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Direttive per la redazione, elaborazione, aggiornamento e trasmissione della mappatura relativa agli impianti di acquedotto e per la trasmissione dei dati relativi ai controlli analitici esperiti sulle acque destinate al consumo umano.

DM 13/12/1991 VIGENTE

ACQUE POTABILI E ACQUEDOTTI
Decreto ministeriale 13 dicembre 1991 (in Gazz. Uff., 4 gennaio 1992,
n. 3). — Direttive per la redazione, elaborazione, aggiornamento e
trasmissione della mappatura relativa agli impianti di acquedotto e
per la trasmissione dei dati relativi ai controlli analitici esperiti
sulle acque destinate al consumo umano.

(Omissis).

Art. 1.

Mappatura degli impianti di acquedotto.

1. Le regioni, entro il termine del 30 aprile 1994, provvedono alla
raccolta, presso i soggetti gestori di impianti di acquedotto, degli
elementi conoscitivi e descrittivi costituenti nel loro insieme la
mappatura degli impianti di acquedotto.
2. Qualora l’impianto di acquedotto da censire abbia uno sviluppo
territoriale interregionale la sua mappatura è fatta di concerto tra
le regioni interessate.
3. Su segnalazione dei soggetti gestori le regioni aggiornano la
mappatura degli impianti di acquedotto al 31 dicembre di ciascun anno
e comunque ogni qualvolta intervengano cambiamenti significativi
delle opere e/o degli impianti nonché delle risorse idriche sfruttate
e delle relative aree di salvaguardia.
4. Le regioni elaborano la documentazione di cui ai commi 1, 2 e 3
e, entro il 31 gennaio di ciascun anno, a partire dall’anno 1995, ne
inviano copia al Ministero della sanità secondo le indicazioni
contenute nell’allegato I al presente decreto, del quale fa parte
integrante.

Art. 2.

Elenchi speciali.

1. La documentazione di cui all’art. 1 deve comprendere anche i
sottoelencati elementi informativi:
a) le acque dolci superficiali classificate in categoria
inferiore ad A3 perché non corrispondenti ai requisiti di cui
all’art. 5, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica
3 luglio 1982, n. 515, relativamente ai soli parametri che presentano
valori unicamente nella colonna G, sono riportate in un primo elenco
speciale con l’annotazione della necessità di interventi prioritari
atti a migliorarne le caratteristiche qualitative, ai sensi dell’art.
7 del medesimo decreto;
b) le acque dolci superficiali che presentano le caratteristiche
di cui all’art. 4, terzo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 3 luglio 1982, n. 515, sono riportate in un secondo elenco
speciale con l’annotazione della necessità di interventi prioritari
atti a migliorarne le caratteristiche qualitative, ai sensi dell’art.
7 del medesimo decreto;
c) le acque dolci sotterranee, che sono sottoposte ad un
trattamento di potabilizzazione e/o disinfezione in forza della loro
facies fisica, chimica, chimico-fisica e/o biologica, sono riportate
in un terzo elenco speciale; nel caso in cui il trattamento di
potabilizzazione e/o disinfezione si renda necessario a causa di
contaminazione antropica va annotata la necessità di interventi
prioritari atti a migliorare le caratteristiche qualitative delle
risorse.
2. Gli elenchi di cui al comma 1 sono comunicati al Ministero della
sanità nei termini previsti dal comma 4 dell’art. 1.

Art. 3.

Disposizioni integrative per le attività di controllo.

1. Per permettere un adeguato svolgimento in sede locale delle
attività di controllo sanitario sulle acque destinate al consumo
umano, le regioni emanano apposite direttive rivolte ai soggetti
gestori di impianti di acquedotto affinché la documentazione da essi
trasmessa direttamente alle unità sanitarie locali ed ai presidi e
servizi multizonali di prevenzione abbia la periodicità prevista
dall’art. 1, sia conforme almeno agli elementi conoscitivi,
descrittivi ed informativi ivi dettati ed assicuri criteri omogenei
di catalogazione su tutto il territorio regionale.
2. Per i fini di cui al comma 1 le regioni trasmettono ogni anno
alle unità sanitarie locali ed ai presidi e servizi multizonali di
prevenzione copia degli elenchi speciali di cui all’art. 2.

Art. 4.

Caratterizzazione di base degli impianti di acquedotto.

1. Nelle more della realizzazione della mappatura degli impianti di
acquedotto, le regioni provvedono, entro il termine del 30 aprile
1992, alla caratterizzazione di base degli impianti di acquedotto che
servano almeno 5.000 abitanti, acquisendo i relativi dati presso i
competenti soggetti gestori.
2. Qualora l’impianto di acquedotto da censire abbia uno sviluppo
territoriale interregionale la sua caratterizzazione di base è fatta
di concerto tra le regioni interessate.
3. Le regioni, entro il termine del 30 giugno 1992, inviano alle
unità sanitarie locali ed ai presidi e servizi multizonali di
prevenzione competenti per territorio nonché al Ministero della
sanità copia della documentazione di cui al comma 1, redatta seguendo
le indicazioni contenute nell’allegato I.

Art. 5.

Sistema informativo sanitario.

1. In fase di realizzazione sia della caratterizzazione di base che
della mappatura degli impianti di acquedotto, le regioni possono
usufruire, per quanto di competenza territoriale, degli elementi
conoscitivi relativi agli impianti di acquedotto già censiti dal
Sistema informativo sanitario.

Art. 6.

Modalità di trasmissione dei dati analitici.

1. Per permettere una tempestiva ed articolata conoscenza della
qualità delle risorse idropotabili e dell’acqua destinata al consumo
umano i dati analitici di cui al combinato disposto degli articoli
11, 12 e 14 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236, sono acquisiti dal Ministero della sanità tramite rete
telematica.
2. I presidi e servizi multizonali di prevenzione, tramite la rete
telematica di cui al comma 1, trasmettono direttamente al Sistema
informativo sanitario, con cadenza regolare e periodica stabilita in
funzione della mole di dati da inviare, i dati analitici di cui al
comma 1.

ALLEGATI

(Omissis).

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