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Biodegradabilità dei detergenti sintetici (1) (2) (3)....

Biodegradabilità dei detergenti sintetici (1) (2) (3).

L 26/04/1983 n. 00000136 VIGENTE
INQUINAMENTO
Legge 26 aprile 1983, n. 136 (in Gazz. Uff., 3 maggio 1983, n. 119).
— Biodegradabilità dei detergenti sintetici (1) (2) (3).

(1) Vedi, ora, il regolamento di esecuzione approvato con d.p.r. 5
aprile 1989, n. 250.
(2) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(3) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

Art. 1.

Per detersivo o detergente sintetico si intende, ai sensi della
presente legge, qualsiasi prodotto la cui composizione sia stata
appositamente studiata per concorrere allo sviluppo del processo
detergente e che contenga elementi essenziali, tensioattivi
sintetici, ed eventuali elementi secondari quali coadiuvanti,
rinforzanti, cariche, additivi ed altri elementi accessori.

Art. 2.

é vietata la produzione, la detenzione, l’immissione in commercio,
l’introduzione nel territorio dello Stato e l’uso da parte degli
stabilimenti industriali o degli esercizi pubblici di detersivi
quando la biodegradabilità media dei tensioattivi sintetici in essi
contenuti sia inferiore al 90 per cento per le categorie cationici e
anfolitici, e allo 80 per cento per le categorie non ionici e
anionici calcolati secondo i metodi riconosciuti dalle Comunità
europee (1).
é in ogni caso vietata nella fabbricazione dei detersivi
l’utilizzazione di tensioattivi sintetici o di altre sostanze che
nelle normali condizioni di impiego possono arrecare danno alla
salute dell’uomo, degli animali e delle piante e più in generale
all’equilibrio dell’ambiente.
I contravventori alle disposizioni dei commi precedenti sono
puniti, ove il fatto non costituisca più grave reato, con l’arresto
fino a sei mesi e con l’ammenda da L. 2.000.000 a Lire 20.000.000.

(1) Comma così sostituito dall’art. 1, d.lg. 27 gennaio 1992, n.
98.

Art. 3.

Al fine di formulare proposte relative alle misure da adottare per
limitare il fenomeno dell’eutrofizzazione, anche in relazione a
modalità e tempi per ulteriori riduzioni del tenore di fosforo dei
detersivi, nonché per valutare i risultati dell’applicazione del
decreto-legge 30 dicembre 1981, n. 801, convertito, con
modificazioni, nella legge 5 marzo 1982, n. 62, è nominata, con
decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e con il Ministro
dei lavori pubblici, una commissione tecnico-scientifica, presieduta
dal direttore generale dell’igiene pubblica del Ministero della
sanità e così composta:
da un rappresentante del Ministero dell’industria, del commercio
e dell’artigianato;
da un rappresentante del Ministero dei lavori pubblici;
da un rappresentante del Consiglio nazionale delle ricerche;
da un rappresentante dell’Istituto superiore di sanità;
da un rappresentante della stazione sperimentale per le industrie
degli olii e dei grassi;
da cinque esperti designati dalle regioni;
da tre esperti designati dai settori industriali interessati;
da tre esperti designati dalle organizzazioni sindacali del
settore maggiormente rappresentative a livello nazionale.
Esercita le funzioni di segretario un funzionario del Ministero
della sanità.
Con decreto del Ministro della sanità sono indicati i sostituenti
dei composti di fosforo impiegabili.

Art. 4.

Il Ministro della sanità, di concerto con i Ministri dei lavori
pubblici, per le politiche agricole, dell’ambiente, dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, dell’interno e dell’università e
della ricerca scientifica e tecnologica, stabilisce, con decreto da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, i metodi, con le relative
tolleranze, per il controllo della rispondenza dei detersivi alle
prescrizioni in materia di biodegradabilità dei tensioattivi,
provvedendo nelle stesse forme agli eventuali aggiornamenti (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 6, l. 29 dicembre 1990, n.
428.

Art. 5.

Ferme restando le funzioni attribuite al sindaco, come autorità
sanitaria locale, dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833, e dal
decreto-legge 30 dicembre 1981, n. 801, convertito con modificazioni,
nella legge 5 marzo 1982, n. 62, lo esercizio di stabilimenti di
produzione, preparazione e confezionamento di detersivi è subordinato
ad apposita autorizzazione sanitaria rilasciata, su domanda degli
interessati, dal sindaco dopo aver accertato l’adozione di idonee
cautele per la salvaguardia dell’ambiente.
Il sindaco dà notizia all’autorità regionale ed al Ministro della
sanità del provvedimento di autorizzazione.
I contravventori alla disposizione del primo comma del presente
articolo sono puniti con una sanzione amministrativa da L. 3.000.000
a L. 30.000.000 da irrogare nelle forme e con il procedimento di cui
alla legge 24 novembre 1981, n. 689. Le domande presentate
anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, ai
sensi dell’articolo 9 del regolamento approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 12 gennaio 1974, n. 238, sono valide a
tutti gli effetti e vengono trasmesse al sindaco per il seguito
dell’istruttoria.
Il Ministro della sanità può procedere in qualunque momento, a
mezzo di propri tecnici, ad ispezioni e prelievi di campioni di
detersivi.

Art. 6.

Il sindaco, qualora accerti l’esistenza di prodotti non rispondenti
ai requisiti indicati dalla legge 30 aprile 1962, n. 283, e
successive modificazioni, dal decreto-legge 30 dicembre 1981, n. 801,
convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 1982, n.
62 e dalla presente legge, ordina il sequestro e provvede alla
destinazione dei prodotti stessi su direttive del Ministro della
sanità.

Art. 7.

I detersivi confezionati debbono riportare sulle confezioni o su
etichette appostevi, le seguenti indicazioni in lingua italiana, a
caratteri leggibili, visibili ed indelebili:
a) la denominazione del prodotto;
b) il nome o la ragione sociale e la sede o il marchio depositato
del responsabile dell’immissione in commercio;
c) il grado di biodegradabilità e, nei detersivi per il bucato,
il tenore dei composti di fosforo, espresso in P;
d) indicazioni e istruzioni sull’impiego.
I detersivi venduti sfusi debbono essere contenuti in recipienti
con le stesse indicazioni di cui al comma precedente.
Le stesse indicazioni debbono altresì, figurare sui documenti di
accompagnamento degli stessi qualora trasportati alla rinfusa.
I contravventori sono puniti con una sanzione amministrativa da L.
500.000 a L. 5.000.000 da irrogare nelle norme e con il procedimento
di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.

Art. 8.

Entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge sarà
emanato, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
Ministro della sanità, di concerto con i Ministri dell’interno, dei
lavori pubblici, per le politiche agricole, dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e col Ministro dell’università e della
ricerca scientifica e tecnologica, sentito il Consiglio superiore di
sanità, il regolamento di esecuzione.
Il regolamento di cui al precedente comma ed i decreti di cui
all’articolo 4 prevederanno i termini di attuazione delle norme da
essi recate, tenendo conto dei tempi tecnici necessari.

Art. 9.

é concesso alla produzione un termine di mesi nove dalla data di
entrata in vigore della presente legge per lo smaltimento degli
imballaggi dei prodotti di cui all’articolo 1 recanti le iscrizioni e
le dichiarazioni previste dall’articolo 4 della legge 3 marzo 1971,
n. 125, e dall’articolo 5 del regolamento approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 12 gennaio 1974, n. 238.
Alla distribuzione è concesso un termine di sei mesi successivo a
quello indicato al primo comma per smaltire i prodotti non conformi
alle prescrizioni contenute negli articoli 2 e 7 della presente
legge.
(Omissis) (1).
(Omissis) (2).
Salvo quanto previsto dal precedente terzo comma, i contravventori
alle disposizioni di cui al primo, secondo e quarto comma
dell’articolo 2-bis del decreto-legge 30 dicembre 1981, n. 801,
convertito, con modificazioni, nella legge 5 marzo 1982, n. 62, sono
puniti, ove il fatto non costituisca più grave reato, con l’ammenda
da L. 2.000.000 a L. 20.000.000.

(1) Aggiunge un comma dopo il secondo all’art. 2-bis, d.l. 30
dicembre 1981, n. 801, conv. in l. 5 marzo 1982, n. 62.
(2) Aggiunge un comma dopo il terzo all’art. 2-bis, d.l. 30
dicembre 1981, n. 801, conv. in l. 5 marzo 1982, n. 62.

Art. 10.

(Omissis) (1).

(1) Abroga la l. 3 marzo 1971, n. 125….

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