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Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie (1) (2) (3)....

Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie (1) (2) (3).

RD 27/07/1934 n. 00001265 VIGENTE

SANITA’, SANITARI, ECC. (GENERALITA’)
Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (in Gazz. Uff., 9 agosto 1934,
n. 186, s.o.). — Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie
(1) (2) (3).

(1) Vedi, ora la l. 23 dicembre 1978, n. 833, di istituzione del
Servizio sanitario nazionale e il d.lg. 30 dicembre 1992, n. 502 di
riforma del sistema sanitario nazionale.
(2) La denominazione <<professione sanitaria ausiliaria>> contenuta
nel presente provvedimento nonché in ogni altra disposizione di
legge, è sostituita dalla denominazione <<professione sanitaria>> ex
art. 1, l. 26 febbraio 1999, n. 42.
(3) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(4) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE

TITOLO I
ORDINAMENTO E ATTRIBUZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE SANITARIA
Capo I
ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI E DEGLI UFFICI

Art. 1.

[La tutela della sanità pubblica spetta al Ministro della sanità e,
sotto la sua dipendenza, ai prefetti e ai sindaci.
I servizi di igiene scolastica, ferroviaria, del lavoro, [delle
colonie e,] in genere, i servizi igienici e sanitari, qualunque sia
l’amministrazione pubblica, civile o militare, che vi debba
direttamente provvedere, debbono, per quanto riguarda la tutela
dell’igiene e della sanità pubblica, essere coordinati e uniformati
alle disposizioni delle leggi sanitarie e alle istruzioni del
Ministro della sanità] (1).

(1) Articolo da ritenersi superato per effetto dell’entrata in
vigore della l. 13 marzo 1958, n. 296, istitutiva del Ministero della
sanità, il cui riordino è avvenuto con d.lg. 30 giugno 1993, n. 266.

Art. 2.

(Omissis) (1).

(1) Recava disposizioni superate a seguito dell’entrata in vigore
della l. 13 marzo 1958, n. 296, istitutiva del Ministero della sanità
e in conseguenza dell’istituzione delle regioni e della riforma
sanitaria.

Art. 3.

I comuni provvedono alla vigilanza igienica e alla profilassi delle
malattie trasmissibili con personale e mezzi adeguati ai bisogni
locali.
I comuni capoluoghi di provincia e quelli, già capoluoghi di
circondario, con popolazione superiore ai ventimila abitanti, hanno
un adatto ufficio sanitario; gli altri si avvalgono del personale
sanitario di cui dispongono e al quale deve essere tatto obbligo
espresso, nel regolamento comunale, di prestare l’opera propria per
gli scopi anzidetti.

Art. 4.

All’assistenza medico-chirurgica e ostetrica gratuita per i poveri
nell’ambito del territorio del comune, alla somministrazione gratuita
dei medicinali ai poveri e alla assistenza veterinaria limitata ai
luoghi nei quali ne è riconosciuto il bisogno, quando non siano
assicurate altrimenti, provvedono i comuni.
é fatto divieto ai comuni di istituire condotte sanitarie per la
generalità degli abitanti.
I sanitari condotti hanno, tuttavia, l’obbligo di prestare la loro
opera anche ai non aventi diritto alla assistenza gratuita, in base
alle speciali tariffe che sono all’uopo proposte per ciascuna
provincia dalla associazione sindacale giuridicamente riconosciuta
(1), competente per territorio, e approvate dal prefetto.

(1) Ora, ordine professionale.

Art. 5.

Le province provvedono ai servizi sanitari loro imposti dalla
legge; hanno facoltà, inoltre, d’integrare servizi sanitari che sono
a carico dei comuni e possono essere obbligate, nei casi preveduti
dagli artt. 92, 93 e 259, a sostituirsi ai comuni medesimi
nell’adempimento di tali servizi.

TITOLO I
ORDINAMENTO E ATTRIBUZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE SANITARIA
Capo II
DELLA DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA’ PUBBLICA

Art. 6.

La direzione generale della sanità pubblica (1) e costituita di
uffici medici, veterinari, farmaceutici e amministrativi e
dell’istituto di sanità pubblica, come centro di indagini e di
accertamenti inerenti ai servizi della sanità pubblica e per la
specializzazione del personale addetto ai servizi nello Stato.

(1) Le competenze sono ora del Ministero della sanità.

Art. 7.

L’istituto di sanità pubblica (1) comprende i seguenti reparti:
1) laboratorio di micrografia e batteriologia applicate
all’igiene e alla sanità pubblica; controllo di sieri, vaccini e
prodotti affini;
2) laboratorio di chimica applicata all’igiene e alla salute
pubblica; controllo della salubrità delle sostanze alimentari;
3) laboratorio di fisica applicata all’igiene e alla sanità
pubblica; ufficio del radio; sezione di meteorologia sanitaria;
4) laboratorio per gli accertamenti sulla diffusione e profilassi
della malaria;
5) laboratorio per gli accertamenti di biologia interessanti la
sanità pubblica;
6) indagini e pareri di ingegneria sanitaria e igiene del suolo e
dell’abitato;
7) laboratorio di accertamenti epidemiologici e profilattici
riguardo alle malattie diffusibili e alle malattie sociali;
8) biblioteca e museo.
Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con quello per
le finanze, potrà procedersi alla istituzione di nuovi reparti o di
raggruppamenti diversi da quelli sopraindicati (2).

(1) Ora, Istituto superiore di sanità.
(2) Articolo così modificato dall’art. 1, r.d.l. 28 febbraio 1935,
n. 212. L’attuale struttura dell’Istituto è contenuta nel d.lg. 30
giugno 1993, n. 267 e nel d.p.r. 21 settembre 1994, n. 754.

Art. 8.

Nell’istituto di sanità pubblica (1) hanno luogo ogni anno corsi di
perfezionamento per il personale sanitario alla dipendenza dello
Stato, delle province, dei comuni. I corsi predetti sono affidati al
personale della amministrazione della sanità pubblica; possono essere
anche affidati, mediante incarichi provvisori, a personale tecnico di
altre amministrazioni statali o anche a estranei all’amministrazione
dello Stato.

(1) Ora, Istituto superiore di sanità.

Art. 9.

[I programmi dei corsi, indicati nell’articolo precedente, sono
stabiliti dal direttore generale della sanità pubblica (1), sentito
il parere di una commissione consultiva presieduta dal presidente del
consiglio superiore di sanità e della quale fanno parte i capi dei
reparti dell’istituto e due componenti designati dal consiglio
superiore di sanità, che durano in carica tre anni. Il direttore
generale della sanità pubblica (1) può intervenire ai lavori di detta
commissione.
Un funzionario facente parte del personale della direzione generale
della sanità pubblica (2), di grado non inferiore al 7°, esercita le
funzioni di segretario] (3).

(1) Ora, Ministro e Ministero della sanità.
(2) Ora, un funzionario delle carriere del Ministero della sanità,
avente qualifica non inferiore a direttore di sezione, o equiparata.
(3) Vedi, ora, per l’ordinamento e il funzionamento, la l. 7 agosto
1973, n. 519, il d.lg. 30 giugno 1993, n. 267 e il d.p.r. 21
settembre 1994, n. 754.

Art. 10.

Per l’ammissione ai corsi di perfezionamento nell’istituto di
sanità pubblica (1), il personale, non appartenente ai ruoli organici
delle amministrazioni dello Stato, è tenuto al pagamento di una tassa
d’iscrizione. Alla fine di ciascun corso è rilasciato un diploma, la
cui concessione è subordinata al pagamento di una tassa.
La misura delle tasse predette è determinata con decreto del
Ministro della sanità di concerto con quello per le finanze.
L’importo delle tasse è devoluto all’erario.

(1) Ora, Istituto superiore di sanità.

Art. 11.

Per le ricerche e per gli studi di carattere scientifico e per gli
altri servizi affidati, con l’autorizzazione del Ministro della
sanità, all’istituto di sanità pubblica (1) da altre amministrazioni
dello Stato, debbono essere accreditati, a favore del Ministero
stesso, i fondi occorrenti per le relative spese. Delle somme
accreditate e reso conto nelle forme prescritte dalle vigenti norme
di contabilità generale dello Stato.
L’istituto di sanità pubblica (1), previa autorizzazione del
Ministro della sanità, può eseguire ricerche e studi anche a
richiesta di amministrazioni non statali, di enti e di privati. Con
decreto, emanato dal Ministro per l’interno (1), di concerto con
quello per le finanze, è determinata la misura delle somme che tali
amministrazioni, enti o privati debbono versare all’erario a titolo
di rimborso di spesa.

(1) Ora, Istituto superiore di sanità.

TITOLO I
ORDINAMENTO E ATTRIBUZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE SANITARIA
Capo III

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