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Attuazione della delega di cui all'art. 1 della l. 22 luglio 1975, n. ...

Attuazione della delega di cui all'art. 1 della l. 22 luglio 1975, n. 382 (1) (2) (3) (4).

DPR 24/07/1977 n. 00000616 VIGENTE

REGIONI
ENTI
LOCALI
Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616 (in
Gazz. Uff., 29 agosto 1977, n. 234, s.o.). — Attuazione della
delega
di cui all’art. 1 della l. 22 luglio 1975, n. 382 (1) (2) (3)
(4).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e
di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione
economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio
e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n.
94 e art.
2, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(2) Il d.lg. 11
febbraio 1998, n. 32, in attuazione delle
disposizioni di cui
all’art. 4, comma 4, lettera c) della legge 15
marzo 1997, n.
59, ha stabilito che l’autorizzazione per
l’installazione e per
l’esercizio di nuovi impianti a uso privato per
la distribuzione di
carburanti a uso esclusivo di imprese produttive
e di servizi, è
rilasciata dal comune alle medesime condizioni e nel
rispetto della
medesima disciplina applicabile per gli impianti di
distribuzione.
Gli impianti regolarmente in esercizio devono essere
conformati entro
il 31 dicembre 1998.
(3) In attuazione della delega conferita
dall’articolo 1, l. 15
marzo 1997, n. 59, con d.lg. 31 marzo
1998, n. 112, sono state
conferite alle regioni, ed agli enti
locali, nonché, nei casi
espressamente previsti, alle
autonomie funzionali, tutte le
competenze inerenti il
settore dello sviluppo economico che
ricomprende: l’agricoltura
e foreste, l’artigianato, l’industria,
l’energia, le miniere, le
risorse geotermiche, l’ordinamento delle
camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, le fiere e
i mercati, il
commercio, il turismo e l’industria alberghiera.
(4) La
denominazione <<professione sanitaria ausiliaria>>
contenuta
nel presente provvedimento nonché in ogni altra
disposizione di
legge, è sostituita dalla denominazione
<<professione sanitaria>> ex
art. 1, l. 26 febbraio 1999,
n. 42.

(Omissis).

TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Trasferimento e deleghe delle funzioni amministrative dello
Stato.

Il trasferimento delle funzioni amministrative nelle
materie
indicate dall’art. 117 della Costituzione ancora
esercitate dagli
organi centrali e periferici dello Stato e da enti
pubblici nazionali
ed interregionali successivamente all’entrata in
vigore dei decreti
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n.
1, n. 2, n. 3, n.
4, n. 5, n. 6, 15 gennaio 1972, n. 7, n. 8, n. 9,
n. 10, n. 11 e 5
giugno 1972, n. 315 e la delega alle stesse regioni
dell’esercizio di
altre funzioni amministrative, a norma dell’art.
118, secondo comma,
della Costituzione, sono attuati secondo le
disposizioni del presente
decreto per i fini di cui alla legge 22
luglio 1975, n. 382, ed alla
legge 27 novembre 1976, n. 894.

Art. 2.

Attribuzione a province,
comuni e comunità montane.

Ai comuni, alle province, alle comunità
montane sono attribuite le
funzioni amministrative indicate nel
presente decreto, ferme restando
quelle già loro spettanti secondo le
vigenti disposizioni di legge.

Art.
3.

Settori del trasferimento e delle deleghe.

I
trasferimenti e le deleghe, di cui agli articoli precedenti,
sono
ripartiti secondo i seguenti settori organici:
ordinamento e
organizzazione amministrativa; servizi sociali;
sviluppo economico;
assetto ed utilizzazione del territorio.
Negli
articoli seguenti è usata, per indicare le regioni a
statuto
ordinario, la sola parola <<regione>>.

Art. 4.

Competenze dello
Stato.

Lo Stato, nelle materie definite dal presente decreto,
esercita
soltanto le funzioni amministrative indicate negli articoli
seguenti
e le funzioni, anche nelle materie trasferite o delegate,
attinenti
ai rapporti internazionali, alla difesa nazionale, alla
pubblica
sicurezza (1).
(Omissis) (2).
Il Governo della
Repubblica, tramite il commissario del Governo,
esercita il potere
di sostituzione previsto dall’art. 2 della legge
n. 382 del 22 luglio
1975 (1).

(1) Comma così modificato dall’art. 8, l. 15 marzo 1997,
n. 59.
(2) Comma abrogato dall’art. 8 l. 15 marzo 1997, n. 59.

Art. 5.

Atti delegati e
sub-delegati – Comunicazioni.

Gli atti emanati nell’esercizio
delegato e sub-delegato di funzioni
amministrative sono definitivi. Il
governo stabilisce le categorie di
atti di cui la regione deve
dare comunicazione al commissario del
Governo.

Art. 6.

Regolamenti e direttive della Comunità
economica europea.

Sono trasferite alle regioni in ciascuna delle
materie definite dal
presente decreto anche le funzioni
amministrative relative
all’applicazione dei regolamenti della
Comunità economica europea
nonché all’attuazione delle sue direttive
fatte proprie dallo Stato
con legge che indica espressamente le norme
di principio.
In mancanza della legge regionale, sarà osservata
quella dello
Stato in tutte le sue disposizioni.
Il Governo della
Repubblica, in caso di accertata inattività degli
organi regionali che
comporti inadempimenti agli obblighi comunitari,
può prescrivere con
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su
parere della
Commissione parlamentare per le questioni regionali e
sentita la
regione interessata, un congruo termine per provvedere.
Qualora la
inattività degli organi regionali perduri dopo la scadenza
di tale
termine, il Consiglio dei Ministri può adottare
i
provvedimenti necessari in sostituzione
dell’amministrazione
regionale.

Art.
7.

Norme regionali di attuazione.

Le regioni in
tutte le materie delegate dallo Stato possono emanare
norme
legislative di organizzazione o di spesa, nonché norme
di
attuazione ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 117
della
Costituzione.
Le regioni possono altresì emanare norme di
legge con le quali è
subdelegato alle province, ai comuni ed altri
enti locali l’esercizio
delegato di funzioni amministrative dello
Stato, disciplinando i
poteri di indirizzo ed i rapporti finanziari
relativi.

Art. 8.

Gestioni comuni fra regioni.

Le regioni per le attività ed i
servizi, che interessano i
territori finitimi, possono addivenire
ad intese e costituire uffici
o gestioni comuni, anche in forma
consortile.
Le attività ed i servizi predetti devono formare
oggetto di
specifiche intese e non possono dare luogo alla
costituzione di
consorzi generali fra regioni.

Art. 9.

Polizia amministrativa.

I
comuni, le province, le comunità montane e le regioni
sono
titolari delle funzioni di polizia amministrativa nelle
materie ad
essi rispettivamente attribuite o trasferite.
Sono
delegate alle regioni le funzioni di polizia
amministrativa
esercitate dagli organi centrali e periferici
dello Stato nelle
materie nelle quali è delegato alle regioni
l’esercizio di funzioni
amministrative dello Stato e degli enti
pubblici.

Art. 10.

Classificazione di beni o di opere.

Salvo diversa specifica
disciplina per ogni provvedimento
amministrativo di
classificazione di beni o di opere riservato allo
Stato da cui possa
conseguire uno spostamento di competenze tra Stato
e regioni si
procede d’intesa con le regioni interessate.

Art. 11.

Programmazione nazionale e regionale.

Lo Stato determina gli obiettivi della programmazione
economica
nazionale con il concorso delle regioni.
Le regioni
determinano i programmi regionali di sviluppo, in
armonia con
gli obiettivi della programmazione economica nazionale e
con il
concorso degli enti locali territoriali secondo le modalità
previste
dagli statuti regionali.
Nei programmi regionali di sviluppo gli
interventi di competenza
regionale sono coordinati con quello
dello Stato e con quelli di
competenza degli enti locali
territoriali.
La programmazione costituisce riferimento per il
coordinamento
della finanza pubblica.

TITOLO II
ORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVI

Capo I

OGGETTO

Art. 12.

Materie del trasferimento.

Sono trasferite alle regioni le funzioni
amministrative dello Stato
nelle materie <<ordinamento di enti
amministrativi dipendenti dalla
regione>> e
<<circoscrizione comunali>>.

TITOLO II
ORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVI

Capo II
ORDINAMENTO DEGLI
ENTI AMMINISTRATIVI LOCALI

Art. 13.

Ordinamento degli enti amministrativi dipendenti dalla regione ed

enti locali non territoriali.

Le funzioni
amministrative relative alla materia <<ordinamento
degli
enti amministrativi dipendenti dalla regione>>
concernono
l’istituzione, i controlli, la fusione, la
soppressione e
l’estinzione di enti pubblici locali operanti nelle
materie di cui al
presente decreto.
Le funzioni amministrative
esercitate da organi centrali e
periferici dello Stato nei
confronti …

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