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Regolamento recante norme per l'istituzione ed il funzionamento del Comitato per l'Ecolabel e l'Ecoaudit (1).

DM 02/08/1995 n. 00000413 VIGENTE

MINISTERO AMBIENTE
Decreto ministeriale 2 agosto 1995, n. 413 (in Gazz. Uff., 3 ottobre
1995, n. 231). — Regolamento recante norme per l’istituzione ed il
funzionamento del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit (1).

(1) Vedi anche la Circ. 31 luglio 1997, n. 162263.

(Omissis).

TITOLO I
ISTITUZIONE DELL’ORGANISMO COMPETENTE

Art. 1.

Comitato per l’Ecolabel e per l’Ecoaudit.

1. é istituito presso il Ministero dell’ambiente il Comitato per il
marchio comunitario di qualità ecologica dei prodotti e per il
sistema comunitario di ecogestione e audit, in seguito denominato
<<Comitato>>.
2. Il Comitato è l’organismo competente previsto dall’art. 9 del
regolamento n. 880/92/CEE del Consiglio del 23 marzo 1992,
concernente un sistema comunitario di assegnazione di un marchio di
qualità ecologica, di seguito denominato come <<Regolamento
comunitario Ecolabel>>.
3. Il Comitato è altresì l’organismo competente previsto dall’art.
18 del regolamento n. 1836/93/CEE del Consiglio del 29 giugno 1993,
concernente l’adesione volontaria delle imprese del settore
industriale ad un sistema comunitario di ecogestione e audit, di
seguito denominato <<Regolamento comunitario Ecoaudit>>.
4. Il Comitato svolge le funzioni previste dai regolamenti CEE n.
880/92 e n. 1836/93 del Consiglio, dalle leggi nazionali di relativa
attuazione e dal presente regolamento.

Art. 2.

Composizione e funzionamento del Comitato.

1. Il Comitato è composto dal presidente e da un vice presidente,
nominati con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, nonché da
dodici componenti, nominati con decreto del Ministro dell’ambiente,
di cui:
a) quattro membri designati dal Ministero dell’ambiente;
b) due membri designati dal Ministero della sanità;
c) quattro membri designati dal Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato;
d) due membri designati dal Ministero del tesoro.
2. Tutti i membri del Comitato debbono essere scelti tra persone di
specifica e comprovata competenza ed esperienza e di indiscussa
moralità ed indipendenza. A pena di immediata decadenza essi non
possono esercitare, nei campi di competenza del Comitato, alcuna
attività professionale o di consulenza, essere amministratori di
soggetti pubblici o privati, né avere interessi diretti o indiretti
nelle imprese operanti nel settore. La decadenza è dichiarata con
decreto del Ministro dell’ambiente, previa contestazione formale
dell’incompatibilità, in caso di mancata eliminazione della medesima
nel termine di quindici giorni, ferma restando l’ipotesi indicata al
comma 9. Per almeno un anno dalla cessazione dell’incarico i membri
del Comitato non possono inoltre intrattenere rapporti di
collaborazione, di consulenza o di impiego con le imprese operanti
nel settore. Le norme procedurali attinenti al funzionamento del
Comitato sono stabilite con apposito regolamento interno adottato dal
Comitato stesso ed approvato dal Ministro dell’ambiente. Qualora se
ne ravvisi l’opportunità, su formale richiesta del Ministro
dell’ambiente, i membri del Comitato che siano dipendenti di
amministrazioni pubbliche sono posti in posizione di comando presso
il Comitato stesso, con oneri stipendiali, diretti e riflessi, a
carico dell’amministrazione di appartenenza (1).
3. I componenti del Comitato, ivi compresi il presidente ed il vice
presidente, durano in carica tre anni e non possono essere
confermati, salvo che in sede di primo rinnovo.
4. Il presidente, al momento della nomina, conferisce delega al
vice presidente per quanto attiene tutte le attività di una delle
sezioni in cui si articola il Comitato ai sensi del comma 5 del
presente articolo. Il presidente ed il vice presidente presiedono le
riunioni di ciascuna delle due sezioni in cui si articola il Comitato
e rappresentano l’organismo competente, per la parte di loro
competenza, in tutte le sedi nazionali ed internazionali. Nelle
materie disciplinate dal presente decreto, il presidente e il vice
presidente rappresentano altresì la posizione italiana nei confronti
degli organismi comunitari, secondo le direttive fornite dal Ministro
dell’ambiente, sentito il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato. In caso di assenza del presidente e del vice
presidente le riunioni del Comitato e delle sezioni sono presiedute
dal componente di età più elevata. Il presidente e il vice presidente
possono designare componenti delle rispettive sezioni a partecipare a
riunioni e a incontri di lavoro (1).
5. Il Comitato, articola la propria struttura in due sezioni,
aventi autonomia operativa, una per le attività riguardanti
l’Ecolabel e l’altra per le attività concernenti l’Ecoaudit, ciascuna
così composta: due rappresentanti del Ministero dell’ambiente, due
rappresentanti del Ministero dell’industria ed un rappresentante del
Ministero della Sanità, un rappresentante del Ministero del tesoro.
Resta ferma la competenza del Comitato, nell’interezza della sua
composizione, per quanto riguarda le materie di interesse comune sia
all’Ecolabel che all’Ecoaudit.
6. Il Comitato e ciascuna sezione del Comitato in sede di prima
costituzione sono legittimamente insediati quando sono nominati i due
terzi dei componenti.
7. Le decisioni del Comitato e delle sezioni sono adottate a
maggioranza semplice dei votanti. In caso di parità prevale il voto
del presidente e del vice presidente.
8. Ai fini della validità delle riunioni è necessaria la presenza
di almeno la maggioranza dei membri del Comitato o della sezione.
9. Il componente del Comitato che nel corso dell’anno non
partecipa, senza giustificato motivo, a più di tre riunioni, decade
di diritto dalla carica ed è sostituito con le modalità di cui al
comma 1.

(1) Comma così sostituito dall’art. 1, d.m. 12 giugno 1998, n. 236.

Art. 3.

Supporto tecnico.

1. Il Comitato, per l’esercizio delle funzioni relative alla
concessione del marchio CEE (rectius: CE) di qualità ecologica e
dell’attività di audit in campo ambientale, si avvale del supporto
tecnico, logistico e funzionale dell’Agenzia nazionale per l’ambiente
(ANPA), la quale provvede per le funzioni rientranti tra le proprie
finalità istituzionali con risorse a carico del proprio bilancio. Nei
casi previsti dal presente regolamento, il Comitato si avvale,
altresì, dell’ispettorato tecnico del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato (1).
2. Per l’espletamento dell’attività di supporto tecnico, logistico
e funzionale l’ANPA individua, nell’ambito dei propri servizi e nei
limiti della propria dotazione organica, un contingente di personale
non superiore a venti unità, salvo diverse esigenze del Comitato (1).
3. L’ANPA provvede a nominare al proprio interno, un responsabile
per l’Ecolabel ed un responsabile per l’Ecoaudit appartenenti
entrambi ai ruoli dirigenziali e comunica i relativi nominativi al
Comitato.
4. Alle spese per la realizzazione delle attività di supporto di
cui ai precedenti commi, non rientranti nelle finalità istituzionali
dell’ANPA, si provvede a valere sulle risorse di cui all’articolo 5,
comma 2, della legge 8 ottobre 1997, n. 344 (2).

(1) Comma così sostituito dall’art. 2, d.m. 12 giugno 1998, n. 236.
(2) Comma aggiunto dall’art. 2, d.m. 12 giugno 1998, n. 236.

TITOLO II
Sezione ECOLABEL

Art. 4.

Attribuzioni del Comitato in materia di Ecolabel.

1. Il Comitato, avvalendosi del supporto tecnico dell’ANPA, svolge
tutti i compiti attribuiti all’organismo competente del regolamento
comunitario 880/92 del Consiglio.

Art. 5.

Compiti dell’ANPA.

1. L’attività di supporto tecnico dell’ANPA, si svolge in
particolare, nelle seguenti materie, secondo le direttive del
Comitato:
a) istruttoria tecnico amministrativa delle domande di
assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica;
b) predisposizione dei formulari per la compilazione delle
domande di assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica;
c) istituzione e gestione di appositi e distinti registri delle
domande di assegnazione di tale marchio ricevute, accolte e respinte;
d) predisposizione di nuovi gruppi di prodotti da sottoporre alla
delibera del Comitato, ex art. 5 del regolamento comunitario
Ecolabel;
e) informazione del pubblico e delle imprese sul regolamento
attraverso appositi strumenti, anche eventualmente tramite
collaborazione delle camere di commercio, industria e artigianato,
senza l’aggravio di ulteriori oneri;
f) promozione di studi e ricerche necessari per l’attuazione del
regolamento 880/92 del Consiglio.

Art. 6.

Compiti dell’ispettorato tecnico del Ministero dell’industria.

1. L’ispettorato tecnico del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato accerta i requisiti di idoneità dei
laboratori abilitati ad eseguire l’accertamento tecnico preliminare
indipendente ai sensi dell’art. 10, comma 2, del regolamento
880/92/CEE e redige un elenco che viene pubblicato a cura del
Comitato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 7.

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