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Sanatoria dei decreti-legge recanti modifiche al d.del Presidente dell...

Sanatoria dei decreti-legge recanti modifiche al d.del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, relativo ai rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali (1).

L 19/05/1997 n. 00000137 VIGENTE

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Legge 19 maggio 1997, n. 137 (in Gazz. Uff., 26 maggio 1997, n. 120).
— Sanatoria dei decreti-legge recanti modifiche al d.del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, relativo ai rischi di
incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali
(1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia della tutela dell’ambiente dall’inquinamento, ad
eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).

Art. 1.

1. Sono fatti salvi i seguenti provvedimenti adottati sulla base
dei decreti-legge non convertiti: D.L. 10 gennaio 1994, n. 13; D.L.
10 marzo 1994, n. 170; D.L. 6 maggio 1994, n. 278; D.L. 8 luglio
1994, n. 437; D.L. 7 settembre 1994, n. 529; D.L. 7 novembre 1994, n.
618; D.L. 7 gennaio 1995, n. 2; D.L. 9 marzo 1995, n. 65; D.L. 10
maggio 1995, n. 160; D.L. 7 luglio 1995, n. 271; D.L. 7 settembre
1995, n. 371; D.L. 8 novembre 1995, n. 461; D.L. 8 gennaio 1996, n.
5; D.L. 8 marzo 1996, n. 111; D.L. 3 maggio 1996, n. 245; D.L. 8
luglio 1996, n. 351, e D.L. 6 settembre 1996, n. 461 (1):
a) gli atti istruttori ed i provvedimenti conclusivi adottati dai
comitati tecnici regionali di cui all’articolo 20 del regolamento
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982,
n. 577, gli atti adottati dalla conferenza di servizi istituita dai
decreti-legge indicati nell’alinea nonché le assegnazioni già
effettuate per gli interventi nelle aree critiche ad elevata
concentrazione di attività industriali ed il relativo decreto 22
settembre 1995, del Ministro dell’ambiente pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 273 del 22 novembre 1995. I piani di risanamento delle
aree critiche ad elevata concentrazione di attività industriali
proposti dalle regioni interessate, sentiti gli enti locali, quale
integrazione del programma triennale 1994-1996 per la tutela
ambientale, di cui alla deliberazione del Comitato interministeriale
per la programmazione economica (CIPE) del 21 dicembre 1993,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 58
dell’11 marzo 1994, saranno approvati dal Ministero dell’ambiente e
l’esecuzione degli interventi in essi previsti sarà attuata con le
procedure stabilite dal programma triennale stesso, facendo salvi gli
atti già adottati dal Ministero dell’ambiente e dalle regioni. Nelle
more dell’approvazione dei piani di risanamento il Ministero
dell’ambiente è autorizzato, nei limiti delle risorse attribuite alle
aree critiche, a trasferire alle medesime regioni le somme occorrenti
per gli interventi urgenti;
b) le modifiche e le integrazioni apportate al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 31 marzo 1989, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile
1989, dal decreto 1° febbraio 1996, del Ministro dell’ambiente
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 1996, dal
decreto 13 maggio 1996, del Ministro dell’ambiente pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 154 del 3 luglio 1996, dal decreto 15 maggio
1996, del Ministro dell’ambiente pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 1996, e dal decreto 15
maggio 1996, del Ministro dell’ambiente pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 155 del 4 luglio 1996;
c) gli atti istruttori ed i provvedimenti conclusivi di
autorizzazione adottati ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 7
gennaio 1995, n. 2, fino alla data di entrata in vigore della
normativa di recepimento della direttiva 91/271/CEE del Consiglio,
del 21 maggio 1991.
2. Restano altresì validi gli atti ed i provvedimenti adottati e
sono fatti salvi i procedimenti concorsuali instaurati ed i rapporti
giuridici sorti sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 18,
commi 1 e 2, del D.L. 10 gennaio 1994, n. 13, del D.L. 10 marzo 1994,
n. 170, del D.L. 6 maggio 1994, n. 278, del D.L. 8 luglio 1994, n.
437, del D.L. 7 settembre 1994, n. 529, del D.L. 7 novembre 1994, n.
618, nonché all’articolo 19, commi 1 e 2, del D.L. 7 gennaio 1995, n.
2, del D.L. 9 marzo 1995, n. 65, del D.L. 10 maggio 1995, n. 160, del
D.L. 7 luglio 1995, n. 271, del D.L. 7 settembre 1995, n. 371, del
D.L. 8 novembre 1995, n. 461, del D.L. 8 gennaio 1996, n. 5, del D.L.
8 marzo 1996, n. 111, del D.L. 3 maggio 1996, n. 245, del D.L. 8
luglio 1996, n. 351, e del D.L. 6 settembre 1996, n. 461.
3. (Omissis) (1).
4. All’onere derivante dall’attuazione del comma 2, valutato in
lire 1.040 milioni a decorrere dal 1997, e del comma 3, valutato in
lire 1.500 milioni a decorrere dall’anno 1997, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1997-1999, sul capitolo 6856 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1997, all’uopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero
dell’ambiente. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
5. Sono altresì fatti salvi i termini per la presentazione della
notifica e della dichiarazione e quelli previsti per l’adeguamento
delle prescrizioni indicate dal fabbricante nel rapporto di
sicurezza, stabiliti dai decreti-legge indicati al comma 1 del
presente articolo, ed in particolare dal comma 1 dell’articolo 17 del
decreto-legge 6 settembre 1996, n. 461.
6. Fino all’entrata in vigore della disciplina di semplificazione
delle procedure previste dal decreto del Presidente della Repubblica
17 maggio 1988, n. 175, l’istruttoria e le relative conclusioni di
cui agli articoli 18 e 19 dello stesso decreto sono effettuate dai
comitati tecnici regionali di cui all’articolo 20 del regolamento
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982,
n. 577, i quali sostituiscono anche gli organi tecnici e consultivi
di cui agli articoli 14 e 15 del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175. A tal fine il comitato tecnico
regionale può avvalersi del supporto tecnico-scientifico di enti e
istituzioni pubbliche ed è integrato da:
a) un esperto dell’Agenzia regionale per la protezione
dell’ambiente territorialmente competente ovvero, ove questa non sia
stata ancora costituita, un esperto dell’Agenzia nazionale per la
protezione dell’ambiente (ANPA);
b) un esperto del dipartimento periferico dell’Istituto superiore
per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) dislocato nel
capoluogo della regione territorialmente competente;
c) un esperto della regione o della provincia autonoma
territorialmente competente;
d) un funzionario del Dipartimento della pubblica sicurezza, ai
soli fini del nulla osta di fattibilità delle attività rientranti nel
campo di applicazione del regio decreto-legge 2 novembre 1933, n.
1741, convertito dalla legge 8 febbraio 1934, n. 367, e successive
modificazioni;
e) un funzionario dell’azienda sanitaria locale o di
amministrazione corrispondente;
f) un funzionario dell’amministrazione marittima, ai soli fini
dell’esame di attività soggette al codice della navigazione.
7. Fino all’entrata in vigore della disciplina di semplificazione
delle procedure previste dal decreto del Presidente della Repubblica
17 maggio 1988, n. 175, la conferenza di servizi prevista
dall’articolo 9 del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 461, continua
a svolgere i compiti di cui agli articoli 7, 8 e 13 del medesimo
decreto-legge.
8. All’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 17
maggio 1988, n. 175, al comma 1, le parole: <<della sanità>> sono
sostituite dalle seguenti: <<dell’interno>>. Il comma 3 del medesimo
articolo 12 è sostituito dal seguente:
(Omissis) (2).
9. I fabbricanti, contestualmente alla notifica e alla
dichiarazione, inviano al Ministero dell’ambiente, alla regione o
provincia autonoma territorialmente competente, al sindaco, al
comitato tecnico regionale o interregionale, al prefetto e
all’azienda sanitaria locale la scheda di informazione riportata
nell’allegato 1, in sostituzione di quella prevista dall’allegato C
al decreto 20 maggio 1991, del Ministro dell’ambiente, emanato di
concerto con il Ministro della sanità, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 126 del 31 maggio 1991.
10. In sede di prima applicazione della presente legge il
fabbricante invia la scheda di cui al comma 9:
a) entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge per le attività soggette a notifica ai sensi
dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 175
del 1988;
b) entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge per le attività soggette a dichiarazione ai sensi dell’articolo
6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 175 del 1988.
11. I sindaci dei comuni ove sono localizzate le attività
industriali disciplinate dalla presente legge rendono immediatamente
note alla popolazione le misure di sicurezza e le norme di
comportamento da seguire in caso di incidente rilevante, tramite la
distribuzione di copia delle sezioni 1, 3, 4, 5, 6 e 7 della scheda
di informazione di cui al comma 9, nella forma integrale inviata dal
fabbricante, completandola della sezione 2 e successivamente sulla
base delle conclusioni dell’istruttoria.
12. é istituita, presso il Servizio inquinamento atmosferico,
acustico e per le in…

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