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Provvedimenti urgenti per la lotta all'eutrofizzazione delle ...

Provvedimenti urgenti per la lotta all'eutrofizzazione delle acque costiere del Mare Adriatico e per l'eliminazione degli effetti (1).

DL 13/06/1989 n. 00000227 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto-legge 13 giugno 1989, n. 227 (in Gazz. Uff., 15 giugno 1989,
n. 138), conv. in l. 4 agosto 1989, n. 283 (in Gazz. Uff., 9 agosto
1989, n. 185). — Provvedimenti urgenti per la lotta
all’eutrofizzazione delle acque costiere del Mare Adriatico e per
l’eliminazione degli effetti (1).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni. In particolare in luogo di Ministero della marina mercantile
leggasi Ministero dell’ambiente ex art. 1, l. 24 dicembre 1993, n.
537.

(Omissis).

Art. 1.

Piani regionali di intervento.

1. Al fine di contenere gli effetti dei fenomeni di eutrofizzazione
del Mare Adriatico, le regioni interessate, entro quindici giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, presentano al
Ministero dell’ambiente appositi piani di intervento, che individuano
in particolare i siti e le modalità di smaltimento del materiale
organico riversato sugli arenili ed i luoghi di eventuale stoccaggio
delle macroalghe, in modo da evitare qualsiasi effetto negativo
sull’ambiente, nonché la localizzazione degli impianti di depurazione
di cui all’articolo 2, sui quali è possibile intervenire per
l’abbattimento delle sostanze inquinanti.
2. Il Ministro dell’ambiente, sentito il Comitato per la difesa del
Mare Adriatico di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 16 maggio 1989, approva i piani presentati e ripartisce
i finanziamenti fra le regioni interessate tenendo conto della
lunghezza della costa, della gravità dei fenomeni eutrofici segnalati
dai piani di cui al comma 1 e della quota destinata agli interventi
nelle aree costiere del Mezzogiorno.

Art. 1-bis.

Raccolta e smaltimento del materiale organico e delle alghe.

1. Per la concessione di contributi per la raccolta e smaltimento
del materiale organico, è autorizzata la spesa di lire 17 miliardi
per l’anno 1989, di cui non meno di lire 4 miliardi da destinare ad
interventi nelle aree costiere del Mezzogiorno. Detta somma è
ripartita fra le regioni interessate secondo le modalità previste
nell’articolo 1.
2. Le regioni, nei limiti del finanziamento loro assegnato,
concedono ai comuni costieri interessati od ai loro consorzi
contributi non superiori al 90 per cento della spesa prevista per
l’esecuzione degli interventi di raccolta e smaltimento del materiale
organico riversato sugli arenili. Detti interventi devono essere
eseguiti direttamente dai comuni o dai loro consorzi ovvero mediante
affidamento in concessione, con le modalità previste dalla normativa
per i rifiuti solidi urbani, evitando comunque effetti negativi
sull’ambiente legati alla putrescibilità del materiale raccolto.
3. I comuni, entro il 30 ottobre 1989, trasmettono alle regioni il
consuntivo delle spese effettuate; le somme non utilizzate saranno
restituite al Ministero dell’ambiente e destinate alla realizzazione
degli interventi previsti nell’articolo 2.
4. Il Ministero dell’ambiente, sentito il Comitato per la difesa
del Mare Adriatico di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 16 maggio 1989, predispone un piano di interventi
urgenti, da realizzare anche mediante affidamento in concessione,
diretti ad assicurare la raccolta ed il trasferimento a smaltimento
delle macroalghe prodotte nelle zone marine confinate e nelle acque
comprese nei beni demaniali, di cui all’articolo 28 del codice della
navigazione, del Mare Adriatico. Per detti interventi è autorizzata
la spesa di lire 6 miliardi per l’anno 1989, di cui non meno di lire
1 miliardo da destinare ad interventi nelle aree costiere del
Mezzogiorno.
5. Per assicurare la continuità dei servizi e il completamento
delle forniture avviate ai sensi della legge 31 dicembre 1982, n.
979, viene autorizzata la spesa di lire 13,5 miliardi nello stato di
previsione del Ministero della marina mercantile per l’anno 1989.

Art. 2.

Adeguamento degli impianti di depurazione costieri.

1. Le regioni nei piani di cui all’articolo 1 propongono al
Ministero dell’ambiente gli interventi urgenti finalizzati
all’adeguamento degli impianti di depurazione delle acque reflue
urbane, che trattano un carico pari ad almeno 20.000 abitanti
equivalenti, ubicati entro una fascia costiera del Mare Adriatico di
larghezza pari a 10 km a partire dalla linea di costa, al fine di
assicurare l’abbattimento del fosforo nella misura di almeno l’80 per
cento del carico totale trattato e con un limite massimo di 1,5
milligrammi per litro di acqua reflua.
2. Per il finanziamento degli interventi di cui al comma 1 da parte
del Ministero dell’ambiente, e autorizzata la spesa di lire 16,5
miliardi per l’anno 1989, di cui non meno lire 3,5 miliardi da
destinare ad interventi nelle aree costiere del Mezzogiorno. Detta
somma è ripartita fra le regioni interessate secondo le modalità
previste dall’articolo 1 e da queste suddivisa fra i comuni o gli
enti gestori degli impianti di depurazione per l’esecuzione degli
interventi.
2-bis. Le regioni, entro sei mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, trasmettono al Ministero dell’ambiente una
relazione dettagliata sugli interventi effettuati e sull’utilizzo dei
finanziamenti assegnati.

Art. 2-bis.

Riduzione del carico di nutrienti sversati a mare.

1. I comitati istituzionali di bacino di rilievo nazionale dei
fiumi che sfociano nel Mare Adriatico, indicati nell’articolo 14
della legge 18 maggio 1989, n. 183, approvano e trasmettono al
Ministero dell’ambiente con riferimento all’articolo 31 della
suddetta legge, uno schema programmatico riguardante gli interventi
più urgenti, articolato per criteri e progetti, al fine di fermare il
progressivo degrado della qualità delle acque del Mare Adriatico e
perseguire la riduzione del carico dei nutrienti sversati a mare e
degli altri fattori inquinanti mediante:
a) la depurazione degli effluenti urbani ed industriali in
attuazione di quanto disposto dalla legge 10 maggio 1976, n. 319, e
successive modificazioni ed integrazioni;
b) la depurazione degli effluenti degli allevamenti zootecnici e
il perseguimento della compatibilità ambientale attraverso il
riequilibrio del rapporto tra capi di bestiame e territorio;
c) la riduzione del carico inquinante immesso nei bacini
attraverso:
1) incentivi alla trasformazione dei cicli produttivi
industriali;
2) incentivi per la razionalizzazione e riduzione dell’impiego
di pesticidi e fertilizzanti di sintesi in agricoltura.
2. Per gli interventi urgenti di cui al comma 1, da realizzare nei
bacini di rilievo interregionale e regionale delle regioni
interessate al fenomeno dell’eutrofizzazione del Mare Adriatico
compete alle regioni stesse approvare e trasmettere le proposte con
le procedure ed i criteri sopra definiti.
3. Su proposta del Ministro dell’ambiente, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del
Consiglio medesimo, sentiti i Comitati istituzionali di bacino
interessati ed il Comitato per la difesa del Mare Adriatico di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 maggio 1989,
sono ripartiti per bacini gli stanziamenti di cui al comma 4.
4. Per le finalità del comma 1, è autorizzata la spesa di lire 284
miliardi per l’anno 1989, di lire 528 miliardi per il 1990 e di lire
464 miliardi per il 1991, con la riserva, per il medesimo triennio,
di due terzi di tali somme per il bacino del Po. Al relativo onere si
provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1989-1991, al capitolo 9001
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1989,
all’uopo parzialmente utilizzando lo specifico accantonamento
<<Programma di salvaguardia ambientale ivi compreso il risanamento
del Mare Adriatico. Norme generali sui parchi nazionali e le altre
riserve naturali. Progetti per i bacini idrografici interregionali e
per il bacino dell’Arno>>.
5. In deroga alla procedura di cui al comma 1, gli stanziamenti per
l’esercizio 1989 sono utilizzati mediante ordinanza del Ministro
dell’ambiente, sentite le regioni interessate e il Comitato per la
difesa del Mare Adriatico, di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 16 maggio 1989, ai sensi del decreto-legge
12 novembre 1982, n. 829, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 dicembre 1982, n. 938, per il finanziamento, anche parziale, di
progetti presentati dalle regioni interessate aventi ad oggetto
interventi immediatamente eseguibili nelle materie di cui al comma 1,
nonché entro il limite massimo di 50 miliardi per l’esercizio 1989,
per le operazioni di risanamento e contenimento a mare effettuate a
partire dal 13 giugno 1989.

Art. 3.

Monitoraggio del fenomeno dell’eutrofizzazione del Mare Adriatico.

1. Il Ministero dell’ambiente cura la raccolta e l’elaborazione dei
dati sulla situazione del fenomeno dell’eutrofizzazione del Mare
Adriatico trasmessi dagli enti locali e dalle altre amministrazioni o
istituzioni competenti, sulla base degli indirizzi approvati con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanarsi entro
quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decret…

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