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Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edi...

Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie (1) (2) (3) (4) (5) (6).

L 28/02/1985 n. 00000047 VIGENTE

EDILIZIA E URBANISTICA
Legge 28 febbraio 1985, n. 47 (in Gazz. Uff., 2 marzo 1985, n. 53,
s.o.). — Norme in materia di controllo dell’attività
urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere
edilizie (1) (2) (3) (4) (5) (6).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94 e art.
2, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(2) Il riferimento a soprattasse e/o a pene pecuniarie, nonché ad
ogni altra sanzione amministrativa, ancorché diversamente denominata,
contenuto nel presente provvedimento, è sostituito con il riferimento
alla sanzione pecuniaria di uguale importo (art. 26, comma 1, d.lg.
18 dicembre 1997, n. 472). I riferimenti eventualmente contenuti
nelle singole leggi di imposta a disposizioni abrogate si intendono
effettuati agli istituti e alle previsioni corrispondenti risultanti
dal citato d.lg. 472/1997. Salvo diversa espressa previsione, i
procedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinati dal citato
d.lg. 472/1997, si applicano all’irrogazione di tutte le sanzioni
tributarie non penali (art. 26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n.
472).
(3) Per una proroga del termine per le denunce in catasto degli
immobili oggetto di concessione e di autorizzazione in sanatoria,
vedi art. 13, comma 6-octies, d.l. 30 gennaio 1998, n. 6, conv. in l.
30 marzo 1998, n. 61.
(4) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 114 è stata approvata la riforma
della disciplina relativa al settore del commercio, ex art. 4, comma
4, l. 15 marzo 1997, n. 59.
(5) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.
(6) A partire dal 1° gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1°
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

Capo I
NORME IN MATERIA DI CONTROLLO DELL’ATTIVITA’ URBANISTICO-EDILIZIA.
SANZIONI AMMINISTRATIVE E PENALI

Art. 1.

Legge-quadro.

Fermo restando quanto previsto dal capo IV, le regioni emanano
norme in materia di controllo dell’attività urbanistica ed edilizia e
di sanzioni amministrative in conformità ai principi definiti dai
capp. I, II e III della presente legge.
Fino all’emanazione delle norme regionali si applicano le norme
della presente legge.
Sono in ogni caso fatte salve le competenze delle regioni a statuto
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Art. 2.

Sostituzione di norme.

Le disposizioni di cui al capo I della presente legge sostituiscono
quelle di cui all’art. 32, L. 17 agosto 1942, n. 1150, ed agli
articoli 15 e 17, L. 28 gennaio 1977, n. 10.

Art. 3.

Ritardato od omesso versamento del contributo afferente alla
concessione.

Le regioni determinano le sanzioni per il ritardato o mancato
versamento del contributo di concessione in misura non inferiore a
quanto previsto nel presente articolo e non superiore al doppio.
Il mancato versamento, nei termini di legge, del contributo di
concessione di cui agli articoli 3, 5, 6 e 10, L. 28 gennaio 1977, n.
10, comporta:
a) l’aumento del contributo in misura pari al 20 per cento
qualora il versamento del contributo sia effettuato nei successivi
centoventi giorni;
b) l’aumento del contributo in misura pari al 50 per cento
quando, superato il termine di cui alla lettera a), il ritardo si
protrae non oltre i successivi sessanta giorni;
c) l’aumento del contributo in misura pari al 100 per cento
quando, superato il termine di cui alla lettera b), il ritardo si
protrae non oltre i successivi sessanta giorni.
Le misure di cui alle lettere precedenti non si cumulano.
Nel caso di pagamento rateizzato le norme di cui al secondo comma
si applicano ai ritardi nei pagamenti delle singole rate.
Decorso inutilmente il termine di cui alla lettera c) del secondo
comma il comune provvede alla riscossione coattiva del complessivo
credito nei modi previsti dall’art. 16 della presente legge.
Fino all’entrata in vigore delle leggi regionali che determineranno
la misura delle sanzioni di cui al presente articolo, queste saranno
applicate nelle misure indicate nel secondo comma.

Art. 4.

Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia.

Il sindaco esercita la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia
nel territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle norme di
legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici
ed alle modalità esecutive fissate nella concessione o
nell’autorizzazione.
Il sindaco, quando accerti l’inizio di opere eseguite senza titolo
su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme
urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità, o
destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di edilizia
residenziale pubblica di cui alla L. 18 aprile 1962, n. 167, e
successive modificazioni ed integrazioni, provvede alla demolizione e
al ripristino dello stato dei luoghi. Qualora si tratti di aree
assoggettate alla tutela di cui al R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, o
appartenenti ai beni disciplinati dalla L. 16 giugno 1927, n. 1766,
nonché delle aree di cui alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, e 29
giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni ed integrazioni, il
sindaco provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei
luoghi, previa comunicazione alle amministrazioni competenti le quali
possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, anche
di propria iniziativa.
Ferma restando l’ipotesi prevista dal precedente comma, qualora sia
constatata, dai competenti uffici comunali, l’inosservanza delle
norme, prescrizioni e modalità di cui al primo comma, il sindaco
ordina l’immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino
all’adozione dei provvedimenti definitivi di cui ai successivi
articoli, da adottare e notificare entro quarantacinque giorni
dall’ordine di sospensione dei lavori.
Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in
cui vengono realizzate le opere non sia esibita la concessione ovvero
non sia stato apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli
altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno
immediata comunicazione all’autorità giudiziaria, al presidente della
giunta regionale ed al sindaco, il quale verifica entro trenta giorni
la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti.

Art. 5.

Opere di amministrazioni statali.

Per le opere eseguite da amministrazioni statali, qualora ricorrano
le ipotesi di cui al precedente articolo 4, il sindaco, ai sensi
dell’articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616, informa immediatamente il presidente della
giunta regionale e il Ministro dei lavori pubblici, al quale compete,
d’intesa con il presidente della giunta regionale, la adozione dei
provvedimenti previsti dal suddetto articolo 4.

Art. 6.

Responsabilità del titolare della concessione, del committente, del
costruttore e del direttore dei lavori.

Il titolare della concessione, il committente e il costruttore sono
responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel
presente capo, della conformità delle opere alla normativa
urbanistica, alle previsioni di piano nonché – unitamente al
direttore dei lavori – a quelle della concessione ad edificare e alle
modalità esecutive stabilite dalla medesima. Essi sono, altresì,
tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie e solidalmente alle
spese per l’esecuzione in danno, in caso di demolizione delle opere
abusivamente realizzate, salvo che dimostrino di non essere
responsabili dell’abuso (1).
Il direttore dei lavori non è responsabile qualora abbia contestato
agli altri soggetti la violazione delle prescrizioni della
concessione edilizia, con esclusione delle varianti in corso d’opera
di cui all’articolo 15, fornendo al sindaco contemporanea e motivata
comunicazione della violazione stessa. Nei casi di totale difformità
o di variazione essenziale rispetto alla concessione, il direttore
dei lavori deve inoltre rinunziare all’incarico contestualmente alla
comunicazione resa al sindaco. In caso contrario il sindaco segnala
al consiglio dell’ordine professionale di appartenenza la violazione
in cui è incorso il direttore dei lavori, che è passibile di
sospensione dall’albo professionale da tre mesi a due anni.

(1) Comma così sostituito dall’art. 5-bis, d.l. 23 aprile 1985, n.
146, conv. in l. 21 giugno 1985, n. 298.

Art. 7.

Opere eseguite in…

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