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Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei t...

Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche.

L 05/01/1994 n. 00000037 VIGENTE

ACQUE PUBBLICHE
CODICE CIVILE
Legge 5 gennaio 1994, n. 37 (in Gazz. Uff., 19 gennaio 1994, n. 14,
s.o.). — Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei
fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche.

(Omissis).

Art. 1.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 942 del codice civile.

Art. 2.

1. (Omissis) (1).

(1) Abroga il secondo e il terzo comma dell’art. 945 del codice
civile.

Art. 3.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 946 del codice civile.

Art. 4.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 947 del codice civile.

Art. 5.

1. Sino a quando non saranno adottati i piani di bacino nazionali,
interregionali e regionali, previsti dalla legge 18 maggio 1989, n.
183, e successive modificazioni, i provvedimenti che autorizzano il
regolamento del corso dei fiumi e dei torrenti, gli interventi di
bonifica ed altri simili destinati ad incidere sul regime delle
acque, compresi quelli di estrazione dei materiali litoidi dal
demanio fluviale e lacuale, devono essere adottati sulla base di
valutazioni preventive e studi di impatto, redatti sotto la
responsabilità dell’amministrazione competente al rilascio del
provvedimento autorizzativo, che subordinino il rilascio delle
autorizzazioni e delle concessioni al rispetto preminente del buon
regime delle acque, alla tutela dell’equilibrio geostatico e
geomorfologico dei terreni interessati, alla tutela degli aspetti
naturalistici e ambientali coinvolti dagli interventi progettati.
2. Le variazioni all’uso dei beni del demanio idrico, anche per i
beni delle regioni a statuto speciale, sono soggette ad esplicito
provvedimento amministrativo di autorizzazione che dovrà assicurare
la tutela prevalente degli interessi pubblici richiamati al comma 1.

Art. 6.

1. Ai fini della elaborazione dei piani di bacino di rilievo
nazionale, di rilievo interregionale e di rilievo regionale,
rispettivamente disciplinati agli articoli 18, 19 e 20 della citata
legge 18 maggio 1989, n. 183, le commissioni provinciali per
l’incremento delle coltivazioni arboree sulle pertinenze demaniali
dei corsi di acqua pubblica costituite ai sensi del regio
decreto-legge 18 giugno 1936, n. 1338, convertito, con modificazione,
dalla legge 14 gennaio 1937, n. 402, e successive modificazioni, sono
tenute a trasmettere annualmente alle autorità di bacino e alle
regioni competenti gli elenchi delle pertinenze idrauliche demaniali
destinate o da destinare prevalentemente a colture arboree, nonché
copia degli atti di concessione in corso.
2. In sede di prima applicazione della presente legge, la
trasmissione degli atti e dei documenti delle commissioni provinciali
è effettuata entro il 30 dicembre 1993.
3. Compete ai piani di bacino, ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
lettera c), della citata legge 18 maggio 1989, n. 183, indicare le
direttive alle quali devono uniformarsi le commissioni provinciali
per determinare le modalità di uso e le forme di destinazione delle
pertinenze idrauliche demaniali dei corsi d’acqua, compatibili con la
tutela naturale e ambientale dei beni considerati.

Art. 7.

1. Sino a quando non sarà dettata una diversa disciplina delle
commissioni provinciali di cui al citato regio decreto-legge 18
giugno 1936, n. 1338, per il coordinamento della loro attività con le
previsioni dei piani di bacino, la composizione delle commissioni
provinciali è integrata con la partecipazione di un rappresentante
della provincia interessata. Ai lavori delle commissioni partecipano
anche il sindaco, o il funzionario delegato in sua vece, del comune
competente per territorio ai provvedimenti in deliberazione.

Art. 8.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 6, r.d.l. 18 giugno 1936, n. 1338.

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