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Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/C...

Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'art. 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212 (1).

DLT 15/08/1991 n. 00000277 VIGENTE

COMUNITA’ EUROPEE
LAVORO
Decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 (in Gazz. Uff., 27 agosto
1991, n. 200, s.o.). — Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n.
82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia
di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione
ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma
dell’art. 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212 (1).

(1) Vedi, anche, l’art. 32, d.p.r. 18 aprile 1994, n. 441.

(Omissis).
Capo I
NORME GENERALI

Art. 1.

Attività soggette.

1. Il presente decreto prescrive misure per la tutela della salute
e per la sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti
dall’esposizione durante il lavoro agli agenti chimici e fisici di
cui ai capi II, III e IV.
2. Le disposizioni di cui ai capi II, III e IV non escludono
l’applicabilità delle norme di cui al presente capo. Gli articoli 8 e
9 si applicano altresì in tutti i casi di esposizione, durante il
lavoro, ad agenti chimici, fisici, nonché biologici.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle attività
alle quali sono addetti i lavoratori subordinati o ad essi equiparati
ai sensi dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19
marzo 1956, n. 303.
4. Nei riguardi delle Forze armate, o di Polizia, dei Servizi di
protezione civile e del Servizio sanitario nazionale per quanto
concerne le sale operatorie degli ospedali, degli istituti di
istruzione e di educazione, le norme del presente decreto sono
applicate tenendo conto delle particolari esigenze connesse al
servizio espletato, individuate con decreto del Ministro competente,
di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e
della sanità (1).

(1) Comma così modificato dall’art. 1-bis, d.l. 23 ottobre 1996, n.
542, conv. in l. 23 dicembre 1996, n. 649.

Art. 2.

Attività escluse.

1. Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai
lavoratori della navigazione marittima ed aerea.

Art. 3.

Definizioni.

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto si
intendono per:
a) agente: l’agente chimico, fisico o biologico presente durante
il lavoro e potenzialmente dannoso per la salute;
b) valore limite: il limite di esposizione nell’ambiente di
lavoro interessato o il limite di un indicatore biologico relativo ai
lavoratori esposti, a seconda dell’agente;
c) medico competente: un medico, ove possibile dipendente del
Servizio sanitario nazionale, in possesso di uno dei seguenti titoli:
specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei
lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o
specializzazione equipollente; docenza in medicina del lavoro o in
medicina preventiva dei lavoratori o in medicina preventiva dei
lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene
industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro; libera docenza
nelle discipline suddette;
d) organo di vigilanza: organo del Servizio sanitario nazionale,
salve le diverse disposizioni previste da norme speciali.

Art. 4.

Misure di tutela.

1. Salvo quanto previsto nei capi II, III e IV, le misure per la
tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il
lavoro nella materia di cui all’art. 1, comma 1, sono le seguenti:
a) la valutazione da parte del datore di lavoro dei rischi per la
salute e la sicurezza;
b) utilizzazione limitata dell’agente sul luogo di lavoro;
c) limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono o
possono essere esposti;
d) controllo dell’esposizione dei lavoratori mediante la
misurazione dell’agente. La campionatura, la misurazione dell’agente
e la valutazione dei risultati si effettuano con le modalità e i
metodi previsti per ciascun agente. Tali modalità e metodi sono
aggiornati periodicamente con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri di iniziativa dei Ministri del lavoro e della previdenza
sociale e della sanità, di concerto con il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, in base alle direttive CEE, nonché
in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso
scientifico e tecnologico;
e) misure da attuare, quando sia superato un valore limite, per
identificare le cause del superamento ed ovviarvi;
f) misure tecniche di prevenzione;
g) misure di protezione collettiva;
h) uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
i) misure di protezione comportanti l’applicazione di
procedimenti e metodi di lavoro appropriati;
l) misure di protezione individuale, da adottare soltanto quando
non sia possibile evitare in altro modo un’esposizione pericolosa;
m) misure di emergenza da attuare in caso di esposizione
anormale;
n) misure igieniche;
o) informazione e formazione completa e periodica dei lavoratori
ovvero dei loro rappresentanti su:
1) i rischi connessi con l’esposizione dei lavoratori
all’agente e le misure tecniche di prevenzione;
2) i metodi per la valutazione dei rischi, l’indicazione dei
valori limite e, ove fissate, le misure da prendere o già prese per
motivi di urgenza, in caso di loro superamento, per ovviarvi;
p) attuazione di un controllo sanitario dei lavoratori prima
dell’esposizione e, in seguito, ad intervalli regolari nonché,
qualora trattisi di esposizione ad agenti con effetti a lungo
termine, prolungamento del controllo dopo la cessazione dell’attività
comportante l’esposizione;
q) tenuta e aggiornamento di registri indicanti livelli di
esposizione, di elenchi di lavoratori esposti e di cartelle sanitarie
e di rischio. I modelli e le modalità di tenuta dei registri, degli
elenchi e delle cartelle relativi all’agente disciplinato sono
determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
iniziativa dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della
sanità;
r) accesso dei lavoratori ovvero dei loro rappresentanti ai
risultati delle misure di esposizione ed ai risultati collettivi non
nominativi degli esami indicativi dell’esposizione;
s) accesso di ogni lavoratore interessato ai risultati dei propri
controlli sanitari, in particolare a quelle degli esami biologici
indicativi dell’esposizione;
t) accesso dei lavoratori ovvero dei loro rappresentanti ad
un’informazione adeguata, atta a migliorare le loro conoscenze dei
pericoli cui sono esposti;
u) un sistema di notifica alle competenti autorità statali,
ovvero locali, delle attività che comportano esposizione all’agente
oggetto di disciplina, con l’indicazione dei dati da comunicare.
2. Ai fini del presente decreto si intendono per rappresentanti dei
lavoratori i loro rappresentanti nella unità produttiva, ovvero
nell’azienda, come definiti dalla normativa vigente, ovvero dai
contratti collettivi applicabili.

Art. 5.

Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti.

1. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti che esercitano o
sovraintendono alle attività indicate all’art. 1, nell’ambito delle
rispettive attribuzioni e competenze:
a) attuano le misure previste nel presente decreto e nei
provvedimenti emanati in attuazione del medesimo;
b) informano i lavoratori nonché i loro rappresentanti dei rischi
specifici dovuti all’esposizione all’agente ed alle mansioni dei
lavoratori medesimi e delle misure di prevenzione adottate, anche
mediante dettagliate disposizioni e istruzioni lavorative, volte
anche a salvaguardare il controllo strumentale; forniscono ai
medesimi informazioni anonime collettive contenute nei registri di
cui all’art. 4, comma 1, lettera q), e, tramite il medico competente,
i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e
strumentali effettuati, nonché indicazioni sul significato di detti
risultati; informano altresì i lavoratori sulle misure da osservare
nei casi di emergenza o di guasti;
c) permettono ai lavoratori di verificare, mediante loro
rappresentanti, l’applicazione delle misure di tutela della salute e
di sicurezza;
d) forniscono ai lavoratori i necessari ed idonei mezzi di
protezione;
e) provvedono ad un adeguato addestramento all’uso dei mezzi
individuali di protezione;
f) dispongono ed esigono l’osservanza da parte dei singoli
lavoratori delle disposizioni aziendali e delle norme, nonché l’uso
appropriato dei mezzi individuali e collettivi di protezione messi a
loro disposizione ed accertano che vi siano le condizioni per
adempiere alle norme e disposizioni aziendali medesime;
g) esigono l’osservanza da parte del medico competente degli
obblighi previsti dal presente decreto, informandolo sui procedimenti
produttivi e sugli agenti inerenti all’attività.
2. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti, nell’ambito delle
rispettive attribuzioni e competenze, informano i lavoratori autonomi
ed i titolari di imprese incaricate a qualsiasi titolo di prestare la
loro opera nell’ambito aziendale dei rischi specifici dovuti alla
presenza di agenti nei luoghi di lavoro ove i suddetti lavoratori
autonomi o quelli dipendenti dalle imprese incaricate sono destinati
a prestare la loro opera. L’informazione comprende le modalità per
prevenire i rischi e le specifiche disposizioni, anche aziendali, al
riguardo.
3. Fermi restando…

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