Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato (1) (2)....

Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato (1) (2).

L 06/08/1990 n. 00000223 VIGENTE

POSTE E TELECOMUNICAZIONI
Legge 6 agosto 1990, n. 223 (in Gazz. Uff., 9 agosto 1990, n. 185).
— Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato (1) (2).

(1) Vedi, l. 31 luglio 1997, n. 249 istitutiva dell’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni.
(2) Il Ministro/Ministero delle poste e delle telecomunicazioni
assume la denominazione di Ministro/Ministero delle comunicazioni ai
sensi dell’art. 1, l. 31 luglio 1997, n. 249. Allo scopo di
agevolarne la lettura, nel presente provvedimento la nomenclatura dei
Ministri e dei Ministeri è stata comunque aggiornata sulla base degli
accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi anni.

(Omissis).

TITOLO I
DIFFUSIONE DI PROGRAMMI RADIOFONICI E TELEVISIVI

Art. 1.

Princìpi generali.

1. La diffusione di programmi radiofonici o televisivi, realizzata
con qualsiasi mezzo tecnico, ha carattere di preminente interesse
generale.
2. Il pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità
dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni, tendenze
politiche, sociali, culturali e religiose, nel rispetto delle libertà
e dei diritti garantiti dalla Costituzione, rappresentano i princìpi
fondamentali del sistema radiotelevisivo che si realizza con il
concorso di soggetti pubblici e privati ai sensi della presente
legge.

TITOLO II
NORME PER LA RADIODIFFUSIONE
Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 2.

Servizio pubblico e radiodiffusione.

1. La radiodiffusione di programmi radiofonici e televisivi è
effettuata dalla società concessionaria del servizio pubblico
radiotelevisivo. Può inoltre essere affidata mediante concessione, ai
sensi della presente legge, ai soggetti di cui all’articolo 16,
nonché mediante autorizzazione secondo le modalità di cui agli
articoli 38 e seguenti della legge 14 aprile 1975, n. 103, e
successive modificazioni.
2. Il servizio pubblico radiotelevisivo è affidato mediante
concessione ad una società per azioni a totale partecipazione
pubblica. La concessione importa di diritto l’attribuzione alla
concessionaria della qualifica di società di interesse nazionale ai
sensi dell’articolo 2461 del codice civile. Ai fini dell’osservanza
dell’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 1°
novembre 1973, n. 691, nella provincia di Bolzano riveste carattere
di interesse nazionale il servizio pubblico radiotelevisivo in ambito
provinciale e locale (1).
3. Nei titoli II, IV e V della presente legge la società di cui al
comma 2 è definita <<concessionaria pubblica>>, i titolari di
concessione di cui all’articolo 16 per radiodiffusione sia sonora che
televisiva ed in ambito sia nazionale che locale sono globalmente
definiti <<concessionari privati>>; qualora negli stessi titoli ci si
riferisca ad una specifica categoria dei titolari di concessione di
cui all’articolo 16, l’espressione <<concessionari privati>> è
completata con il riferimento alla radiodiffusione sonora o
televisiva e all’ambito nazionale o locale.
4. Nei titoli II, IV e V della presente legge le espressioni
<<trasmissioni>> e <<programmi>> riportate senza specificazioni si
intendono riferite a trasmissioni o programmi sia radiofonici che
televisivi.

(1) Il d.p.r. 28 luglio 1995, n. 315, in esito al referendum
indetto con d.p.r. 5 aprile 1995, ha abrogato il presente comma,
limitatamente alle parole <<a totale partecipazione pubblica>>.

Art. 3.

Pianificazione delle radiofrequenze.

1. La pianificazione delle radiofrequenze è effettuata mediante il
piano nazionale di ripartizione ed il piano nazionale di assegnazione
secondo le modalità di cui al presente articolo.
2. Il piano nazionale di ripartizione indica le bande di frequenze
utilizzabili dai vari servizi di telecomunicazioni.
3. Il Ministero delle comunicazioni, sentiti i Ministeri
dell’interno, della difesa, dei trasporti e della navigazione, gli
altri Ministeri eventualmente interessati, le concessionarie dei
servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico interessate, nonché il
Consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e
dell’automazione, predispone, nel rispetto delle convezioni e dei
regolamenti internazionali in materia di trasmissioni
radioelettriche, il piano nazionale di ripartizione delle
radiofrequenze.
4. Il piano così predisposto viene trasmesso ai Ministeri
dell’interno, della difesa, dei trasporti e della navigazione ed
all’ufficio del Ministro per il coordinamento della protezione civile
i quali, entro trenta giorni dall’invio, possono proporre motivate
modifiche alle parti del piano che riguardino i settori di propria
competenza.
5. Il piano di ripartizione è approvato con decreto del Presidente
della Repubblica, su proposta del Ministro delle comunicazioni,
previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
6. Il piano di ripartizione è aggiornato, con le modalità previste
nei commi 3, 4 e 5 ogni cinque anni ed ogni qualvolta il Ministero
delle comunicazioni ne ravvisi la necessità.
7. Il piano nazionale di assegnazione delle radiofrequenze per la
radiodiffusione, d’ora in avanti denominato piano di assegnazione, è
redatto nel rispetto delle indicazioni contenute nel piano nazionale
di ripartizione delle radiofrequenze e determina le aree di servizio
degli impianti, e per ciascuna area la localizzazione possibilmente
comune degli impianti ed i parametri radioelettrici, degli stessi,
nonché la frequenza assegnata a ciascun impianto. La determinazione
delle aree di servizio deve essere effettuata in modo da consentire
la ricezione senza disturbi in dette aree del maggior numero
possibile di programmi di radiodiffusione sonora e televisiva. Tale
determinazione dovrà considerare la possibilità di utilizzazione di
tutti i collegamenti di telecomunicazione e degli impianti di
radiodiffusione delle concessionarie dei servizi di telecomunicazioni
ad uso pubblico disponibili per collegamenti trasmissivi televisivi.
8. Il piano di assegnazione suddivide il territorio nazionale in
bacini di utenza, i quali risultano dall’aggregazione di una
pluralità di aree di servizio e vengono determinati tenendo conto
della entità numerica della popolazione servita, della distribuzione
della popolazione residente e delle condizioni geografiche,
urbanistiche, socio-economiche e culturali della zona.
9. I bacini di utenza per la radiodiffusione televisiva devono
consentire la coesistenza del maggior numero possibile di impianti ed
una adeguata pluralità di emittenti e reti. Essi coincidono, di
regola, con il territorio delle singole regioni; possono altresì
comprendere più regioni, parti di esse o parti di regioni diverse
purché contigue, ove ciò si renda necessario in relazione ai
parametri indicati al comma 8.
10. I bacini di utenza per la radiodiffusione sonora devono
consentire la coesistenza del maggior numero di emittenti e reti
specificamente nelle zone con maggiore densità di popolazione. I
bacini di utenza hanno di regola dimensioni analoghe a quelle delle
province o delle aree metropolitane; essi possono comprendere più
province, parti di esse o parti di province diverse purché contigue
ove ciò si renda necessario in relazione alle caratteristiche
sociali, etniche e culturali della zona ed al reddito medio pro
capite degli abitanti.
11. Il piano di assegnazione, assicurate alla concessionaria
pubblica le frequenze necessarie al conseguimento degli obiettivi del
servizio pubblico radiotelevisivo, individua il numero di impianti
atto a garantire la diffusione del maggior numero di programmi
nazionali e locali in ciascun bacino di utenza. Potranno essere
previsti anche impianti che operano su parti limitate dei bacini di
utenza. I criteri per l’assegnazione delle frequenze ai titolari di
concessione nazionale o locale sono quelli stabiliti dall’articolo
16. Per esercizio in ambito nazionale si intende quello effettuato
con rete che assicuri la diffusione in almeno il 60 per cento del
territorio nazionale. Per esercizio in ambito locale si intende
quello che garantisce la diffusione in almeno il 70 per cento del
territorio del relativo bacino di utenza o della parte assegnata di
detto bacino. Per ragioni di carattere tecnico è ammesso che le
emittenti o le reti locali possano coprire anche il territorio di
bacini di utenza limitrofi limitatamente ad una porzione non
superiore al 30 per cento del territorio di questi ultimi.
12. Il piano di assegnazione riserva alla radiodiffusione
televisiva in ambito locale, in ogni bacino di utenza, il 30 per
cento dei programmi ricevibili senza disturbi.
13. Il piano di assegnazione riserva comunque alla radiodiffusione
sonora in ambito locale, in ogni bacino di utenza, l’emissione
contemporanea di almeno il 70 per cento dei programmi ricevibili
senza disturbi.
14. Nel rispetto degli obiettivi indicati nei commi dal 7 all’11,
il Ministero delle comunicazioni, sentite la concessionaria pubblica
e le associazioni a carattere nazionale dei titolari di emittenti o
reti private, redige lo schema di piano di assegnazione con
l’indicazione del numero e delle caratteristiche dei bacini d’utenza,
e l…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info