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Attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono (1)...

Attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono (1).

DM 16/05/1996 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto ministeriale 16 maggio 1996 (in Gazz. Uff., 13 luglio 1996,
n. 163). — Attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento
da ozono (1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia della tutela dell’ambiente dall’inquinamento, ad
eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).

Art. 1.

Finalità e definizioni.

1. Il presente decreto ha lo scopo di instaurare un sistema di
sorveglianza, di scambio di informazioni, di gestione degli stati di
attenzione e di allarme per la popolazione finalizzato al controllo
dell’inquinamento da ozono.
2. Ai fini del presente decreto si intende per:
livello per la protezione della salute: la concentrazione di
ozono, pari al valore indicato all’allegato I, punto 1, che non deve
essere superata ai fini della protezione della salute umana, in caso
di episodi prolungati di inquinamento;
livello per la protezione della vegetazione: la concentrazione di
ozono, pari al valore indicato all’allegato I, punto 2, oltre il
quale la vegetazione può subire danni;
livello per l’informazione alla popolazione (o di attenzione): la
concentrazione di ozono, pari al valore indicato all’allegato I,
punto 3, oltre il quale si possono verificare effetti limitati e
transitori per la salute umana, in caso di esposizione anche di breve
durata di gruppi di soggetti particolarmente sensibili;
livello di allarme: la concentrazione di ozono, pari al valore
indicato all’allegato I, punto 4, oltre il quale esiste un rischio
per la salute umana in caso di esposizione anche di breve durata;
stato di attenzione o di allarme per l’inquinamento fotochimico:
una situazione di inquinamento determinata dalla presenza di
concentrazioni di ozono pari o superiore ai livelli di attenzione e
di allarme;
composti organici volatili (COV): specie chimiche organiche, di
natura sia antropogenica che biogenica che, nelle normali condizioni
ambientali, hanno una tensione di vapore sufficientemente elevata da
consentirne la presenza in fase gassosa;
composti organici volatili precursori dell’inquinamento
fotochimico (COV-Ox): COV caratterizzati da un elevato potenziale di
formazione di ossidanti fotochimici, come definito nell’annesso IV
del protocollo alla Convenzione 1979 sull’inquinamento
transfrontaliero concernente il controllo delle emissioni dei
composti organici volatili e dei loro flussi transfrontalieri,
ratificato con legge n. 146 del 12 aprile 1995, in presenza di ossidi
di azoto e per azione della luce solare.

Art. 2.

Sistema finalizzato al controllo dell’inquinamento da ozono e
soggetti responsabili.

1. Il sistema finalizzato al controllo dell’inquinamento da ozono
di cui all’art. 1 è strutturato sui livelli nazionale, regionale e
provinciale e locale sulla base delle competenze in materia di
inquinamento atmosferico attribuite rispettivamente alle
amministrazioni centrali, alle regioni, alle province e ai comuni,
conformemente a quanto specificato all’art. 7 e all’art. 9 del
decreto ministeriale 20 maggio 1991 sui criteri per la raccolta dei
dati di qualità dell’aria e all’art. 3 del decreto ministeriale del 6
maggio 1992.
2. Le funzioni di raccolta dei dati e l’invio dei dati e delle
sintesi statistiche agli organi nazionali competenti sono svolte dai
livelli regionali, provinciali e locali.
3. La gestione degli stati di attenzione e di allarme e in
particolare la diffusione di informazioni ai cittadini, è a cura
delle autorità competenti ai sensi del decreto ministeriale 15 aprile
1994.
4. Le funzioni di raccolta ed elaborazione delle informazioni a
livello nazionale sono svolte dal Ministero dell’ambiente. La
valutazione igienico-sanitaria dei dati raccolti e le informazioni di
carattere sanitario da diffondere sono di competenza del Ministero
della sanità.
5. Il corretto funzionamento della rete e i programmi per il
controllo di qualità dei dati sono assicurate dagli organi tecnici e
dai laboratori afferenti al Sistema nazionale di controllo e
assicurazione di qualità dei dati di cui al decreto ministeriale del
6 maggio 1992.
6. Il Ministero dell’ambiente trasmette alla Commissione europea le
informazioni richieste dalla direttiva 91/692/CEE nei tempi, con la
frequenza di aggiornamento ed i formati stabiliti dalla Commissione
stessa.
Art. 3.

Reti di misura e indagini.

1. La rete nazionale per il controllo dell’inquinamento da ozono è
costituita nell’ambito delle reti realizzate conformemente al
disposto del decreto ministeriale 20 maggio 1991 e sulla base di
quanto previsto nel presente decreto.
2. Le regioni e le province autonome, nel quadro della struttura
delle reti di stazioni prescritta nell’allegato al decreto
ministeriale 20 maggio 1991 sui criteri per la raccolta dei dati di
qualità dell’aria per le aree urbane e industriali, individuano le
stazioni costituenti la rete di cui al comma 1.
3. Nella rete sono incluse:
le stazioni di misurazione delle concentrazioni di ozono e di
eventuali altri inquinanti di origine fotochimica;
le stazioni che misurano gli inquinanti precursori dell’ozono,
sia con metodi automatici che tramite campionamenti e analisi in
laboratorio;
le stazioni di tipo meteorologico.
4. Nella rete possono essere incluse anche le stazioni appartenenti
a istituti di ricerca, enti di servizio e soggetti privati. Le
amministrazioni regionali e provinciali adottano i provvedimenti
necessari per assicurare il flusso dei dati anche da queste stazioni.
5. Le regioni comunicano al Ministero dell’ambiente e al Ministero
della sanità l’elenco aggiornato delle stazioni individuate, di cui
ai precedenti punti 3 e 4, con le informazioni indicate all’art. 3
del citato decreto ministeriale 20 maggio 1991 nonché la descrizione
della zona in cui operano le stazioni stesse. Il primo elenco delle
stazioni afferenti alla rete nazionale deve essere inviato entro il
31 dicembre 1996.
6. Le regioni trasmettono i risultati di eventuali studi
sperimentali e campagne di misura relativi all’ozono, agli inquinanti
di origine fotochimica e ai COV precursori, attuati conformemente al
comma 3 dell’allegato II. Le regioni e le province autonome tengono
conto, ai fini della redazione dei piani regionali per il risanamento
e la tutela della qualità dell’aria, dei risultati di tali studi e
campagne.
7. Il Ministero dell’ambiente, d’intesa con il Ministero della
sanità e con le regioni e le province interessate, individua le
eventuali modifiche o integrazioni da attuare ai fini della
realizzazione di una rete atta a rappresentare l’andamento e la
distribuzione dell’inquinamento fotochimico sull’intero territorio
nazionale, conformemente ai criteri esposti all’allegato II.

Art. 4.

Metodo di misura.

1. Ai fini del presente decreto, per la misura delle concentrazioni
di ozono il metodo di riferimento è quello riportato nell’allegato
III.
2. Potranno essere utilizzati altri metodi di misura, purché un
laboratorio preposto alla garanzia di qualità dei dati certifichi
l’equivalenza del metodo con quello di riferimento, sulla base dei
criteri stabiliti dal CENIA.
3. Con appositi decreti del Ministero dell’ambiente, di concerto
con il Ministero della sanità, saranno stabiliti i metodi ed i
protocolli di misura degli inquinanti non oggetto di precedente
normativa.

Art. 5.

Stati di attenzione e di allarme – Informazioni alla popolazione.

1. Le autorità individuate nell’art. 9 del decreto ministeriale del
20 maggio 1991 sui criteri per la raccolta dei dati di qualità
dell’aria, devono, ciascuno per le proprie competenze, predisporre un
sistema permanente di monitoraggio, di valutazione dei dati e di
gestione degli stati di attenzione e di allarme per l’inquinamento da
ozono.
2. In caso di raggiungimento di concentrazioni prossime ai livelli
di attenzione o di allarme, l’autorità competente valuta, in base
alla rappresentatività delle stazioni e alla situazione
meteorologica, l’opportunità di costatare lo stato di attenzione e di
allarme. Lo stato di attenzione o di allarme deve essere comunque
dichiarato al raggiungimento dei livelli indicati nell’allegato I,
con le modalità prescritte nel decreto ministeriale del 15 aprile
1994.
3. In caso di constatazione di uno stato di attenzione o di
allarme, l’autorità competente deve informare la popolazione, secondo
i criteri indicati nell’allegato IV, punto 1.
4. L’autorità competente comunica al Ministero dell’ambiente ed al
Ministero della sanità le informazioni sui provvedimenti adottati e
sulle modalità di informazione della popolazione, come previsto dal
successivo art. 6, comma 2.

Art. 6.

Comunicazione dei livelli di inquinamento.

1. Le regioni sono tenute a redigere un rapporto annuale, per i
dati relativi al periodo di riferimento 1° gennaio-31 dicembre,
conformemente all’allegato V, punto 2 e a trasmetterlo al Ministero
dell’ambiente e al Ministero della sanità, entro il 30 aprile di
ciascun anno.
2. Quando i livelli di attenzione o di allarme sono superati nel
corso di un mese di calendario, le regioni assicurano che i
superamenti siano comunicati al Min…

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