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Attuazione della direttiva CEE n. 82/501, relativa ai rischi di in...

Attuazione della direttiva CEE n. 82/501, relativa ai rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali, ai sensi della legge 16 aprile 1987, n. 183.

DPR 17/05/1988 n. 00000175 VIGENTE

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175 (in
Gazz. Uff., 1 giugno 1988, n. 127). — Attuazione della direttiva CEE
n. 82/501, relativa ai rischi di incidenti rilevanti connessi con
determinate attività industriali, ai sensi della legge 16 aprile
1987, n. 183.

(Omissis).

TITOLO I
ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA CEE N. 82/581 DEL 24 GIUGNO 1982 RELATIVA
AI RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI CONNESSI CON DETERMINATE ATTIVITA’
INDUSTRIALI

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Le disposizioni del presente decreto concernono la prevenzione
di incidenti rilevanti che potrebbero essere causati da determinate
attività industriali e la limitazione delle loro conseguenze per
l’uomo e per l’ambiente.
2. Ai sensi delle disposizioni di cui al comma 1 si intende per:
a) attività industriali:
1) qualsiasi operazione effettuata in impianti industriali di
cui all’allegato I, che comporti o possa comportare l’uso di una o
più sostanze pericolose e che possa presentare rischi di incidenti
rilevanti, nonché il trasporto effettuato all’interno dello
stabilimento per ragioni interne ed il deposito connesso a tali
operazioni all’interno del medesimo;
2) qualsiasi altro deposito effettuato nelle condizioni
specificate nell’allegato II;
b) fabbricante:
1) chiunque sia responsabile di una attività industriale;
c) incidente rilevante:
1) un avvenimento quale un’emissione, un incendio o
un’esplosione di rilievo connessi ad uno sviluppo incontrollato di
una attività industriale che dia luogo a un pericolo grave, immediato
o differito, per l’uomo, all’interno o all’esterno dello
stabilimento, e per l’ambiente e che comporti l’uso di una o più
sostanze pericolose;
d) sostanze pericolose:
1) per l’applicazione dell’articolo 6, le sostanze generalmente
considerate rispondenti ai criteri stabiliti nell’allegato IV, nonché
le sostanze comprese nell’elenco dell’allegato II, nelle quantità
menzionate nella prima colonna;
2) per l’applicazione dell’articolo 4, le sostanze comprese
nell’elenco dell’allegato III e dell’allegato II, nelle quantità
menzionate nella seconda colonna.

Art. 2.

Attività escluse.

1. Sono escluse dall’applicazione del presente decreto:
a) le installazioni militari e quelle delle forze di polizia;
b) le fabbricazioni e il deposito separato di esplosivi, polveri
e munizioni;
c) le attività estrattive e altre attività minerarie;
d) gli impianti nucleari e gli impianti di trattamento di
sostanze e materiali radioattivi.

Art. 3.

Obblighi dei fabbricanti.

1. Per le attività industriali definite dall’articolo 1 il
fabbricante è tenuto a prendere tutte le misure atte a prevenire gli
incidenti rilevanti e a limitarne le conseguenze per l’uomo e per
l’ambiente, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto e
delle normative vigenti in materia di sicurezza ed igiene del lavoro
e di tutela della popolazione e dell’ambiente.
2. Il fabbricante è tenuto a dimostrare, ad ogni richiesta
dell’autorità competente, di avere provveduto all’individuazione dei
rischi di incidenti rilevanti, all’adozione delle appropriate misure
di sicurezza e all’informazione, all’addestramento e
all’equipaggiamento, ai fini di sicurezza, del dipendente e di coloro
che accedono all’azienda per motivi di lavoro.
3. L’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 4, 6 e 9 non
solleva il fabbricante dalle responsabilità derivanti dai principi
generali dell’ordinamento.

Art. 4.

Obbligo di notifica.

1. Fermo il disposto dell’articolo 3, il fabbricante è tenuto a far
pervenire una notifica ai Ministri dell’ambiente e della sanità:
a) qualora eserciti un’attività industriale che comporti o possa
comportare l’uso di una o più sostanze pericolose riportata
nell’allegato III, nelle quantità ivi indicate, come:
1) sostanze immagazzinate o utilizzate in relazione con
l’attività industriale interessata;
2) prodotti della fabbricazione;
3) sottoprodotti;
4) residui;
5) prodotti di reazioni accidentali;
b) o, qualora siano immagazzinate una o più sostanze pericolose
riportate nell’allegato II, nelle quantità ivi indicate nella seconda
colonna.
2. Il fabbricante è ugualmente tenuto a far pervenire la notifica
qualora le quantità delle sostanze pericolose, di cui alle lettere a)
e b) del comma 1, siano complessivamente raggiunte o superate in più
stabilimenti distanti tra loro meno di 500 metri, di proprietà del
medesimo fabbricante.
3. Copia della notifica deve essere inviata alla regione o
provincia autonoma territorialmente competente.
4. Della avvenuta notifica, a norma del comma 1, è data notizia al
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
5. Nel caso di aree ad elevata concentrazione di attività
industriali, individuate ai sensi dell’articolo 12, comma 3, lettera
d), la regione prescrive ai fabbricanti di stabilimenti distanti tra
loro meno di 500 metri, l’obbligo di notifica ove la quantità delle
sostanze pericolose, di cui alle lettere a) e b) del comma 1, siano
complessivamente raggiunte o superate.

Art. 5.

Contenuto della notifica.

1. Alla notifica di cui all’articolo 4 deve essere allegato un
rapporto di sicurezza contenente i seguenti elementi:
a) informazioni relative alle sostanze riportate rispettivamente
nell’allegato II e nell’allegato III concernenti:
1) i dati e le informazioni elencati nell’allegato V;
2) la fase dell’attività in cui esse intervengano o possono
intervenire;
3) la quantità (ordine di grandezza);
4) il comportamento chimico e/o fisico nelle condizioni normali
di utilizzazione durante il procedimento;
5) le forme in cui possono presentarsi o trasformarsi in caso
di anomalie prevedibili;
6) le altre sostanze pericolose la cui presenza, anche
eventuale, può influire sul rischio potenziale dell’attività
industriale in questione;
b) informazioni relative agli impianti concernenti:
1) la loro ubicazione, le relative caratteristiche
idrogeologiche e sismiche, le condizioni meteorologiche dominanti,
nonché le fonti di pericolo imputabili alla situazione del luogo;
2) il numero massimo degli addetti e segnatamente di quelli
esposti al rischio;
3) la descrizione generale dei processi tecnologici;
4) la descrizione delle parti dell’impianto rilevanti dal punto
di vista della sicurezza, delle cause di pericolo, delle condizioni
che rendono possibile il verificarsi di un incidente rilevante e
delle misure di prevenzione adottate o previste;
5) le misure prese per assicurare che siano disponibili in ogni
momento i mezzi tecnici necessari per garantire il funzionamento
degli impianti in condizioni di sicurezza e per far fronte a
qualsiasi inconveniente;
6) le cautele operative da usare in caso di incidenti
rilevanti;
c) informazioni relative ad eventuali situazioni di incidente
rilevante concernenti:
1) i piani di emergenza, compresa l’attrezzatura di sicurezza,
i sistemi di allarme e i mezzi di intervento previsti all’interno
dello stabilimento in casi di incidente rilevante;
2) qualsiasi informazione necessaria alle autorità competenti
per consentire l’elaborazione dei piani di emergenza all’esterno
dello stabilimento;
3) il nome della persona o delle persone responsabili per la
sicurezza e per l’attuazione dei piani di emergenza interni, nonché
per la comunicazione immediata al prefetto ed all’autorità
competente;
d) indicazione del fabbricante sul se e su quali misure
assicurative e di garanzia per i rischi di danni a persona, a cose e
all’ambiente abbia adottato in relazione all’attività esercitata.

Art. 6.

Dichiarazione.

1. Fermo il disposto dell’articolo 3 dell’articolo 12, comma 3,
lettera e), il fabbricante è tenuto a far pervenire alla regione o
provincia autonoma territorialmente competente e al prefetto una
dichiarazione:
a) qualora eserciti una attività industriale che comporti o possa
comportare l’uso di una o più sostanze pericolose riportate
nell’allegato IV, come:
1) sostanze immagazzinate o utilizzate in relazione con
l’attività industriale interessata;
2) prodotti della fabbricazione;
3) sottoprodotti;
4) residui;
5) prodotti di reazioni accidentali;
b) o qualora siano immagazzinate una o più sostanze pericolose
riportate nell’allegato II, nelle quantità ivi indicate nella prima
colonna.
2. Nella dichiarazione il fabbricante deve precisare che si è
provveduto, indicando le modalità:
a) all’individuazione dei rischi di incidenti rilevanti;
b) all’adozione di misure di sicurezza appropriate;
c) all’informazione, all’addestramento e all’attrezzatura, ai
fini della sicurezza delle persone che lavorano in situ.
3. Il fabbricante indica altresì se e quali misure assicurative e
di garanzia per i rischi di danni a persone, a cose e all’ambiente
abbia adottate in relazione all’attività esercitata.

Art. 7.

Attività industriali esistenti.

1. Il presente decreto si applica sia alle nuove …

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