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Istituzione dell'Ente nazionale per la energia elettrica e trasferimen...

Istituzione dell'Ente nazionale per la energia elettrica e trasferimento ad esso delle imprese esercenti le industrie elettriche (1).

L 06/12/1962 n. 00001643 VIGENTE

ENERGIA ELETTRICA
Legge 6 dicembre 1962, n. 1643 (in Gazz. Uff., 12 dicembre 1962, n.
316). — Istituzione dell’Ente nazionale per la energia elettrica e
trasferimento ad esso delle imprese esercenti le industrie elettriche
(1).

(1) L’Ente nazionale energia elettrica – ENEL è stato trasformato
in società per azioni dall’art. 15, d.l. 11 luglio 1992, n. 333,
conv. in l. 8 agosto 1992, n. 359, nel testo modificato dal d.l. 21
giugno 1993, n. 198, conv. in l. 9 agosto 1993, n. 292 e dal d.l. 23
aprile 1993, n. 118, conv. in l. 23 giugno 1993, n. 202. Per le
procedure di privatizzazione, vedi anche il d.l. 31 maggio 1994, n.
332, conv. in l. 30 luglio 1994, n. 474. Per il riparto di
giurisdizione, in tema di personale, a seguito della trasformazione
in S.p.a., vedi il d.l. 6 maggio 1994, n. 269, conv. in l. 4 luglio
1994, n. 432. Per quanto concerne l’attribuzione delle competenze in
materia di fornitura di energia elettrica sul territorio nazionale,
vedi il d.m. 28 dicembre 1995.

(Omissis).

Art. 1.

[é istituito l’Ente nazionale per l’energia elettrica (Enel), al
quale è riservato il compito di esercitare nel territorio nazionale
le attività di produzione, importazione ed esportazione, trasporto,
trasformazione, distribuzione e vendita dell’energia elettrica da
qualsiasi fonte prodotta salvo quanto stabilito nei nn. 5), 6) e 8)
dell’articolo 4.
L’ente nazionale ha personalità giuridica di diritto pubblico, ha
sede in Roma, è sottoposto alla vigilanza del Ministro per
l’industria e il commercio e svolge le proprie attività secondo le
direttive di un Comitato di Ministri presieduto dal Presidente del
Consiglio dei ministri o, per sua delega, da un Ministro, e composto
dei Ministri per il bilancio, per il tesoro, per l’industria e il
commercio, per i lavori pubblici, per le partecipazioni statali (1) e
per l’agricoltura e foreste (2) (3).
Ai fini di utilità generale l’Ente nazionale provvederà alla
utilizzazione coordinata e al potenziamento degli impianti, allo
scopo di assicurare con minimi costi di gestione una disponibilità di
energia elettrica adeguata per quantità e prezzo alle esigenze di un
equilibrato sviluppo economico del Paese.
Le imprese che esercitano le attività indicate nel primo comma del
presente articolo sono trasferite in proprietà dell’Ente nazionale
secondo quanto previsto dal successivo art. 4. Il patrimonio iniziale
dell’Ente nazionale è costituito dei beni trasferiti al medesimo ai
sensi della presente legge.
L’Ente nazionale è autorizzato ad emettere obbligazioni entro i
limiti e secondo le modalità approvate di volta in volta dal Comitato
interministeriale per il credito e per il risparmio.
L’Enel, previa autorizzazione del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, può promuovere, in Italia e all’estero,
la costituzione di società per azioni o assumervi partecipazioni,
qualora esse abbiano per oggetto il compimento di attività
riconducibili ai fini propri dell’ente (4).
Gli atti costitutivi e gli statuti delle società di cui al settimo
comma, nonché le eventuali modifiche degli stessi, dovranno prevedere
l’esercizio, da parte dell’Enel, delle facoltà di cui all’articolo
2458 del codice civile e, da parte del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, della vigilanza di cui al secondo comma
(4).
Il Ministro per l’industria e il commercio comunica annualmente al
Parlamento il bilancio consuntivo dell’Ente nazionale formato secondo
le disposizioni, in quanto applicabili, della L. 4 marzo 1958, n.
191. Il Comitato di Ministri presenta annualmente al Parlamento una
relazione programmatica sull’attività dell’Ente nazionale.
In relazione a quanto disposto nel comma precedente, la Corte dei
conti esercita il controllo sulla gestione dell’Ente nazionale con le
modalità previste negli artt. 4, 7, 8, 9 e 12 della legge 21 marzo
1958, n. 259] (5).

(1) Ora, Ministro del bilancio e della programmazione economica.
(2) Ora, Ministro per le politiche agricole.
(3) Il predetto Comitato è stato soppresso dall’art. 1, d.p.r. 14
giugno 1967, n. 554 e le sue attribuzioni sono state in massima parte
devolute al CIPE.
(4) Comma sostituito dall’articolo unico, l. 18 dicembre 1973, n.
856. Il d.p.r. 9 dicembre 1987, n. 500, ha disposto che, in esito al
referendum indetto con d.p.r. 4 settembre 1987, è abrogato il primo
comma dell’art. un., l. 18 dicembre 1973, n. 856, limitatamente alle
parole: <<b) la realizzazione e l’esercizio di impianti
elettronucleari>>. Da ultimo, l’originario settimo comma è stato così
sostituito dagli attuali commi settimo e ottavo per effetto dell’art.
34, l. 9 gennaio 1991, n. 9.
(5) Le disposizioni contenute nel presente articolo sono da
ritenersi superate a seguito della privatizzazione dell’ENEL avvenuta
in base ai seguenti provvedimenti: artt. 14 e ss., d.l. 11 luglio
1992, n. 333, conv. in l. 8 agosto 1992, n. 359; d.l. 15 gennaio
1993, n. 5, conv. in l. 17 marzo 1993, n. 62; d.l. 23 aprile 1993, n.
118, conv. in l. 23 giugno 1993, n. 202; d.l. 6 maggio 1994, n. 269,
conv. in l. 4 luglio 1994, n. 432; d.l. 31 maggio 1994, n. 332, conv.
in l. 30 luglio 1994, n. 474; d.m. 28 dicembre 1995.

Art. 2.

[Il Governo è delegato ad emanare, entro 180 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, secondo i principi ed i
criteri direttivi in essa stabiliti, con uno o più decreti aventi
valore di legge ordinaria, le norme relative ai poteri del Comitato
di Ministri e del Ministro per l’industria e il commercio di cui al
secondo comma dell’art. 1, le norme relative all’organizzazione
dell’Ente nazionale, alle sue funzioni, ai limiti della sua attività,
a tutto quanto attiene ai trasferimenti e a quanto altro previsto
dalla presente legge] (1).

(1) Le disposizioni contenute nel presente articolo sono da
ritenersi superate a seguito della privatizzazione dell’ENEL avvenuta
in base ai seguenti provvedimenti: artt. 14 e ss., d.l. 11 luglio
1992, n. 333, conv. in l. 8 agosto 1992, n. 359; d.l. 15 gennaio
1993, n. 5, conv. in l. 17 marzo 1993, n. 62; d.l. 23 aprile 1993, n.
118, conv. in l. 23 giugno 1993, n. 202; d.l. 6 maggio 1994, n. 269,
conv. in l. 4 luglio 1994, n. 432; d.l. 31 maggio 1994, n. 332, conv.
in l. 30 luglio 1994, n. 474; d.m. 28 dicembre 1995.

Art. 3.

[Le norme di cui all’art. 2 relative ai poteri del Comitato di
Ministri e del Ministro per l’industria e il commercio di cui al
secondo comma dell’art. 1 e le norme relative all’organizzazione
dell’Ente nazionale e alle sue funzioni dovranno attenersi ai
seguenti principi e criteri direttivi:
1) i poteri del Comitato di Ministri e quelli del Ministro per
l’industria e il commercio dovranno comprendere la determinazione
della politica tariffaria e l’approvazione dei programmi annuali e
pluriennali formulati dall’Ente e dovranno essere specificati anche
al fine di assicurare la piena autonomia dell’Ente medesimo e il
soddisfacimento delle richieste pubbliche e private;
2) gli organi individuali e collegiali di amministrazione
dell’Ente nazionale dovranno essere costituiti di persone scelte
secondo criteri di competenza e di indipendenza, al fine di
assicurarne una composizione esclusivamente tecnica e non
rappresentativa. La composizione dell’organo collegiale dovrà essere
numericamente ristretta al fine di assicurarne l’efficienza operativa
e dovrà essere prevista la preposizione di membri di esso, in
relazione alle singole competenze, ai vari compiti
dell’organizzazione o alla trattazione di affari specifici;
3) la durata in carica degli organi di cui al precedente n. 2)
dovrà essere a tempo determinato;
4) l’organo interno di controllo dell’Ente nazionale dovrà essere
costituito in modo da assicurare all’esercizio delle sue funzioni
assoluta competenza, indipendenza e responsabilità;
5) la carica di membro degli organi di amministrazione e quella
di membro dell’organo interno di controllo saranno incompatibili con
la qualità di dipendente dello Stato, di amministrazione o sindacali
di imprese di diritto privato;
6) l’organizzazione dell’Ente nazionale dovrà essere
funzionalmente articolata e territorialmente decentrata, con
particolare riguardo al settore della distribuzione, al fine di
assicurare la maggiore efficienza dell’Ente nazionale nel rispetto
della sua unitarietà;
7) saranno previste periodiche conferenze per la consultazione di
rappresentanze locali ed economiche ed in particolare delle Regioni,
degli enti locali, delle organizzazioni sindacali e dei corpi
scientifici;
8) saranno previsti i casi e le modalità per lo scioglimento
degli organi di ordinaria amministrazione dell’Ente nazionale e per
la nomina a tempo determinato di un amministratore straordinario;
9) sarà previsto che su proposta del Ministro per l’industria e
il commercio, sentito il Consiglio dei Ministri, con decreto del
Presidente della Repubblica si provvederà, nel rispetto delle norme
di cui al n. 5) del presente articolo, alla nomina di un
amministratore provvisorio che sarà preposto all’amministrazione
dell’Ente nazionale ed avrà tutti i poteri degli organi di ordinaria
amministrazione fino alla costituzione di questi ultimi;
10) le funzioni inerenti alla gestione delle imprese trasferite
ai sensi del quarto comma dell’art. 1 e le altre funzioni dell’Ente
nazionale saranno esercitate con criteri di economicità secondo
quanto previsto dal terzo comma dell’…

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