Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettri...

Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici (1) (2).

RD 11/12/1933 n. 00001775 VIGENTE

ACQUE PUBBLICHE
ENERGIA ELETTRICA
Regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (in Gazz. Uff., 8 gennaio
1934, n. 5). — Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e
impianti elettrici (1) (2).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(2) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

TESTO UNICO

TITOLO I
NORME SULLE DERIVAZIONI E SULLE UTILIZZAZIONI DELLE ACQUE PUBBLICHE
Capo I
CONCESSIONI E RICONOSCIMENTI DI UTENZE

Art. 1.

Sono pubbliche tutte le acque sorgenti, fluenti e lacuali, anche se
artificialmente estratte dal sottosuolo, sistemate o incrementate, le
quali, considerate sia isolatamente per la loro portata o per
l’ampiezza del rispettivo bacino imbrifero, sia in relazione al
sistema idrografico al quale appartengono, abbiano od acquistino
attitudine ad usi di pubblico generale interesse.
Le acque pubbliche sono iscritte, a cura del ministero dei lavori
pubblici, distintamente per province, in elenchi da approvarsi per
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dei
lavori pubblici, sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici,
previa la procedura da esperirsi nei modi indicati dal regolamento.
Con le stesse forme, possono essere compilati e approvati elenchi
suppletivi per modificare e integrare gli elenchi principali.
Entro il temine perentorio di sei mesi dalla pubblicazione degli
elenchi principali o suppletivi nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, gli interessati possono ricorrere ai tribunali
delle acque pubbliche avverso le iscrizioni dei corsi d’acqua negli
elenchi stessi.

Art. 2.

Possono derivare e utilizzare acqua pubblica:
a) coloro che posseggono un titolo legittimo;
b) coloro i quali, per tutto il trentennio anteriore alla
pubblicazione della L. 10 agosto 1884 n. 2644 (1), hanno derivato e
utilizzato acqua pubblica, limitatamente al quantitativo di acqua e
di forza motrice effettivamente utilizzata durante il trentennio;
c) coloro che ne ottengono regolare concessione, a norma della
presente legge.
(Omissis) (2).

(1) Abrogata dal d.lgt. 20 novembre 1916, n. 1664.
(2) Disposizione non più in vigore.

Art. 3.

Gli utenti di acqua pubblica menzionati alle lettere a) e b) e
nell’ultimo comma dell’articolo precedente, che non abbiano già
ottenuto il riconoscimento all’uso dell’acqua debbono chiederlo,
sotto pena di decadenza, entro un anno dalla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell’elenco in cui
l’acqua è inscritta.
Coloro che hanno ottenuto la concessione ai sensi delle LL. 20
marzo 1865, n. 2248, allegato F e 10 agosto 1884, n. 2644 (1), e
leggi successive, non hanno l’obbligo di chiedere il riconoscimento
dell’utenza.
Sulla domanda di riconoscimento si provvede, a spese
dell’interessato, nel caso di piccole derivazioni in merito alle
quali non siano sorte opposizioni, con decreto dell’ingegnere capo
dell’ufficio del Genio civile alla cui circoscrizione appartengono le
opere di presa.
Negli altri casi si provvede con decreto del Ministro dei lavori
pubblici, sentito il consiglio superiore.
Avverso il decreto dell’ingegnere capo del Genio civile è ammesso
ricorso, entro trenta giorni dalla notifica all’interessato, al
ministero dei lavori pubblici, che provvede sentito il consiglio
superiore.
Entro sessanta giorni dalla notificazione del provvedimento
definitivo, l’interessato può ricorrere ai tribunali delle acque
pubbliche.

(1) L’art. 38, d.lgt. 20 novembre 1916, n. 1664, ha abrogato il
capo V, titolo III, l. 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F, e la l. 10
agosto 1884, n. 2644.

Art. 4.

Per le acque pubbliche, le quali, non comprese in precedenti
elenchi, siano incluse in elenchi suppletivi, gli utenti che non
siano in grado di chiedere il riconoscimento del diritto all’uso
dell’acqua ai termini dell’art. 3, hanno diritto alla concessione
limitatamente al quantitativo di acqua e di forza motrice
effettivamente utilizzata, con esclusione di qualunque concorrente,
salvo quanto è disposto dall’art. 45.
La domanda deve essere presentata entro i termini stabiliti
dall’art. 3 per i riconoscimenti e sarà istruita con la procedura
delle concessioni.

Art. 5.

In ogni provincia è formato e conservato a cura del ministero delle
finanze il catasto delle utenze di acqua pubblica.
Per la formazione del catasto tutti gli utenti debbono fare la
dichiarazione delle rispettive utenze.
La dichiarazione deve indicare:
a) i luoghi in cui trovansi la presa e la restituzione;
b) l’uso a cui serve l’acqua;
c) la quantità dell’acqua utilizzata;
d) la superficie irrigata ed il quantitativo di potenza nominale
prodotta;
e) il decreto di riconoscimento o di concessione del diritto di
derivazione.
Le dichiarazioni di utenze devono essere fatte entro il 31 dicembre
1935 ove si tratti di acqua inscritta in un elenco, la cui
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana sia
avvenuta entro il 31 dicembre 1933 e in ogni altro caso entro due
anni dalla pubblicazione dell’elenco in cui l’acqua è inscritta.
In caso di ritardo, gli utenti sono puniti con la sanzione
amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000 (1).
Sono esonerati dal presentare la dichiarazione gli utenti che
abbiano ottenuto il decreto di riconoscimento o di concessione
posteriormente al 1° febbraio 1917.

(1) La sanzione originaria dell’ammenda è stata sostituita con la
sanzione amministrativa dell’art. 32, l. 24 novembre 1981, n. 689.
L’importo della sanzione è stato così elevato dall’art. 114, primo
comma, della l. 689/1981 cit.

Art. 5-bis.

1. Con decreto del Presidente della Repubblica, emanato ai sensi
dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, sono dettati criteri per
uniformare l’acquisizione dei dati statali e regionali, inclusi
quelli concernenti il catasto di cui all’art. 5, relativi alle acque
pubbliche superficiali e sotterranee e alle relative utilizzazioni,
nonché ai prelievi e alle restituzioni sulla base delle misurazioni
effettuate ai sensi dell’art. 42, comma 3, del presente testo unico.
Con lo stesso decreto interministeriale sono fissate modalità per
l’accesso ai sistemi informativi delle amministrazioni e degli enti
pubblici e per l’interscambio dei dati, finalizzati al controllo del
sistema delle utilizzazioni e dei prelievi, nonché per garantire
adeguate forme di informazione al pubblico in ordine agli effetti dei
provvedimenti di rilascio, di modificazione e di rinnovo delle
concessioni di derivazione e delle licenze di attingimento di cui al
comma 2.
2. Le amministrazioni dello Stato, le regioni e le province
autonome assicurano lo scambio delle informazioni relative ai
provvedimenti di rilascio, di modificazione e di rinnovo delle
concessioni di derivazioni e di licenze di attingimento, entro trenta
giorni dalla data di efficacia del relativo provvedimento. Gli stessi
dati sono inviati, entro il medesimo termine, alle Autorità di bacino
e al Dipartimento per i servizi tecnici nazionali (1).

(1) Articolo aggiunto dall’art. 2, d.lg. 12 luglio 1993, n. 275.

Art. 6.

1. Le utenze di acqua pubblica hanno per oggetto grandi e piccole
derivazioni.
2. Sono considerate grandi derivazioni quelle che eccedono i
seguenti limiti:
a) per produzione di forza motrice: potenza nominale media annua
kW 3.000;
b) per acqua potabile: litri 100 al minuto secondo;
c) per irrigazione: litri 1000 al minuto secondo od anche meno se
si possa irrigare una superficie superiore ai 500 ettari;
d) per bonificazione per colmata: litri 5000 al minuto secondo;
e) per usi industriali, inteso tale termine con riguardo ad usi
diversi da quelli espressamente indicati nel presente articolo: litri
100 al minuto secondo;
f) per uso ittiogenico: litri 100 al minuto secondo;
g) per costituzione di scorte idriche a fini di uso antincendio e
sollevamento a scopo di riqualificazione di energia: litri 100 al
minuto secondo.
3. Quando la derivazione sia ad uso promiscuo, si assume quale
limite quello corrispondente allo scopo predominante.
4. Il Ministro dei lavori pubblici, sentito il Consiglio superiore
dei lavori pubblici, stabilisce, con provvedimento di carattere
generale, a quale specie di uso debbano assimilarsi usi diversi da
quelli sopra indicati. Il decreto ministeriale è pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info