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Attuazione della direttiva (CEE) n. 75/439 relativa alla eliminazione ...

Attuazione della direttiva (CEE) n. 75/439 relativa alla eliminazione degli oli usati (1).

DPR 23/08/1982 n. 00000691 VIGENTE

OLI MINERALI, IDROCARBURI E GAS
Decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 691 (in
Gazz. Uff., 30 settembre 1982, n. 270). — Attuazione della direttiva
(CEE) n. 75/ 439 relativa alla eliminazione degli oli usati (1).

(1) Vedi d.lg. 27 gennaio 1992, n. 95.

(Omissis).

Art. 1.

Ai fini del presente decreto, per olio usato s’intende ogni
prodotto usato, fluido o liquido, composto interamente o parzialmente
di olio minerale o sintetico, compresi i residui oleosi di cisterna,
i miscugli di acqua e olio e le emulsioni.

Art. 2.

La detenzione e la raccolta per la riutilizzazione nonché
l’eliminazione degli oli usati sono disciplinate dal presente
decreto.
Alle attività di cui al comma precedente si applicano le norme
vigenti in materia di tutela delle acque, dell’aria, del suolo e del
sottosuolo dall’inquinamento.
Resta, comunque, vietata ogni immissione, non disciplinata dalle
norme di cui al precedente comma, di oli usati ovvero di residui
risultanti dalla trasformazione degli oli usati nelle acque interne
superficiali, nelle acque sotterranee, nelle acque costiere e nelle
canalizzazioni, nonché sul suolo e nel sottosuolo.

Art. 3.

A decorrere dalla scadenza del termine di novanta giorni dalla data
di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale di
approvazione dello statuto, di cui al terzo comma dell’art. 4,
chiunque ottiene oli usati, compresi quelli che derivano da
lubrificanti utilizzati in usi ammessi ad agevolazioni ed esenzioni
fiscali, è obbligato al loro stivaggio in modo idoneo ad evitarne la
contaminazione con sostanze estranee, ed al loro conferimento al
consorzio di cui al successivo art. 4, secondo le modalità dal
consorzio stesso indicate.
Gli oli usati contenenti acqua e altre impurità in misura
complessivamente superiore ad un limite massimo da fissarsi nello
statuto del consorzio devono essere sottoposti, a cura del detentore,
prima del conferimento, ad un trattamento idoneo a riportare il
contenuto di acqua e impurità al di sotto di tale limite. Ove il
detentore non vi provveda, è tenuto ad immagazzinarli separatamente,
denunciandone le quantità, al momento della consegna, al consorzio il
quale addebita al cedente i costi di trattamento.
In deroga al primo comma, il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato può autorizzare, per singole partite, le
imprese ad utilizzare nei propri impianti, per la combustione, gli
oli usati da esse stesse ottenuti da cicli di produzione e di
impiego, salvo comunque il rispetto della legge 13 luglio 1966, n.
615, e successive disposizioni, in materia di inquinamento
atmosferico.
Le amministrazioni militari dello Stato hanno facoltà di provvedere
per proprio conto alla riutilizzazione ed eliminazione degli oli
usati di loro proprietà.

Art. 4.

é costituito il Consorzio obbligatorio degli oli usati, al quale è
conferita la personalità giuridica.
Al consorzio partecipano in posizione paritetica tra loro due
categorie di soggetti, di cui una comprende tutte le imprese che
producono oli base rigenerati e l’altra tutte le imprese che
immettono al consumo, anche in veste di importatori, oli lubrificanti
di base e finiti. Nell’ambito della prima categoria, le quote di
partecipazione sono proporzionali alle quantità di oli usati
lavorate; nell’ambito della seconda, alle quantità di lubrificanti
immesse al consumo.
Il consorzio non ha fine di lucro ed è retto da uno statuto
approvato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
Le deliberazioni degli organi del consorzio adottate in relazione
agli scopi del presente decreto ed a norma dello statuto sono
obbligatorie per tutte le imprese partecipanti.
Il consorzio ripartisce annualmente i costi, al netto dei ricavi,
sostenuti per l’assolvimento degli obblighi di cui all’art. 6, tra le
imprese partecipanti in proporzione ai quantitativi di oli
lubrificanti di base e finiti da ciascuna di esse immessi al consumo.
Ai fini del presente decreto si considerano immessi al consumo gli
oli lubrificanti di base e finiti all’atto del pagamento dell’imposta
di fabbricazione o della corrispondente sovraimposta di confine.
Le imprese partecipanti sono tenute a versare al consorzio i
contributi dovuti da ciascuna di esse ai sensi del comma precedente,
secondo le modalità ed i termini fissati ai sensi dell’art. 7 (1).

(1) Vedi il d.m. 26 gennaio 1984.

Art. 5.

Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, le
imprese che hanno immesso in consumo nel territorio nazionale oli
lubrificanti dal 1° gennaio 1981 alla data di entrata in vigore del
presente decreto sono tenute a darne comunicazione al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, indicando i
quantitativi immessi.
Con provvedimento del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, da emanarsi entro i successivi trenta giorni, sono
convocate le imprese di cui al secondo comma dell’art. 4 per la
predisposizione dello statuto del consorzio.
Entro quattro mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, le
imprese di cui al secondo comma dell’art. 4 che rappresentano, per
ciascuna delle due categorie di partecipanti al consorzio, la
maggioranza delle quote determinate in proporzione alle quantità di
oli usati lavorati o di lubrificanti immessi al consumo nel corso
dell’anno 1981, provvedono alla redazione dello statuto del consorzio
e lo sottopongono all’approvazione del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato.
Alla scadenza del predetto termine, in caso di mancato adempimento,
il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato nomina
un commissario, il quale vi provvede entro trenta giorni.
Lo statuto deve inoltre indicare la data della prima riunione
dell’assemblea.

Art. 6.

Il consorzio, per tutto il territorio nazionale, ha l’obbligo di:
1) assicurare la raccolta degli oli usati;
2) cedere gli oli usati raccolti alle imprese che effettuano la
rigenerazione per la produzione di basi lubrificanti;
3) cedere per altri tipi di riutilizzazione, con preferenza per
quelli che consentono maggior recupero energetico, partite di olio
usato, qualora la rigenerazione non sia tecnicamente possibile,
ovvero economicamente conveniente;
4) assicurare l’eliminazione dell’olio usato non rigenerabile né
riutilizzabile nel rispetto delle norme contro l’inquinamento.

Art. 7.

Le modalità e i termini di accertamento, riscossione e versamento
dei contributi, di cui al sesto comma dell’art. 4, sono stabiliti con
decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del tesoro, da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale entro un mese dall’approvazione
dello statuto del consorzio, ai sensi degli articoli 4 e 5.

Art. 8.

Chiunque ottiene, raccoglie, riutilizza o elimina oli usati in
quantitativi superiori a 500 litri annui deve tenere apposito
registro, nel quale devono essere riportati cronologicamente, per
ogni operazione, i dati quantitativi, l’origine e l’ubicazione degli
oli ceduti o ricevuti.
I dati di cui al precedente comma devono essere tenuti a
disposizione delle pubbliche amministrazioni interessate per tre anni
dalla data dell’operazione.
Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro delle finanze, sono
fissate le modalità per l’adempimento degli obblighi di cui ai comma
precedenti (1)

(1) Vedi il d.m. 22 febbraio 1984.

Art. 9.

La vigilanza sull’applicazione del presente decreto è demandata al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
congiuntamente al Ministero delle finanze.
Il consorzio dovrà trasmettere al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, entro un mese dall’approvazione, il
bilancio consuntivo delle gestioni annuali sottoposto a revisione da
parte di società a ciò autorizzate ai sensi e per gli effetti del
decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136.
é inoltre in facoltà del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato delegare un proprio funzionario ad assistere alle
riunioni degli organi deliberanti del consorzio.

Art. 10.

Per la violazione del divieto di cui al terzo comma dell’art. 2 è
stabilita la pena dell’arresto fino ad un anno e dell’ammenda fino a
cinque milioni di lire.
La violazione degli obblighi di cui all’art. 3, al sesto comma
dell’art. 4, all’art. 6 ed al primo comma dell’art. 8 è punita con la
sanzione amministrativa pecuniaria da un milione a cinque milioni di
lire.

Art. 11.

é abrogata ogni altra norma contraria o incompatibile con le
disposizioni del presente decreto.
Si osservano le norme stabilite dalle regioni o dagli enti locali
sulla materia, in quanto compatibili con le norme del presente
decreto.

Art. 12.

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

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