Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Norme per l'attuazione del nuovo Piano energetico nazionale: a...

Norme per l'attuazione del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali (1) (2).

(1a) Per la disciplina concernente il mercato interno del gas
naturale, vedi il D.Lgs. 23 maggio 2000, n. 164.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Titolo I
NORME PER GLI IMPIANTI IDROELETTRICI E PER GLI ELETTRODOTTI
Art. 1
Norme per gli impianti idroelettrici e per gli elettrodotti
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito
il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori
pubblici, sono emanate, ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, norme regolamentari in materia di procedure
per le concessioni o le varianti di concessione di derivazione
d’acqua per la produzione di energia elettrica, nonché, sentito il
Ministro della sanità, in materia di procedure per l’autorizzazione
alla costruzione di elettrodotti.
2. Il regolamento di cui al comma 1, nel rispetto dei princìpi
generali della legislazione vigente in materia, fatto salvo
l’intervento nelle procedure da parte delle amministrazioni
competenti in base a tale legislazione, dovrà in particolare:
a) prevedere che il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato autorizzi la costruzione dell’impianto, dopo aver
verificato la necessità di energia elettrica che l’impianto da
realizzare è destinato a soddisfare e la sua compatibilità con le
previsioni del Piano energetico nazionale e dei piani di bacino di
cui all’art. 17 della legge 18 maggio 1989, n. 183, predisposti
dagli appositi comitati, ai quali partecipa con un suo
rappresentante redigendo apposito rapporto;
b) confermare, per gli impianti idroelettrici, le dighe e gli
elettrodotti di cui al presente articolo, l’efficacia delle
autorizzazioni e concessioni che consentano l’inizio dei lavori,
ottenute ai sensi delle norme vigenti anteriormente alla data di
entrata in vigore del regolamento;
c) semplificare e coordinare le procedure, anche eliminandone le
duplicazioni;
d) fissare termini perentori non inferiori a novanta giorni entro i
quali ciascuna autorità dovrà adottare gli atti procedimentali di
propria competenza trascorsi i quali gli atti stessi si intendono
adottati in senso favorevole;
e) prevedere che in caso di pareri negativi o discordanti la
decisione possa essere rimessa a un’apposita conferenza dei servizi
convocata dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero ad un
apposito accordo di programma;
f) prevedere che il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato sia tenuto a redigere entro due mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge la mappa degli impianti per
la produzione di energia idroelettrica e del relativo bacino di
utenza e ad aggiornarla annualmente.
3. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma
1 sono abrogate le norme del testo unico delle disposizioni di
legge sulle acque e sugli impianti elettrici approvato con regio
decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 e successive modificazioni ed
integrazioni, limitatamente alle parti incompatibili con le norme
del regolamento o sostanzialmente riprodotte nello stesso, ferma
restando la loro vigenza per le concessioni relative a finalità
diverse dalla produzione di energia elettrica.
Art. 2
Valutazione di impatto ambientale
1. Per la realizzazione delle dighe e degli altri impianti
destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque in modo
durevole per fini idroelettrici, di altezza superiore a 10 metri o
di capacità superiore a 100.000 metri cubi e per la realizzazione
delle relative opere di trasporto delle acque si applicano le norme
di cui all’art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, ed i relativi
provvedimenti di attuazione.
2. Qualora venga constatato che la realizzazione dell’impianto può
avere un impatto importante sull’ambiente di un altro Stato membro
della Comunità economica europea (CEE), il Ministro dell’ambiente
ne informa tempestivamente il Ministro degli affari esteri per gli
adempimenti necessari.
3. Gli elettrodotti ad alta tensione, la prospezione, la ricerca e
la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sono da
assoggettare alla valutazione di impatto ambientale ed a ripristino
territoriale nei limiti e con le procedure previsti dalla normativa
vigente.
Titolo II
IDROCARBURI E GEOTERMIA
Capo I
RICERCA E COLTIVAZIONE DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI IN
TERRAFERMA NEL MARE TERRITORIALE E SULLA PIATTAFORMA CONTINENTALE
Art. 3
Permesso di prospezione
1. Il permesso di prospezione è accordato, previa domanda da
presentare al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, a persone fisiche o giuridiche che dispongano di
capacità tecniche ed economiche adeguate (1).
2. Il permesso di prospezione è accordato a soggetti italiani o di
altri Stati membri della Comunità economica europea, nonché, a
condizioni di reciprocità, a soggetti di altri Paesi.
3. Il permesso di prospezione è accordato con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il
Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia e la regione o
la provincia autonoma di Trento o di Bolzano territorialmente
interessata, di concerto, per le rispettive competenze, con il
Ministro dell’ambiente e con il Ministro della marina mercantile
per quanto attiene alle prescrizioni concernenti l’attività da
svolgere nell’ambito del demanio marittimo, del mare territoriale e
della piattaforma continentale, nel rispetto degli impegni
contratti dall’Italia in sede di accordi internazionali per la
tutela dell’ambiente marino (1).
4. La domanda di permesso di prospezione in mare deve essere
corredata da opportuno studio ingegneristico circa la sicurezza
ambientale della prospezione con riguardo ai possibili incidenti
con effetti dannosi sull’ecosistema marino e le misure che il
richiedente intende adottare per evitare tali rischi.
(1)La Corte costituzionale, con sentenza 27 dicembre 1991, n. 482,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma,
nella parte in cui non prevede che il permesso di prospezione è
accordato d’intesa”, nei sensi espressi in motivazione, con la
regione autonoma Valle d’Aosta o la provincia autonoma di Trento o
di Bolzano”.
Art. 4
Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione
1. La prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi è
vietata nelle acque del Golfo di Napoli, del Golfo di Salerno e
delle Isole Egadi, fatti salvi i permessi, le autorizzazioni e le
concessioni in atto.
Art. 5
Permesso di ricerca e qualifiche dei richiedenti
1. Il permesso di ricerca è esclusivo ed è accordato, sentita la
regione o la provincia autonoma di Trento o di Bolzano
territorialmente interessata e previa domanda da presentare al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, a
persone fisiche o giuridiche che dimostrino la necessaria capacità
tecnica ed economica e possiedano o si impegnino a costituire in
Italia strutture tecniche ed amministrative adeguate alle attività
previste, nel rispetto degli impegni contratti dall’Italia in sede
di accordi internazionali per la tutela dell’ambiente marino (2).
2. Il permesso di ricerca è accordato a soggetti italiani o di
altri Stati membri della Comunità economica europea, nonché, a
condizioni di reciprocità, a soggetti di altri Paesi.
(2)La Corte costituzionale, con sentenza 27 dicembre 1991, n. 482,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma,
nella parte in cui non prevede che il permesso di ricerca è
accordato d’intesa”, nei sensi espressi in motivazione, con la
regione autonoma Valle d’Aosta o la provincia autonoma di Trento o
di Bolzano”.
Art. 6
Conferimento del permesso di ricerca, sue dimensioni e durata
1. Il permesso di ricerca è accordato con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il
Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia, e la regione o
la provincia autonoma di Trento o di Bolzano territorialmente
interessata di concerto, per le rispettive competenze, con il
Ministro dell’ambiente e con il Ministro della marina mercantile
per quanto attiene alle prescrizioni concernenti l’attività da
svolgere nell’ambito del demanio marittimo, del mare territoriale e
della piattaforma continentale (15).
2. L’area del permesso di ricerca deve essere tale da consentire il
razionale sviluppo del programma di ricerca e non può comunque
superare l’estensione di 750 chilometri quadrati; nell’area del
permesso possono essere comprese zone adiacenti di terraferma e
mare. (17)
3. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
qualora valuti che l’area richiesta non abbia dimensioni
sufficienti e configurazione razionale in relazione alle finalità
ottimali della ricerca, ha facoltà di non accordare il permesso di
ricerca fino a quando non si renda possibile l’accorpamento
dell’area stessa con aree finitime.
4. La durata del permesso è di sei anni.
5. Il titolare del permesso ha diritto a due successive proroghe di
tre anni ciascuna, se ha adempiuto agli obblighi derivanti dal
permesso stesso.
6. Al titolare del permesso può essere accordata un’ulteriore
proroga qualora, alla scadenza definitiva del permesso, siano
ancora in corso lavori di perforazione o prove di produzione per
motivi non imputabili a sua inerzia, negligenza o imperizia. La
proroga è accordata per il tempo necessario al completamento dei
lavori e comunque per un periodo non superiore ad un anno. Con …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info