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Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore....

Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore.

DPCONS 14/11/1997 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997
(in Gazz. Uff., 1 dicembre 1997, n. 280). — Determinazione dei
valori limite delle sorgenti sonore.

(Omissis).

INQUINAMENTO

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 3, comma 1, lettera
a), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, determina i valori limite di
emissione, i valori limite di immissione, i valori di attenzione ed i
valori di qualità, di cui all’art. 2, comma 1, lettere e), f), g) ed
h); comma 2; comma 3, lettere a) e b), della stessa legge.
2. I valori di cui al comma 1 sono riferiti alle classi di
destinazione d’uso del territorio riportate nella tabella A allegata
al presente decreto e adottate dai comuni ai sensi e per gli effetti
dell’art. 4, comma 1, lettera a) e dell’art. 6, comma 1, lettera a),
della legge 26 ottobre 1995, n. 447.

Art. 2.

Valori limite di emissione.

1. I valori limite di emissione, definiti all’art. 2, comma 1,
lettera e), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono riferiti alle
sorgenti fisse ed alle sorgenti mobili.
2. I valori limite di emissione delle singole sorgenti fisse di cui
all’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 26 ottobre 1995, n. 447,
sono quelli indicati nella tabella B allegata al presente decreto,
fino all’emanazione della specifica norma UNI che sarà adottata con
le stesse procedure del presente decreto, e si applicano a tutte le
aree del territorio ad esse circostanti, secondo la rispettiva
classificazione in zone.
3. I rilevamenti e le verifiche sono effettuati in corrispondenza
degli spazi utilizzati da persone e comunità.
4. I valori limite di emissione del rumore delle sorgenti sonore
mobili di cui all’art. 2, comma 1, lettera d), della legge 26 ottobre
1995, n. 447, e dei singoli macchinari costituenti le sorgenti sonore
fisse, laddove previsto, sono altresì regolamentati dalle norme di
omologazione e certificazione delle stesse.

Art. 3.

Valori limite assoluti di immissione.

1. I valori limite assoluti di immissione come definiti all’art. 2,
comma 3, lettera a), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, riferiti al
rumore immesso nell’ambiente esterno dall’insieme di tutte le
sorgenti sono quelli indicati nella tabella C allegata al presente
decreto.
2. Per le infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime,
aeroportuali e le altre sorgenti sonore di cui all’art. 11, comma 1,
legge 26 ottobre 1995, n. 447, i limiti di cui alla tabella C
allegata al presente decreto, non si applicano all’interno delle
rispettive fasce di pertinenza, individuate dai relativi decreti
attuativi. All’esterno di tali fasce, dette sorgenti concorrono al
raggiungimento dei limiti assoluti di immissione.
3. All’interno delle fasce di pertinenza, le singole sorgenti
sonore diverse da quelle indicate al precedente comma 2, devono
rispettare i limiti di cui alla tabella B allegata al presente
decreto. Le sorgenti sonore diverse da quelle di cui al precedente
comma 2, devono rispettare, nel loro insieme, i limiti di cui alla
tabella C allegata al presente decreto, secondo la classificazione
che a quella fascia viene assegnata.

Art. 4.

Valori limite differenziali di immissione.

1. I valori limite differenziali di immissione, definiti all’art.
2, comma 3, lettera b), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono: 5
dB per il periodo diurno e 3 dB per il periodo notturno, all’interno
degli ambienti abitativi. Tali valori non si applicano nelle aree
classificate nella classe VI della tabella A allegata al presente
decreto.
2. Le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano nei
seguenti casi, in quanto ogni effetto del rumore è da ritenersi
trascurabile:
a) se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50
dB(A) durante il periodo diurno e 40 dB(A) durante il periodo
notturno;
b) se il livello del rumore ambientale misurato a finestre chiuse
sia inferiore a 35 dB(A) durante il periodo diurno e 25 dB(A) durante
il periodo notturno.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano
alla rumorosità prodotta:
dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e
marittime;
da attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive,
commerciali e professionali;
da servizi e impianti fissi dell’edificio adibiti ad uso comune,
limitatamente al disturbo provocato all’interno dello stesso.

Art. 5.

Infrastrutture dei trasporti.

1. I valori limite assoluti di immissione e di emissione relativi
alle singole infrastrutture dei trasporti, all’interno delle
rispettive fasce di pertinenza, nonché la relativa estensione,
saranno fissati con i rispettivi decreti attuativi, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome.

Art. 6.

Valori di attenzione.

1. I valori di attenzione espressi come livelli continui
equivalenti di pressione sonora ponderata <<A>>, riferiti al tempo a
lungo termine (TbL) sono:
a) se riferiti ad un’ora, i valori della tabella C allegata al
presente decreto, aumentati di 10 dB per il periodo diurno e di 5 dB
per il periodo notturno;
b) se relativi ai tempi di riferimento, i valori di cui alla
tabella C allegata al presente decreto. Il tempo a lungo termine
(TbL) rappresenta il tempo all’interno del quale si vuole avere la
caratterizzazione del territorio dal punto di vista della rumorosità
ambientale. La lunghezza di questo intervallo di tempo è correlata
alle variazioni dei fattori che influenzano tale rumorosità nel lungo
termine. Il valore TbL, multiplo intero del periodo di riferimento, è
un periodo di tempo prestabilito riguardante i periodi che consentono
la valutazione di realtà specifiche locali.
2. Per l’adozione dei piani di risanamento di cui all’art. 7 della
legge 26 ottobre 1995, n. 447, è sufficiente il superamento di uno
dei due valori di cui ai punti a) e b) del precedente comma 1, ad
eccezione delle aree esclusivamente industriali in cui i piani di
risanamento devono essere adottati in caso di superamento dei valori
di cui alla lettera b) del comma precedente.
3. I valori di attenzione di cui al comma 1 non si applicano alle
fasce territoriali di pertinenza delle infrastrutture stradali,
ferroviarie, marittime ed aeroportuali.

Art. 7.

Valori di qualità.

1. I valori di qualità di cui all’art. 2, comma 1, lettera h),
della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono indicati nella tabella D
allegata al presente decreto.

Art. 8.

Norme transitorie.

1. In attesa che i comuni provvedano agli adempimenti previsti
dall’art. 6, comma 1, lettera a), della legge 26 ottobre 1995, n.
447, si applicano i limiti di cui all’art. 6, comma 1, del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991.
2. Il superamento dei limiti di cui al precedente comma 1, comporta
l’adozione delle sanzioni di cui all’art. 10 della legge 26 ottobre
1995, n. 447, fermo restando quanto previsto dal comma 5 dello stesso
articolo.
3. Fino all’emanazione del decreto ministeriale di cui all’art. 3,
lettera c), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, la strumentazione e
le modalità di misura del rumore sono quelle stabilite nell’allegato
B del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo
1991.

Art. 9.

Abrogazioni.

1. Con effetto dall’entrata in vigore del presente decreto sono
aboliti i commi 1 e 3 dell’art. 1, del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991.

Art. 10.

Entrata in vigore.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed entrerà in vigore trenta giorni dopo la sua
pubblicazione.
TABELLA A

CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE

(ART. 1)

CLASSE I – aree particolarmente protette: rientrano in questa
classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base
per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree
destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di
particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc.
CLASSE II – aree destinate ad uso prevalentemente residenziale:
rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente
da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con
limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività
industriali e artigianali.
CLASSE III – aree tipo misto: rientrano in questa classe le aree
urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento,
con media densità di popolazione, con presenza di attività
commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e
con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da
attività che impiegano macchine operatrici.
CLASSE IV – aree di intensa attività umana: rientrano in questa
classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con
alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività
commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree
in prossimità di strade di grande com…

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