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Criteri direttivi, ai sensi dell'art. 12, comma 1, della legge 24 ...

Criteri direttivi, ai sensi dell'art. 12, comma 1, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia di cui all'art. 11 della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

delib 01/12/1994

RISCALDAMENTO
Deliberazione 1° dicembre 1994 (in Gazz. Uff., 29 dicembre, n. 303)
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome. — Criteri direttivi, ai sensi dell’art. 12,
comma 1, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di uso
razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia di cui all’art. 11 della legge 9 gennaio
1991, n. 10.

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e Bolzano:
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 10, recante norme per
l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso
razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia; Visto l’art. 11 della stessa legge n.
10/91 che prevede la concessione, da parte del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di contributi in
conto capitale per iniziative finalizzate al risparmio energetico e
all’utilizzazione di fonti rinnovabili di energia o assimilate; Visto
l’art. 18 della stessa legge n. 10/91 che prevede che il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato fissi con apposito
decreto le modalità di concessione ed erogazione dei contributi di
cui all’art. 11 citato, le prescrizioni tecniche per la stesura degli
studi di fattibilità e dei progetti esecutivi, le prescrizioni circa
le garanzie di regolare esercizio e di corretta manutenzione degli
impianti incentivati nonchè i criteri di valutazione delle domande di
finanziamento; Visto l’art. 38, comma 7, della legge n. 10/91, che
prevede che alla ripartizione degli stanziamenti disposti dal comma 2
del medesimo art. 38 tra gli interventi previsti dall’art. 11 della
stessa legge si provvede con decreti del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato; Visti i decreti ministeriali 25 marzo
1991, 7 giugno 1991, 17 luglio 1991, 24 gennaio 1992, 15 aprile 1992,
7 maggio 1992 con cui si è data attuazione agli articoli 18 e 38
della legge 10/91 per gli interventi previsti dall’art. 11 della
stessa legge, come in precedenza accennato; Visto il decreto
ministeriale 10 dicembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
295 del 17 dicembre 1993, rettificato con decreto ministeriale 27
luglio 1994 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 del 9 agosto
1994, con il quale è stata approvata la graduatoria di merito
relativa a 469 domande istruite favorevolmente ai fini della
concessione dei contributi di cui all’art. 11, per una richiesta di
contributi pari a circa 1300 miliardi di lire; Visto l’art. 12, comma
1, della legge 24 dicembre 1993 n. 537 che ha stabilito, tra l’altro,
che a decorrere dal 1° gennaio 1994 gli interventi di cui all’art. 11
della legge n. 10/91, finanziati con gli stanziamenti del cap. n.
7717 dello stato di previsione della spesa del Ministero
dell’industria, si intendono di competenza regionale e che detti
stanziamenti confluiscono nel fondo di cui all’art. 3, comma 1, della
legge 14 giugno 1990, n. 158; Visto l’ultimo periodo del citato comma
1, art. 12, della legge n. 537/93 che prevede che la ripartizione tra
le singole regioni e l’utilizzo dei fondi di cui al cap. n. 7717 sono
determinati con criteri concordati con il Ministero dell’industria,
sulla base della graduatoria pubblicata nella Gazzetta Ufficiale;
Visto l’art. 12, comma 3, della legge n. 537/93 che stabilisce che
questa Conferenza:
1) indichi criteri direttivi per l’esercizio delle competenze
regionali, relativamente anche al riparto degli stanziamenti, fermi
restando gli obiettivi stabiliti dalla legge n. 10/91;
2) verifichi periodicamente l’attuazione degli obiettivi stessi;
3) promuova in caso di mancato perseguimento degli obiettivi
stessi, intese correttive con la regione o la provincia interessata,
anche ai fini della previsione di un termine, trascorso inutilmente
il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri può, con proprio
decreto, sospendere l’erogazione delle somme non utilizzate;
Vista la delibera CIPE del 26 novembre 1991, adottata ai sensi
dell’art. 2 della legge n. 10/91, con cui sono state determinate tra
l’altro le modalità di applicazione della riserva a favore del
Mezzogiorno; Considerato che la legge n. 10/91 ha disposto per gli
interventi di cui all’art. 11 una autorizzazione complessiva di spesa
pari a 1344 miliardi di lire, nel triennio 1991-1993; Considerato che
la predetta autorizzazione di spesa è stata successivamente ridotta e
rimodulata nel tempo da parte delle leggi finanziarie, sicchè nel
periodo 1994-1997 risultavano stanziati 887,5 miliardi di lire;
Considerato altresì che, a norma del citato art. 12 della legge n.
537/1993 detti stanziamenti sono assegnati alla competenza delle
regioni previa riduzione del 15 %, sicchè nel quadriennio 1994-1997
sono disponibili 754,375 miliardi di lire; Considerato per converso
che le somme già impegnate e non ancora erogate relative agli
esercizi 1991, 1992, 1993 continueranno ad essere gestite dal
Ministero dell’industria, il quale provvederà alla erogazione dei
contributi agli aventi diritto; Considerato che, ai sensi dell’art.
2, comma 13, del decreto-legge n. 547/1994, convertito, con
modificazioni, nella legge 22 novembre 1994, n. 644, le somme
derivanti dall’autorizzazione di spesa relativamente agli esercizi
dal 1994 al 1997 sono ripartite tra le regioni e da queste sono
utilizzate secondo la graduatoria approvata con decreto ministeriale
10 dicembre 1993 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17
dicembre 1993; Visto il decreto ministeriale 27 luglio 1994 che ha
apportato alcune rettifiche alla predetta graduatoria; Considerato
l’art. 2, comma 14, del decreto-legge n. 547/94, convertito, con
modificazioni, nella legge 22 novembre 1994, n. 644, che dispone che
le somme impegnate per la concessione dei contributi di cui agli
articoli 10, 11, 14 della legge 29 maggio 1982, n. 308 e successive
modificazioni, e agli articoli 11, 12 e 14 della legge 9 gennaio
1991, n. 10, e revocate per mancata realizzazione delle opere ovvero
a seguito di rinuncia o per altri motivi previsti dalle norme
vigenti, sono versate sul cap. n. 3600 dell’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate alle regioni a valere sul fondo
per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo di cui
all’art. 3 della legge 14 giugno 1990, n. 158; Considerate le
osservazioni avanzate dalle regioni riguardanti per un verso
l’esigenza di addivenire a soluzioni normative ed amministrative che
non condizionino in radice l’esercizio delle riconosciute
attribuzioni programmatorie, di cui all’art. 5 della legge n. 10/91 e
la necessità di regolare la presente fase di transizione
caratterizzata dal passaggio dalla gestione ministeriale alla
gestione regionale delle provvidenze di cui all’art. 11 della legge
n. 10/91 cercando di sostenere nella misura massima possibile lo
sforzo di quanti hanno inteso impegnarsi sul versante del risparmio
energetico, con particolare riferimento alla linea di intervento di
cui al citato art. 11 della legge 10/91; Atteso che il decreto
ministeriale 10 dicembre 1993 come rettificato dal decreto
ministeriale 27 luglio 1994 può essere inteso come <<Atto di
accertamento di idoneità>> nel senso cioè che il suo esito, invece
che a designare immediatamente il destinatario dei contributi, viene
presupposto dalla norma (legge n. 644/94; legge n. 537/93) al fine
mediato di determinare nei soggetti e nei progetti dichiarati
<<idonei>> una qualifica giuridica sul cui presupposto essi potranno
venir presi dall’autorità regionale a oggetto dei provvedimenti di
concessione ed erogazione di competenza; Considerato in particolare
che la graduatoria di cui al decreto ministeriale 10 dicembre 1993
come rettificata dal decreto ministeriale 27 luglio 1994 identifica i
progetti ammissibili al contributo di cui all’art. 11 della legge n.
10/91, l’ordine di graduatoria degli stessi da seguire nella
erogazione delle provvidenze disponibili, l’entità del contributo da
erogare al singolo progetto sicchè rispetto ad essa i provvedimenti
regionali di attuazione possono modularsi nella forma amministrativa
con funzione meramente esecutiva, di recepimento della graduatoria di
cui si è detto; Considerato pertanto che l’atto di concessione dei
contributi agli interventi utilmente collocati in graduatoria, nei
limiti delle disponibilità annuali, può essere disposto senza
ulteriore attività istruttoria di verifica e valutazione tecnica dei
progetti, con provvedimento regionale a favore degli aventi diritto e
nella misura indicata nella graduatoria nazionale, entro novanta
giorni dalla iscrizione di detti fondi nel bilancio regionale e, in
ogni caso, entro centottanta giorni dal provvedimento di riparto;
Assunta l’autonomia funzionale dell’atto di cui al decreto
ministeriale 10 dicembre 1993, come rettificato con decreto
ministeriale 27 luglio 1994, il carattere complesso e composito del
procedimento di cui trattasi necessita corrispondentemente di alcune
precisazioni sul terreno delle collaborazioni regioni/MICA per
gestire la fase istruttoria propedeutica dell’atto di erogazione dei
contributi agli aventi diritto; Attesa la stretta connessione
funzionale tra attività istruttoria svolta dal MICA ai fini della
formulazione della graduatoria nazionale e attività istruttoria da
svolgersi ai fini dell’assunzione degli atti di competenza r…

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