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Riordino in materia di concessione di acque pubbliche....

Riordino in materia di concessione di acque pubbliche.

DLT 12/07/1993 n. 00000275 VIGENTE

ACQUE PUBBLICHE
Decreto legislativo 12 luglio 1993, n. 275 (in Gazz. Uff., 5 agosto
1993, n. 182). — Riordino in materia di concessione di acque
pubbliche.

(Omissis).

Art. 1.

Grandi e piccole derivazioni.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 6, r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775.

Art. 2.

Informazioni sulle acque pubbliche e sulle utilizzazioni.

1. (Omissis) (1).

(1) Aggiunge l’art. 5-bis al r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775.

Art. 3.

Pareri istruttori.

1. (Omissis) (1).

(1) Aggiunge un comma, dopo il primo, all’art. 7, r.d. 11 dicembre
1933, n. 1775.

Art. 4.

Criteri per la comparazione di domande concorrenti.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce il comma 1 dell’art. 9, r.d. 11 dicembre 1933, n.
1775.

Art. 5.

Criteri nel rilascio di concessioni di derivazioni d’acqua.

1. (Omissis) (1).

(1) Aggiunge l’art. 12-bis al r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775.

Art. 6.

Durata delle concessioni.

1. (Omissis) (1).

(1) Modifica il comma 1 dell’art. 21, r.d. 11 dicembre 1933, n.
1775.

Art. 7.

Rinnovo di concessioni ad uso irriguo.

1. (Omissis) (1).

(1) Aggiunge il comma 1-bis all’art. 28, r.d. 11 dicembre 1933, n.
1775.

Art. 8.

Monitoraggio delle acque pubbliche.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce il comma 3 dell’art. 42, r.d. 11 dicembre 1933, n.
1775.

Art. 9.

Licenze di attingimento.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).
3. (Omissis) (3).

(1) Modifica il punto 3 del comma 1 dell’art. 56, r.d. 11 dicembre
1933, n. 1775.
(2) Modifica il comma 3 dell’art. 56, r.d. 11 dicembre 1933, n.
1775.
(3) Aggiunge il comma 3-bis all’art. 56, r.d. 11 dicembre 1933, n.
1775.

Art. 10.

Pozzi.

1. Tutti i pozzi esistenti, a qualunque uso adibiti, ancorché non
utilizzati, sono denunciati dai proprietari, possessori o
utilizzatori alla regione o provincia autonoma nonché alla provincia
competente per territorio, entro il 30 giugno 1995 (1). A seguito
della denuncia, l’ufficio competente procede agli adempimenti di cui
all’art. 103 del testo unico approvato con regio decreto 11 dicembre
1933, n. 1775. La omessa denuncia dei pozzi diversi da quelli
previsti dall’art. 93 del citato testo unico nel termine di cui sopra
è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire duecentomila a lire unmilioneduecentomila; il pozzo può essere
sottoposto a sequestro ed è comunque soggetto a chiusura a spese del
trasgressore allorché divenga definitivo il provvedimento che applica
la sanzione. Valgono le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n.
689.
2. (Omissis) (2).

(1) Termine prorogato dall’art. 14, d.l. 8 agosto 1994, n. 507,
conv. in l. 20 ottobre 1994, n. 584. Ai sensi dell’art. 28, l. 30
aprile 1999, n. 136, il presente termine è da intendersi riaperto e
fissato in otto mesi dalla data di entrata in vigore della citata l.
136/1999 (19 febbraio 2000).
(2) Modifica l’art. 106, r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775.

Art. 11.

Monitoraggio delle acque di fognatura.

1. La provincia provvede ad effettuare, avvalendosi dell’ente
gestore degli impianti, il monitoraggio delle acque di fognatura,
previa individuazione di sezioni significative di controllo in cui
sono installate idonee strumentazioni per la misura della quantità
delle acque e dei relativi parametri qualitativi. I risultati delle
misurazioni sono trasmessi alle regioni con frequenza trimestrale.

Art. 12.

Determinazione degli importi dei canoni demaniali per concessioni di
derivazioni d’acque pubbliche.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 32, l. 5 gennaio 1994, n. 36.

Art. 13.

Determinazione degli importi dei canoni demaniali per concessioni per
estrazioni di materiali dall’alveo.

1. Gli importi dei canoni demaniali relativi alle concessioni di
estrazione di materiali dall’alveo dei corsi d’acqua pubblici sono
determinati con decreto del Ministro delle finanze, emanato di
concerto con i Ministri dei lavori pubblici, dell’ambiente,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e dell’agricoltura e
delle foreste. Tali canoni, già fissati nella misura minima dall’art.
11 del decreto-legge 2 ottobre 1981, n. 546, convertito nella legge
1° dicembre 1981, n. 692, e successive modifiche, a decorrere dal 1°
gennaio 1994, sono determinati, tenuto conto dell’andamento dei
prezzi sul libero mercato, in misura non inferiore a:
a) lire 5.700 a metro cubo per ghiaia o sabbia pronta;
b) lire 5.200 a metro cubo per misto granulometrico di sabbia e
ghiaia da vagliare o lavorare al frantoio;
c) lire 5.000 a metro cubo per misto di sabbia e limo argilloso.
2. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici, emanato di
concerto con i Ministri delle finanze e dell’ambiente, ai sensi
dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
stabiliti criteri e modalità per la verifica delle quantità e delle
qualità estratte, anche mediante la previsione dell’obbligo di
apposita documentazione dei materiali trasportati. I prelievi di
materiali dall’alveo di corsi d’acqua effettuati per quantitativi e
tipologie diversi da quelli concessi danno luogo ad azione di
risarcimento per danno ambientale a favore dello Stato; gli stessi
prelievi sono altresì puniti con una sanzione amministrativa di
valore pari a cinque volte il canone di concessione da applicarsi ai
volumi estratti in difformità dalla concessione e comunque non
inferiore a lire tre milioni. é fatta salva l’irrogazione delle
sanzioni penali applicabili ai sensi delle vigenti disposizioni.

Art. 14.

Determinazione degli importi dei canoni demaniali per concessioni di
spiagge lacuali, superfici e pertinenze di laghi.

1. La determinazione dell’importo dei canoni demaniali per le
concessioni di spiagge lacuali, superfici e pertinenze di laghi è
effettuata sulla base dei seguenti criteri elencati secondo l’ordine
di importanza:
a) estensione dell’area concessa;
b) uso per il quale è accordata la concessione;
c) valore, anche paesaggistico ed ambientale, dell’area oggetto
della concessione e della zona interessata;
d) vantaggi conseguiti dal concessionario;
e) entità della servitù e delle limitazioni all’uso pubblico che
ne derivano;
f) importanza e caratteri della concessione.
2. Gli importi dei canoni sono determinati con il decreto
interministeriale di cui all’art. 13, che dovrà prevedere, a
decorrere dal 1° gennaio 1994, una maggiorazione pari al 30 per cento
sia di quelli applicati alle concessioni in atto alla predetta data,
rideterminati in base ai criteri di cui al primo comma, sia di quelle
assentite successivamente. La maggiorazione di cui al presente comma
si applica anche agli importi minimi annui.

Art. 15.

Regioni a statuto speciale e province autonome.

1. Le disposizioni di cui al presente decreto legislativo si
applicano anche alle regioni a statuto speciale e alle province
autonome nel rispetto dei limiti consentiti dagli statuti speciali e
dalle relative norme di attuazione.

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