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Attuazione della direttiva 88/364/CEE in materia di protezione d...

Attuazione della direttiva 88/364/CEE in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro.

DLT 25/01/1992 n. 00000077 VIGENTE

LAVORO
Decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 77 (in Gazz. Uff., 13
febbraio 1992, n. 36, s.o.). — Attuazione della direttiva 88/364/CEE
in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi di
esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro.

(Omissis).

Art. 1.

Attività soggette.

1. Il presente decreto prescrive misure per la tutela della salute
dei lavoratori contro i rischi di esposizione durante il lavoro ai
seguenti agenti chimici:
a) 2-naftilamina e suoi sali (numero C.A.S. 91-59-8);
b) 4-aminodifenile e suoi sali (numero C.A.S. 92-67-1);
c) benzidina e suoi sali (numero C.A.S. 92-87-5);
d) 4-nitrodifenile (numero C.A.S. 92-93-3).
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle attività
alle quali sono addetti lavoratori subordinati o ad essi equiparati
ai sensi dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19
marzo 1956, n. 303.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai lavoratori
della navigazione marittima ed aerea.

Art. 2.

Definizioni.

1. Agli effetti delle disposizioni del presente decreto si
intendono per:
a) sostanze: gli elementi chimici e i loro composti allo stato
naturale od ottenuti mediante processi industriali, compresi gli
additivi necessari alla loro commercializzazione;
b) agenti: gli agenti chimici, fisici e biologici presenti
durante il lavoro, e potenzialmente dannosi per la salute;
c) preparati: le miscele e le soluzioni formati da due o più
sostanze;
d) impurezze: le sostanze presenti a priori in quantità
insignificanti in altre sostanze;
e) prodotti intermedi: le sostanze che si formano durante una
reazione chimica; essi sono trasformati e perciò scompaiono prima del
termine della reazione o del processo;
f) sottoprodotti: le sostanze che si formano durante una reazione
chimica e che permangono al termine della reazione o del processo;
g) scarti: i resti di una reazione chimica che devono essere
eliminati al termine della reazione o del processo;
h) organo di vigilanza: organo del Servizio sanitario nazionale,
salve le diverse disposizioni previste da norme speciali.
2. Ai fini del presente decreto si intendono per rappresentanti dei
lavoratori i loro rappresentanti nell’unità produttiva, ovvero
nell’azienda, come definiti dalla normativa vigente, ovvero dai
contratti collettivi applicabili.

Art. 3.

Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti.

1. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti che esercitano o
sovraintendono alle attività indicate all’art. 1, nell’ambito delle
rispettive attribuzioni e competenze:
a) attuano le misure previste nel presente decreto e nei
provvedimenti emanati in attuazione del medesimo;
b) informano i lavoratori nonché i loro rappresentanti dei rischi
specifici cui sono esposti e delle misure di prevenzione adottate;
informano altresì i lavoratori sulle misure da osservare nei casi di
emergenza o di guasti;
c) permettono ai lavoratori di verificare, mediante loro
rappresentanti, l’applicazione delle misure di tutela della salute e
di sicurezza;
d) forniscono ai lavoratori i necessari ed idonei mezzi di
protezione;
e) provvedono ad un adeguato addestramento all’uso dei mezzi
individuali di protezione;
f) dispongono ed esigono l’osservanza da parte dei singoli
lavoratori delle disposizioni aziendali e delle norme, nonché l’uso
appropriato dei mezzi individuali e collettivi di protezione messi a
loro disposizione ed accertano che vi siano le condizioni per
adempiere alle norme e disposizioni aziendali medesime;
g) esigono l’osservanza da parte del medico competente degli
obblighi previsti dal presente decreto, informandolo sui procedimenti
produttivi e sugli agenti inerenti all’attività.
2. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti, nell’ambito delle
rispettive attribuzioni e competenze, informano i lavoratori autonomi
ed i titolari di imprese incaricate a qualsiasi titolo di prestare la
loro opera nell’ambito aziendale dei rischi specifici dovuti alla
presenza di agenti nei luoghi di lavoro ove i suddetti lavoratori
autonomi o quelli dipendenti dalle imprese incaricate sono destinati
a prestare la loro opera. L’informazione comprende le modalità per
prevenire i rischi e le specifiche disposizioni, anche aziendali, al
riguardo.
3. Fermi restando gli obblighi dei datori di lavoro dei dirigenti e
dei preposti di cui al comma 1 i titolari delle imprese incaricate a
qualsiasi titolo di prestare la loro opera presso aziende che
svolgono le attività di cui all’art. 1 assicurano la tutela della
salute e della sicurezza dei lavoratori propri dipendenti in
relazione alla natura dei rischi risultanti dall’esposizione di
questi ultimi, durante il lavoro, ad agenti di cui al comma 1 del
medesimo articolo.
4. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti che esercitano,
dirigono e sovraintendono alle attività indicate all’articolo 1,
nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, ed i titolari
delle imprese di cui al comma 3 cooperano all’attuazione delle misure
di protezione e prevenzione dei rischi cui sono esposti i lavoratori.

Art. 4.

Obblighi dei lavoratori.

1. I lavoratori:
a) osservano oltre le norme del presente decreto le disposizioni
e istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai
preposti ai fini della protezione collettiva ed individuale;
b) usano con cura ed in modo appropriato i dispositivi di
sicurezza, i mezzi individuali e collettivi di protezione, forniti o
predisposti dal datore di lavoro;
c) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente ed
al preposto le deficienze dei suddetti dispositivi e mezzi, nonché le
altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza,
adoperandosi direttamente, in caso di urgenza nell’ambito delle loro
competenze e possibilità, per eliminare o ridurre dette deficienze o
pericoli;
d) non rimuovono o modificano, senza autorizzazione, i
dispositivi di sicurezza, di segnalazione, di misurazione ed i mezzi
individuali e collettivi di protezione;
e) non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre non di
loro competenza che possono compromettere la protezione o la
sicurezza;
f) si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro
riguardi.

Art. 5.

Obblighi del medico competente.

1. Lo stato di salute dei lavoratori esposti agli agenti di cui
all’art. 1, comma 1, è accertato da un medico competente a cura e
spese del datore di lavoro. Gli eventuali esami integrativi sono
anch’essi a cura e spese del datore di lavoro.
2. Il medico competente esprime i giudizi di idoneità specifica al
lavoro.
3. Per ogni lavoratore di cui al comma 1 il medico competente
compila e aggiorna sotto la sua responsabilità, una cartella
sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con
salvaguardia del segreto professionale.
4. Il medico competente fornisce informazioni ai lavoratori sul
significato dei controlli sanitari cui sono sottoposti; fornisce
altresì a richiesta informazioni analoghe ai loro rappresentanti.
5. Il medico competente informa ogni lavoratore interessato dei
risultati del controllo sanitario.
6. Nei casi di esposizione agli agenti di cui all’art. 1, comma 1,
il medico competente visita gli ambienti di lavoro almeno due volte
l’anno e partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione
dei lavoratori, i cui risultati gli sono forniti con tempestività, ai
fini delle valutazioni e dei pareri di competenza.

Art. 6.

Divieti.

1. La produzione e l’utilizzazione degli agenti di cui all’art. 1
sono vietate, ad eccezione del caso in cui gli stessi siano presenti
durante la lavorazione, o al termine di esse in concentrazione
inferiore allo 0,1% in peso.

Art. 7.

Misure tecniche, organizzative, procedurali.

1. Il datore di lavoro adotta le misure tecniche necessarie ad
evitare che, in concentrazione pari o superiore a quelle stabilite
dall’art. 6, gli agenti di cui all’art. 1 si formino come prodotti
intermedi ovvero si rinvengano come sottoprodotti costituenti di
scarti.
2. Se nonostante l’adozione delle misure di cui al comma 1 durante
la fase di lavorazione viene superato il valore di concentrazione di
cui art. 6 il datore di lavoro identifica e rimuove immediatamente le
cause dell’evento.
3. Oltre alle misure di cui al comma 1 il datore di lavoro
predispone, prima dell’inizio dell’attività, un piano di lavoro per
il trattamento dei prodotti finali di una reazione o processo nei
quali gli agenti di cui all’art. 1 risultino presenti come
sottoprodotti in concentrazione uguale o superiore a quella stabilita
all’art. 6.
4. Il piano di lavoro contiene i seguenti dati:
a) operazioni previste per ricondurre la concentrazione degli
agenti di cui all’art. 1 presenti come sottoprodotti al disotto dal
valore stabilito all’art. 6;
b) misure tecniche ed organizzative previste per evitare
l’esposizione dei lavoratori durante le operazioni di cui alla
lettera a).
5. La copia del piano di lavoro di cui al comma 3 da trasmettere
all’organo di vigilanza deve essere, ai sensi del successivo comma 9
corredata dai seguenti dati:
a) descrizione de…

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