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Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili.

DM 21/12/1990 n. 00000443 VIGENTE

ACQUE POTABILI E ACQUEDOTTI
Decreto ministeriale 21 dicembre 1990, n. 443 (in Gazz. Uff., 29
gennaio 1991, n. 24). — Regolamento recante disposizioni tecniche
concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque
potabili.

(Omissis).

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Le presenti disposizioni si applicano esclusivamente alle
apparecchiature ad uso domestico per il trattamento delle acque
potabili.

Art. 2.

Terminologia.

1. Per acqua potabile si intende l’acqua distribuita da acquedotti
pubblici, consortili e privati, riconosciuta idonea al consumo umano
dalle competenti autorità ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
2. Gli addolcitori a scambio ionico sono quelle apparecchiature
atte a sostituire gli ioni costituenti la durezza dell’acqua con ioni
di sodio, allo scopo di diminuire o eliminare la formazione di
depositi calcarei consentendo un risparmio energetico e una riduzione
nell’impiego di detersivi.
3. I dosatori di reagenti chimici sono quelle apparecchiature
utilizzate per l’aggiunta di prodotti consentiti dalla legislazione,
alle acque potabili in quantità proporzionali alla portata
dell’acqua, allo scopo di proteggere gli impianti evitando
incrostazioni, corrosioni e depositi ovvero per trattamenti di
disinfezioni.
4. I sistemi ad osmosi inversa sono quelle apparecchiature che
operano sulla base del principio dell’osmosi inversa, ovvero del
processo chimico-fisico di permeazione attraverso una membrana
semipermeabile allo scopo di ridurre il tenore salino dell’acqua.
5. I filtri meccanici sono quelle apparecchiature atte a trattenere
mediante barriere di tipo fisico le particelle sospese nell’acqua.
6. I sistemi fisici consistono in apparecchiature che vengono
proposte per impedire e/o ridurre la formazione di incrostazioni
mediante l’applicazione all’acqua di campi magnetici statici o di
campi elettromagnetici.
7. I filtri a carbone attivo sono quelle apparecchiature contenenti
carboni di tipo vegetale o minerale, dotati di effetto adsorbente,
generalmente proposti come rimedio per eliminare sgradevoli sapori
connessi con il trattamento qua con cloro o suoi derivati o come
rimedio per eliminare alcuni microinquinanti chimici.
8. I filtri a struttura composita consistono in apparecchiature
che, all’azione filtrante meccanica e/o dei carboni attivi e/o di
altre sostanze, associno un’azione antibatterica comunque ottenuta.

Art. 3.

Condizioni di carattere generale.

1. Alle apparecchiature destinate al trattamento dell’acqua non si
applicano le presenti disposizioni qualora le stesse siano destinate
ad esclusivo servizio di impianti tecnologici ed elettrodomestici,
ovvero quando da esse si diparta una rete indipendente da quella che
alimenta l’uso potabile. In questo caso deve essere presente un
dispositivo in grado di assicurare il non ritorno dell’acqua trattata
nella rete potabile.
2. Nessuna delle apparecchiature destinate alla correzione delle
caratteristiche chimiche, fisiche o microbiologiche delle acque potrà
essere propagandata o venduta sotto la voce generica di <<depuratore
d’acqua>>, ma solo con la precisa indicazione della specifica azione
svolta (es. addolcitore). Sui fogli illustrativi delle
apparecchiature deve essere chiaramente indicata, a cura del
produttore, la conformità alle presenti istruzioni mediante la frase
<<apparecchiature ad uso domestico per il trattamento di acque
potabili>>.
3. Trovano applicazione le disposizioni della legge 5 marzo 1990,
n. 46: <<Norme per la sicurezza degli impianti>>.
4. Al fine della tutela della salute degli utenti sono ammesse solo
quelle apparecchiature che rispettino le condizioni di carattere
generale elencate nel seguito e quelle di carattere speciale di cui
al successivo art. 4:
a) ammissibilità dei soli trattamenti che consentano di
rispettare i limiti previsti per i parametri riportati nell’allegato
I del decreto del Presidente della Repubblica n. 236/1988; ed, in
particolare per quanto riguarda l’addolcimento, di quanto indicato
nella tabella F;
b) ubicazione delle apparecchiature in locali igienicamente
idonei;
c) rispondenza alla normativa vigente dei materiali utilizzati
per la costruzione delle parti di apparecchiatura destinate al
contatto con l’acqua;
d) presenza di contatore a monte delle apparecchiature nonché di
punti di prelievo per analisi prima e dopo le apparecchiature di
trattamento;
e) presenza di sistema di by-pass automatico o di un sistema di
by-pass manuale;
f) presenza di un dispositivo in grado di assicurare il non
ritorno dell’acqua;
g) presenza di un documento tecnico dal quale risultino
chiaramente la descrizione dell’apparecchiatura, i principi del suo
funzionamento, gli allacciamenti, le saracinesche di intercettazione,
i rubinetti di presa, i punti di scarico ed ogni altro elemento
attinente la funzionalità dell’apparecchiatura stessa;
h) disponibilità di un manuale di manutenzione con chiare
istruzioni per l’uso; in particolare devono essere indicati per le
componenti soggette a saturazione e/o esaurimento, le modalità ed i
parametri per la loro sostituzione; su tale manuale dovrà essere
dichiarata la conformità dell’apparecchiatura alle presenti
istruzioni;
i) installazione dell’apparecchiatura da parte di personale
qualificato secondo le regole dell’arte e collaudo da parte
dell’installatore con certificazione di corretto montaggio, secondo
le istruzioni del costruttore;
l) notifica dell’installazione dell’impianto all’unità sanitaria
locale di competenza.

Art. 4.

Condizioni di carattere speciale.

1. Addolcitori a scambio ionico. Per detti addolcitori debbono
venire osservate le ulteriori seguenti condizioni:
a) le apparecchiature devono essere dotate di un dispositivo per
la rigenerazione automatica, che deve venire effettuata almeno ogni
quattro giorni;
b) le apparecchiature devono essere dotate di un sistema
automatico di autodisinfezione durante la rigenerazione; in difetto,
le apparecchiature devono essere dotate di un idoneo sistema di
post-disinfezione continua;
c) qualora per i sistemi di autodisinfezione od post-disinfezione
siano previste modalità diverse dall’impiego del cloro o di suoi
composti (nonché dell’impiego di lampade a raggi U.V., limitatamente
alla post-disinfezione), dette modalità dovranno essere approvate dal
Ministero della sanità sulla base della rispondenza al protocollo
sperimentale di cui all’allegato I;
d) le apparecchiature devono essere dotate di un sistema di
miscelazione dell’acqua originaria con quella trattata al fine di
mantenere la durezza ai punti d’uso nell’ambito di quanto previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica n. 236/1988, ed il
contenuto in sodioioni non eccedente complessivamente il limite di
150 mg/l come Na;
e) le resine e gli altri scambiatori di ioni devono rispondere
alle prescrizioni previste per i tipi utilizzati nel campo
alimentare.
2. Dosatori di reagenti chimici. Per i dosatori di reagenti chimici
devono essere osservate le ulteriori seguenti condizioni:
a) il dosaggio dei reagenti chimici deve risultare proporzionale
alla portata da trattare in qualsiasi condizione di esercizio;
b) i reagenti devono rispondere alle prescrizioni di purezza
previste per l’utilizzazione in campo alimentare o nel trattamento
delle acque potabili;
c) le confezioni di prodotti impiegati devono riportare in
etichetta la composizione quali-quantitativa, nonché il campo di
impiego del prodotto;
d) le concentrazioni nell’acqua in uscita dall’impianto dei vari
cationi ed anioni aggiunti non devono superare i valori-limite
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 236/1988.
3. Apparecchi ad osmosi inversa. Per gli apparecchi ad osmosi
inversa devono essere osservate le ulteriori seguenti condizioni:
a) il funzionamento deve essere completamente automatizzato;
b) deve essere presente un dispositivo in grado di assicurare il
non ritorno dell’acqua anche sullo scarico;
c) le membrane e gli altri componenti dell’impianto a contatto
con l’acqua devono rispondere alle prescrizioni previste per i
materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti e le
bevande;
d) qualora sia previsto un serbatoio di raccolta a valle del
trattamento, l’impianto deve essere dotato di un sistema di
disinfezione continua, preferibilmente a base di cloro o di suoi
composti o mediante l’impiego di lampade a raggi U.V.;
e) qualora per la disinfezione continua siano previste modalità
diverse da quelle testé riportate, dette modalità dovranno essere
approvate dal Ministero della sanità sulla base della rispondenza al
protocollo sperimentale di cui all’allegato I;
f) nel pretrattamento delle acque sottoposte al processo di
osmosi inversa sono ammessi filtri a carbone attivo e microfiltri;
g) le sostanze utilizzate nel pretrattamento devono rispondere
alle prescrizioni di purezza previste per l’utilizzazione nel campo
alimentare o nel trattamento delle acque potabili.
4. Filtri meccanici. Sono ammessi esclusivamente filtri meccanici
con rete sintetica o metallica in grado di trattenere particelle
sospese di dimensioni non inferiori a…

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