidente del
Consiglio dei ministri dal Ministro della sanità, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e con il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale.
15. Gli atti di indirizzo e coordinamento previsti dalla L. 23
dicembre 1978, n. 833, relativi a funzioni trasferite alle regioni, e
gli atti di esercizio di poteri relativi a funzioni delegate alle
regioni stesse sono adottati di concerto con il Ministro
dell’ambiente ove riferiti ad inquinamenti di natura chimica, fisica,
biologica o da emissioni sonore.
16. Sono adottati dal Ministro della sanità, di concerto con il
Ministro dell’ambiente, i provvedimenti di competenza ministeriale
relativi all’attuazione del D.P.R. 8 giugno 1982, n. 470.
17. Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dei
lavori pubblici e con il Ministro dell’ambiente, adotta i
provvedimenti di competenza ministeriale relativi all’attuazione del
D.P.R. 3 luglio 1982, n. 515.
18. Il Ministro dell’ambiente, apprezzate le circostanze, promuove
le iniziative necessarie per l’adozione degli atti per i quali è
previsto il suo concerto.
19. Il Ministro dell’ambiente partecipa al concerto per la
predisposizione del piano nazionale per la protezione civile.
20. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e con i
Ministri interessati, predispone i piani nazionali di ricerca in
materia ambientale e coordina la partecipazione italiana ai programmi
di ricerca ambientale definiti dalla Comunità Europea.

(1) Lettera così sostituita dall’art. 10, l. 3 marzo 1987, n. 59.
(2) Soppresso dall’art. 2, l. 8 novembre 1986, n. 752.
(3) Ora il solo Ministero dell’ambiente, ex art. 1, l. 24 dicembre
1993, n. 537.
(4) Aggiunge la lettera i) all’art. 28, terzo comma, l. 31 dicembre
1982, n. 979.
(5) Sostituisce il quarto comma dell’art. 28, l. 31 dicembre 1982,
n. 979.
(6) Sostituisce l’ultimo comma dell’art. 28, l. 31 dicembre 1982,
n. 979.
(7) Abroga l’art. 29, l. 31 dicembre 1982, n. 979.

Art. 3.

1. Il Ministro dell’ambiente ed il Ministro per i beni culturali e
ambientali (1) assumono di intesa le iniziative necessarie per
assicurare il coordinato esercizio delle attribuzioni di rispettiva
competenza.

(1) Ora per i beni e le attività culturali.

Art. 4.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).

(1) Sostituisce il quarto comma dell’art. 11, l. 10 maggio 1976, n.
319.
(2) Sostituisce il sesto comma dell’art. 11, l. 10 maggio 1976, n.
319.

Art. 5.

1. I territori nei quali istituire riserve naturali e parchi di
carattere interregionale sono individuati, a norma dell’articolo 83,
comma quarto, del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, su proposta del
Ministro del…

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