Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di prevenzione e r...

Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto.

DLT 17/03/1995 n. 00000114 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 114 (in Gazz. Uff., 20 aprile
1995, n. 92). — Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di
prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’ambiente causato
dall’amianto.

(Omissis).

Art. 1.

Valore limite delle emissioni in atmosfera.

1. La concentrazione di amianto negli scarichi emessi in atmosfera
attraverso i condotti di scarico non deve superare il valore limite
di 0,1 mg/m cubo (milligrammi di amianto per metro cubo di aria
emessa).
2. Le procedure e i metodi di analisi per la misurazione dei valori
dell’inquinamento atmosferico sono definiti nell’allegato A.
3. Limiti diversi, anche in relazione alle operazioni di bonifica,
potranno essere stabiliti ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge
27 marzo 1992, n. 257.
4. Restano ferme, in quanto non derogate dalle disposizioni
contenute nei commi precedenti le disposizioni di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e successive
modifiche e integrazioni.

Art. 2.

Valori limite negli effluenti liquidi.

1. Agli effluenti liquidi provenienti dalle attività industriali e
di bonifica si applica il limite di 30 g di materia totale in
sospensione per m cubo di effluente liquido scaricato. 2. Le
procedure ed i metodi di analisi per la verifica del rispetto del
limite indicato al comma 1 sono definiti nell’allegato B.
3. Limiti diversi, anche in relazione alla natura dei prodotti
contenenti amianto presenti negli scarichi liquidi, possono essere
stabiliti ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 27 marzo 1992,
n. 257.

Art. 3.

Attività di demolizione di manufatti e di rimozione di amianto o di
materiali contenenti amianto.

1. Per l’attività di demolizione di edifici, strutture ed
attrezzature contenenti amianto nonché per la rimozione da essi di
amianto o di materiali contenenti amianto, le quali comportano la
dispersione di fibre o polveri di amianto, restano fermi l’obbligo
della redazione del piano di lavoro e l’osservanza delle disposizioni
contenute nel decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277.

Art. 4.

Raccolta e trasmissione dati.

1. Le autorità competenti trasmettono annualmente al Ministero
dell’ambiente e al Ministero della sanità una relazione sulle
attività svolte per il controllo del rispetto dei limiti di cui
all’art. 1 specificando, per il limite relativo all’inquinamento
atmosferico, il metodo adottato.
2. Il Ministero dell’ambiente predispone una relazione di sintesi
dei dati di cui al comma 1 e la trasmette alla Commissione
dell’Unione europea.

ALLEGATO A

CRITERI DA RISPETTARE NELLA SCELTA DEL METODO DI MISURA PER LE
EMISSIONI NELL’ATMOSFERA

Può essere prescelto un metodo gravimetrico o un metodo di
conteggio delle fibre.

I. Metodo gravimetrico.

1. Il metodo prescelto sarà un metodo gravimetrico in grado di
misurare le quantità globali di polveri emesse dai condotti di
scarico. Si terrà conto della concentrazione di amianto nella
polvere, qualora siano necessarie misurazioni della concentrazione di
amianto nella polvere. L’autorità di controllo deciderà la
periodicità di tali misurazioni, tenendo conto delle caratteristiche
dell’impianto e della sua produzione: inizialmente, tuttavia, si
dovrà procedere alle misurazioni almeno ogni sei mesi. I prelievi
devono essere effettuati prima di qualsiasi diluizione del flusso da
misurare.
2. Il prelievo deve essere effettuato con una precisione di ± 40% e
un’esattezza di ± 20% del valore limite. Il limite di rilevamento
deve essere del 20%. Dovranno essere effettuate almeno due
misurazioni alle medesime condizioni, al fine di verificare il
rispetto del valore limite.
3. Condizioni di funzionamento dell’impianto. Le misurazioni
saranno valide solamente se il prelievo verrà effettuato mentre
l’impianto funziona in condizioni normali.
4. Scelte del punto di prelievo. Il punto di prelievo dovrà essere
situato in modo tale da presentare condizioni di flusso laminare. Nei
limiti del possibile, occorre accuratamente evitare i tipi di flusso
turbolento e tutti gli ostacoli che possano influenzare negativamente
il profilo di flusso.
5. Dispositivi da prevedere per il prelievo. Sui condotti sui quali
verrà effettuato il prelievo verranno praticate le opportune aperture
e verranno installate apposite piattaforme.
6. Misurazioni preliminari da effettuare. Prima di effettuare i
prelievi veri e propri sarà necessario misurare la temperatura, la
pressione dell’aria e la velocità di flusso nel condotto. La
temperatura e la pressione dell’aria saranno misurate sulla linea di
campionamento in condizioni normali di flusso. Qualora le condizioni
siano anomale occorrerà misurare anche la concentrazione di vapore
acqueo, per poter apportare le opportune correzioni ai risultati.
7. Condizioni generali di campionamento. La procedura prevede che
un campione di aria prelevato da un condotto che trasporta le
emissioni di amianto sia convogliato attraverso un filtro e che il
contenuto in amianto della polvere trattenuta dal filtro sia
misurato.
7.1. Sulla linea di campionamento verrà effettuata una prova di
impermeabilità onde escludere che eventuali perdite possano causare
errori di misurazione. Dopo aver accuratamente occluso la testa della
sonda verrà messa in funzione la pompa di prelievo. Il livello di
perdita non dovrà superare l’1% del flusso normale di prelievo.
7.2. Il prelievo avviene in linea di massima in condizioni
isocinetiche.
7.3. La durata del prelievo dipenderà dal tipo di procedimento che
si intende controllare e dalla linea di campionamento impiegata. La
durata di prelievo deve essere sufficiente ad assicurare che sia
raccolto un congruo quantitativo di materiale per la pesatura. Essa
deve essere rappresentativa dell’intero procedimento controllato.
7.4. Qualora il filtro di prelievo non si trovi nelle immediate
vicinanze della testa della sonda, è essenziale recuperare le
sostanze depositatesi sulla sonda di prelievo.
7.5. Le caratteristiche della testa della sonda ed il numero dei
punti di prelievo saranno stabiliti in funzione dei metodi di
prelievo fissati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203, e successive modificazioni e integrazioni.
8. Caratteristiche del filtro di prelievo.
8.1. Per il metodo gravimetrico sono preferibili filtri in fibre di
vetro.
8.2. L’efficacia di filtrazione minima richiesta è del 99% come
precisato con riferimento al testo DOP in cui è utilizzato un aerosol
con particelle aventi diametro di 0,3 mm.
9. Pesatura.
9.1. La pesatura deve essere effettuata con una bilancia
appropriata ad alta precisione.
9.2. Per ottenere la precisione richiesta per la pesatura è
indispensabile effettuare un condizionamento rigoroso dei filtri
prima e dopo il prelievo.
10. Presentazione dei risultati.
Nel presentare i risultati occorrerà fornire, oltre ai dati
relativi alle misurazioni ed ai parametri di temperatura, pressione e
flusso uno schema semplice che illustri la collocazione dei punti di
prelievo, le dimensioni dei condotti, il volume dei campioni raccolti
e il metodo di calcolo utilizzato per determinare i risultati.
Questi ultimi saranno in rapporto alle condizioni normali di
temperatura (273 K) e di pressione (101,3 KPa).

II. Metodo di conteggio delle fibre.

Qualora si ricorra a procedure di conteggio delle fibre, per
verificare il rispetto del valore limite, può essere applicato un
fattore di conversione di 2 fibre/ml per 0,1 mg/m cubo di polvere
d’amianto.
Per fibra si intende un qualsiasi oggetto di lunghezza superiore a
5 micron, di larghezza inferiore a 3 |gmm, con un rapporto
lunghezza/larghezza superiore a 3/1, che possa essere contato con un
microscopio ottico a contrasto di fase usando il metodo di
riferimento definito dalla normativa comunitaria.

Il metodo di conteggio delle fibre dovrà rispondere ai requisiti
seguenti:

1. Il metodo dovrà consentire di misurare la concentrazione di
fibre conteggiabili nei gas emessi. L’autorità di controllo deciderà
la periodicità di tali misurazioni, tenendo conto delle
caratteristiche dell’impianto e della sua produzione: si dovrà
tuttavia procedere alla misurazione almeno ogni sei mesi. I prelievi
devono essere effettuati prima di qualsiasi diluizione del flusso da
misurare.
2. Condizioni di funzionamento dell’impianto. Le misurazioni
saranno valide solamente se il prelievo verrà effettuato mentre
l’impianto funziona in condizioni normali.
3. Scelta del punto di prelievo. Il punto di prelievo dovrà essere
situato in modo tale da presentare condizioni di flusso laminare. Nei
limiti del possibile, occorre accuratamente evitare i tipi di flusso
turbolento e tutti gli ostacoli che possono influenzare negativamente
il profilo di flusso.
4. Dispositivi da prevedere per il prelievo. Sui condotti sui quali
verrà effettuato il prelievo verranno praticate le opportune aperture
e verranno installate apposite piattaforme.
5. Misurazioni preliminari da effettuare. Prima di effettuare i
prelievi veri e propri sarà necessario misurare la temperatura, la
pressione dell’aria e la velocità di flusso nel condotto. La
temperatura e la pressione dell’aria saranno misurate sulla linea di
campionamento in …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info