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Legge quadro sull'inquinamento acustico (1) (2)....

Legge quadro sull'inquinamento acustico (1) (2).

L 26/10/1995 n. 00000447 VIGENTE

INQUINAMENTO
Legge 26 ottobre 1995, n. 447 (in Gazz. Uff., 30 ottobre 1995, n.
254, s.o.). — Legge quadro sull’inquinamento acustico (1) (2).

(1) Vedi il d.p.c.m. 14 novembre 1997, di attuazione.
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia della tutela dell’ambiente dall’inquinamento, ad
eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).

Art. 1.

Finalità della legge.

1. La presente legge stabilisce i princìpi fondamentali in materia
di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo
dall’inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti dell’articolo
117 della Costituzione.
2. I princìpi generali desumibili dalla presente legge
costituiscono per le regioni a statuto speciale e per le province
autonome di Trento e di Bolzano norme fondamentali di riforma
economico-sociale della Repubblica.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai fini della presente legge si intende per:
a) inquinamento acustico: l’introduzione di rumore nell’ambiente
abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o
disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute
umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei
monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da
interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi;
b) ambiente abitativo: ogni ambiente interno ad un edificio
destinato alla permanenza di persone o di comunità ed utilizzato per
le diverse attività umane, fatta eccezione per gli ambienti destinati
ad attività produttive per i quali resta ferma la disciplina di cui
al D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277, salvo per quanto concerne
l’immissione di rumore da sorgenti sonore esterne ai locali in cui si
svolgono le attività produttive;
c) sorgenti sonore fisse: gli impianti tecnici degli edifici e le
altre installazioni unite agli immobili anche in via transitoria il
cui uso produca emissioni sonore; le infrastrutture stradali,
ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali,
commerciali ed agricole; i parcheggi; le aree adibite a stabilimenti
di movimentazione merci; i depositi dei mezzi di trasporto di persone
e merci; le aree adibite ad attività sportive e ricreative;
d) sorgenti sonore mobili: tutte le sorgenti sonore non comprese
nella lettera c);
e) valori limite di emissione: il valore massimo di rumore che
può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimità
della sorgente stessa;
f) valori limite di immissione: il valore massimo di rumore che
può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell’ambiente
abitativo o nell’ambiente esterno, misurato in prossimità dei
ricettori;
g) valori di attenzione: il valore di rumore che segnala la
presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per
l’ambiente;
h) valori di qualità: i valori di rumore da conseguire nel breve,
nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di
risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela
previsti dalla presente legge.
2. I valori di cui al comma 1, lettere e), f), g) e h), sono
determinati in funzione della tipologia della sorgente, del periodo
della giornata e della destinazione d’uso della zona da proteggere.
3. I valori limite di immissione sono distinti in:
a) valori limite assoluti, determinati con riferimento al livello
equivalente di rumore ambientale;
b) valori limite differenziali, determinati con riferimento alla
differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale ed il
rumore residuo.
4. Restano ferme le altre definizioni di cui all’allegato A al
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 1991,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57 dell’8 marzo 1991.
5. I provvedimenti per la limitazione delle emissioni sonore sono
di natura amministrativa, tecnica, costruttiva e gestionale.
Rientrano in tale ambito:
a) le prescrizioni relative ai livelli sonori ammissibili, ai
metodi di misurazione del rumore, alle regole applicabili alla
fabbricazione;
b) le procedure di collaudo, di omologazione e di certificazione
che attestino la conformità dei prodotti alle prescrizioni relative
ai livelli sonori ammissibili; la marcatura dei prodotti e dei
dispositivi attestante l’avvenuta omologazione;
c) gli interventi di riduzione del rumore, distinti in interventi
attivi di riduzione delle emissioni sonore delle sorgenti e in
interventi passivi, adottati nei luoghi di immissione o lungo la via
di propagazione dalla sorgente al ricettore o sul ricettore stesso;
d) i piani dei trasporti urbani ed i piani urbani del traffico; i
piani dei trasporti provinciali o regionali ed i piani del traffico
per la mobilità extraurbana; la pianificazione e gestione del
traffico stradale, ferroviario, aeroportuale e marittimo;
e) la pianificazione urbanistica, gli interventi di
delocalizzazione di attività rumorose o di ricettori particolarmente
sensibili.
6. Ai fini della presente legge è definito tecnico competente la
figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare
l’ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i
piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di
controllo. Il tecnico competente deve essere in possesso del diploma
di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o del diploma
universitario ad indirizzo scientifico ovvero del diploma di laurea
ad indirizzo scientifico (1).
7. L’attività di tecnico competente può essere svolta previa
presentazione di apposita domanda all’assessorato regionale
competente in materia ambientale corredata da documentazione
comprovante l’aver svolto attività, in modo non occasionale, nel
campo dell’acustica ambientale da almeno quattro anni per i diplomati
e da almeno due anni per i laureati o per i titolari di diploma
universitario (1).
8. Le attività di cui al comma 6 possono essere svolte altresì da
coloro che, in possesso del diploma di scuola media superiore, siano
in servizio presso le strutture pubbliche territoriali e vi svolgano
la propria attività nel campo dell’acustica ambientale, alla data di
entrata in vigore della presente legge nonché da coloro che, a
prescindere dal titolo di studio, possano dimostrare di avere svolto,
alla data di entrata in vigore della presente legge, per almeno
cinque anni, attività nel campo dell’acustica ambientale in modo non
occasionale (1).
9. I soggetti che effettuano i controlli devono essere diversi da
quelli che svolgono le attività sulle quali deve essere effettuato il
controllo.

(1) Comma così modificato dall’art. 4, l. 9 dicembre 1998, n. 426.
Vedi, anche, d.p.c.m. 31 marzo 1998.

Art. 3.

Competenze dello Stato.

1. Sono di competenza dello Stato:
a) la determinazione, ai sensi della L. 8 luglio 1986, n. 349, e
successive modificazioni, con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con
il Ministro della sanità e sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, dei valori di cui all’articolo 2;
b) il coordinamento dell’attività e la definizione della
normativa tecnica generale per il collaudo, l’omologazione, la
certificazione e la verifica periodica dei prodotti ai fini del
contenimento e dell’abbattimento del rumore; il ruolo e la
qualificazione dei soggetti preposti a tale attività nonché, per gli
aeromobili, per i natanti e per i veicoli circolanti su strada, le
procedure di verifica periodica dei valori limite di emissione
relativa ai prodotti medesimi. Tale verifica, per i veicoli
circolanti su strada, avviene secondo le modalità di cui all’articolo
80 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni (1);
c) la determinazione, ai sensi del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616,
con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
della sanità e, secondo le rispettive competenze, con il Ministro dei
lavori pubblici, con il Ministro dei trasporti e della navigazione e
con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
delle tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento
acustico, tenendo conto delle peculiari caratteristiche del rumore
emesso dalle infrastrutture di trasporto (2);
d) il coordinamento dell’attività di ricerca, di sperimentazione
tecnico-scientifica ai sensi della L. 8 luglio 1986, n. 349, e
successive modificazioni, e dell’attività di raccolta, di
elaborazione e di diffusione dei dati. Al coordinamento provvede il
Ministro dell’ambiente, avvalendosi a tal fine anche dell’Istituto
superiore di sanità, del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR),
dell’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA),
dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA),
dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro
(ISPESL), del Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e
dispositivi (CSRPAD) del Ministero dei trasporti e della navigazione,
nonché degli istituti e dei dipartimenti universitari;
e) la determinazione, fermo restando il rispetto dei valori
determinati ai sensi della lettera a), con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su propost…

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