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Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in ...

Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni (1) (2) (3) (4) (5) (6).

DPR 29/03/1973 n. 00000156 VIGENTE

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
Decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156 (in
Gazz. Uff., 3 maggio 1973, n. 113, s.o.). — Approvazione del testo
unico delle disposizioni legislative in materia postale, di
bancoposta e di telecomunicazioni (1) (2) (3) (4) (5) (6).

(1) All’interno del provvedimento si è provveduto a sostituire:
Ministro/Ministero delle poste e delle telecomunicazioni con il
Ministro/Ministero delle comunicazioni, secondo quanto stabilito
dall’art. 1, l. 31 luglio 1997, n. 249; Ministro/Ministero del tesoro
con Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, secondo quanto stabilito dall’art. 2, d.lg.
5 dicembre 1997, n. 430; Ministro/Ministero dei trasporti,
dell’aviazione civile, della marina mercantile con il solo
Ministro/Ministero dei trasporti e della navigazione, secondo quanto
stabilito dall’art. 1, l. 24 dicembre 1993, n. 537; pretore con
tribunale ordinario, secondo quanto stabilito dall’art. 1, d.lg. 19
febbraio 1998, n. 51.
(2) L’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni è stata
trasformata in ente pubblico economico denominato ente <<Poste
Italiane>>, e ne è stata prevista la ulteriore trasformazione in
società per azioni, ai sensi dell’art. 1, d.l. 1 dicembre 1993, n.
487, conv. in l. 29 gennaio 1994, n. 71, avvenuta con Delib. CIPE 18
dicembre 1997. Vedi, anche, art. 2, comma 27, l. 23 dicembre 1996, n.
662 e la dir. p.c.m. 14 novembre 1997. All’interno del provvedimento,
tutti i riferimenti all’amministrazione sono stati, pertanto,
sostituiti con quelli all’ente.
(3) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).
(4) Il riferimento a soprattasse e/o a pene pecuniarie, nonché ad
ogni altra sanzione amministrativa, ancorché diversamente denominata,
contenuto nel presente provvedimento, è sostituito con il riferimento
alla sanzione pecuniaria di uguale importo (art. 26, comma 1, d.lg.
18 dicembre 1997, n. 472). I riferimenti eventualmente contenuti
nelle singole leggi di imposta a disposizioni abrogate si intendono
effettuati agli istituti e alle previsioni corrispondenti risultanti
dal citato d.lg. 472/1997. Salvo diversa espressa previsione, i
procedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinati dal citato
d.lg. 472/1997, si applicano all’irrogazione di tutte le sanzioni
tributarie non penali (art. 26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n.
472).
(5) Vedi d.m. 22 gennaio 1998; d.m. 27 gennaio 1998; d.m. 5
febbraio 1998 sui servizi di telecomunicazione via satellite. Vedi
d.m. 10 marzo 1998 sul servizio universale nel settore delle
telecomunicazioni.
(6) Vedi d.p.r. 10 novembre 1997, n. 513, sull’utilizzo degli
strumenti informatici più avanzati (rete telematica, firma digitale)
allo scopo di semplificare l’azione della pubblica amministrazione e
migliorarne il rapporto con i cittadini.

(Omissis).

Art. 1.

é approvato il testo unico, allegato al presente decreto, relativo
alle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di
telecomunicazioni.

Art. 2.

Le norme di esecuzione del testo unico saranno emanate, con uno o
più provvedimenti, entro un anno dalla data di entrata in vigore del
presente decreto. Fino all’emanazione di tali norme si applicano le
vigenti disposizioni regolamentari in quanto compatibili.

Art. 3.

Le norme del testo unico entrano in vigore il giorno successivo a
quello della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana. Sono abrogate le disposizioni
incompatibili con quelle dell’allegato testo unico.

CODICE POSTALE E DELLE TELECOMUNICAZIONI

LIBRO PRIMO
NORME GENERALI
TITOLO I
DISPOSIZIONI PRELIMINARI

Art. 1.

Esclusività dei servizi postali e delle telecomunicazioni.

Appartengono in esclusiva allo Stato nei limiti previsti dal
presente decreto:
i servizi di raccolta, trasporto e distribuzione della
corrispondenza epistolare;
i servizi di trasporto di pacchi e colli;
i servizi di telecomunicazioni, salvo quelli indicati nel comma
successivo.
Sono soggetti ad autorizzazione l’installazione e l’esercizio di:
a) impianti ripetitori privati di programmi sonori e televisivi
esteri e nazionali;
b) impianti locali di diffusione sonora e televisiva via cavo (1)
(2) (3).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 45, l. 14 aprile 1975, n.
103.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 15 novembre 1988, n.
1030, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente
articolo, nella parte in cui ricomprende nella previsione del suo
primo comma gli apparecchi radioelettrici ricetrasmittenti di debole
potenza di tipo portatile indicati nell’art. 334, primo comma,
anziché includerli tra le ipotesi di assoggettamento ad
autorizzazione contemplate dal secondo comma di questo articolo.
Vedi, anche, art. 2, comma 19, l. 23 dicembre 1996, n. 662.
(3) La Corte costituzionale, con sentenza 10 luglio 1974, n. 225,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte relativa ai servizi di radiotelediffusione circolare a
mezzo di onde elettromagnetiche. La Corte costituzionale, con
sentenza 10 luglio 1974, n. 226, ha dichiarato l’illegittimità
costituzionale del presente articolo, nella parte relativa ai servizi
di televisione via cavo.

Art. 2.

Competenza del Ministero delle comunicazioni.

Quando la legge non dispone diversamente, i provvedimenti in
materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni nella
Repubblica rientrano nella competenza del Ministero delle
comunicazioni (1).

(1) Vedi d.m. 4 dicembre 1997, n. 501.

Art. 3.

Attribuzioni esercitate dalle aziende dipendenti dal Ministero delle
comunicazioni.

[Le attribuzioni spettanti al Ministero delle comunicazioni per i
servizi postali, di bancoposta, telegrafici, radioelettrici e
telefonici sono esercitate dalle aziende dipendenti secondo
l’ordinamento in vigore].
(Omissis) (1).

(1) L’Azienda di Stato per i servizi telefonici, è stata soppressa
in virtù di quanto stabilito dall’art. 1, l. 29 gennaio 1992, n. 58.

Art. 4.

Concessione dei servizi.

Ai servizi previsti dal presente decreto l’Ente poste italiane può
provvedere anche mediante concessioni.

Art. 5.

Sospensione o limitazione dei servizi – Assunzione di quelli dati in
concessione.

Il Governo della Repubblica, per grave necessità pubblica può
disporre la sospensione dei servizi o limitare i servizi stessi da
chiunque gestiti, ovvero assumere temporaneamente i servizi dati in
concessione.
Nessuna indennità speciale è dovuta in tali casi al concessionario,
salva l’attribuzione di quanto stabilito negli atti di concessione.
Il provvedimento è emanato con decreto motivato del Presidente
della Repubblica, sentito il Consiglio dei Ministri.

Art. 6.

Esclusione o limitazione di responsabilità.

L’Ente poste italiane non incontra alcuna responsabilità per i
servizi postali, di bancoposta e delle telecomunicazioni fuori dei
casi e dei limiti espressamente, stabiliti dalla legge.
La medesima norma è applicabile ai concessionari dei servizi (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 17 marzo 1988, n. 303, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui dispone che l’Amministrazione delle Poste e delle
Telecomunicazioni (ora Ente poste italiane a sua volta trasformato in
S.p.A. con Delib. CIPE 18 dicembre 1997) non è tenuta al risarcimento
dei danni, oltre all’indennità di cui l’art. 28, in caso di perdita,
o manomissione di raccomandate con le quali siano stati spediti
vaglia cambiari emessi in commutazione di debiti dello Stato. La
Corte costituzionale, con sentenza 20 dicembre 1988, n. 1104, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui dispone che il concessionario del servizio
telefonico non è tenuto al risarcimento dei danni per le interruzioni
del servizio dovute a sua colpa, al di fuori dei limiti fissati
nell’art. 89, secondo comma, del r.d. 19 luglio 1941, n. 1198. La
Corte costituzionale, con sentenza 28 febbraio 1992, n. 74, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui non eccettua dalla limitazione di responsabilità
dell’Amministrazione delle poste (ora Ente poste italiane a sua volta
trasformato in S.p.A. con Delib. CIPE 18 dicembre 1997) per i danni
derivati da perdita totale di corrispondenze raccomandate il caso di
sottrazione dolosa del loro contenuto…

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