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Nuovo codice della strada (1) (2) (3) (4) (5)....

Nuovo codice della strada (1) (2) (3) (4) (5).

(5a) Il regolamento di esecuzione del presente provvedimento è
stato emanato con D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 13 giugno 1991, n. 190;
Vista la prima approvazione dello schema del testo unico denominato
“Codice della strada” in data 9 luglio 1991 e la successiva
riapprovazione dello stesso da parte del Consiglio dei Ministri in
data 30 settembre 1991 a seguito dell’acquisizione del concerto
degli altri Ministri interessati;
Uditi i pareri resi, a norma dell’art. 4, comma 2, della legge 13
giugno 1991, n. 190, dalla competente commissione permanente del
Senato della Repubblica in data 19 dicembre 1991 e da quella della
Camera dei deputati in data 20 dicembre 1991;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 27 gennaio 1992, nella quale si sono recepite alcune
delle osservazioni al testo contenute nei pareri resi;
Uditi i pareri definitivi resi, a norma dell’art. 4, comma 3, della
legge 13 giugno 1991, n. 190, dalla competente commissione
permanente del Senato della Repubblica in data 30 gennaio e da
quella della Camera dei deputati in data 1° febbraio 1992;
Viste le deliberazioni conclusive del Consiglio dei Ministri,
adottate nelle riunioni del 27 febbraio e del 25 marzo 1992;
Sulla proposta dei Ministri dei lavori pubblici e dei trasporti, di
concerto con i Ministri dell’interno, di grazia e giustizia, della
difesa, delle finanze, del tesoro, della pubblica istruzione,
dell’agricoltura e delle foreste, dell’ambiente e per i problemi
delle aree urbane;
Emana
il seguente decreto legislativo:

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

Princìpi generali

1. La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle
strade è regolata dalle norme del presente codice e dai
provvedimenti emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle
normative internazionali e comunitarie in materia. Le norme e i
provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza
stradale, perseguendo gli obiettivi di una razionale gestione della
mobilità, della protezione dell’ambiente e del risparmio
energetico.

2. Il Governo comunica annualmente al Parlamento l’esito delle
indagini periodiche riguardanti i profili sociali, ambientali ed
economici della circolazione stradale.

3. Il Ministro dei lavori pubblici fornisce all’opinione pubblica i
dati più significativi utilizzando i più moderni sistemi di
comunicazione di massa e, nei riguardi di alcune categorie di
cittadini, il messaggio pubblicitario di tipo prevenzionale ed
educativo.

Art. 2

Definizione e classificazione delle strade

1. Ai fini dell’applicazione delle norme del presente codice si
definisce “strada” l’area ad uso pubblico destinata alla
circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali.

2. Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche
costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi:

A – Autostrade;

B – Strade extraurbane principali;

C – Strade extraurbane secondarie;

D – Strade urbane di scorrimento;

E – Strade urbane di quartiere;

F – Strade locali.

3. Le strade di cui al comma 2 devono avere le seguenti
caratteristiche minime:

A – Autostrada: strada extraurbana o urbana a carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna
con almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a
sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra,
priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di
recinzione e di sistemi di assistenza all’utente lungo l’intero
tracciato, riservata alla circolazione di talune categorie di
veicoli a motore e contraddistinta da appositi segnali di inizio e
fine. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio ed aree
di parcheggio, entrambe con accessi dotati di corsie di
decelerazione e di accelerazione.

B – Strada extraurbana principale: strada a carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna
con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra,
priva di intersezioni a raso, con accessi alle proprietà laterali
coordinati, contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e
fine, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a
motore; per eventuali altre categorie di utenti devono essere
previsti opportuni spazi. Per la sosta devono essere previste
apposite aree con accessi dotati di corsie di corsie di
decellerazione e di accellerazione.

C – Strada extraurbana secondaria: strada ad unica carreggiata con
almeno una corsia per senso di marcia e banchine.

D – Strada urbana di scorrimento: strada a carreggiate indipendenti
o separata da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di
marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici,
banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali
intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste
apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe
con immissioni ed uscite concentrate.

E – Strada urbana di quartiere: strada ad unica carreggiata con
almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi, per la sosta
sono previste aree attrezzate con apposita corsia di manovra,
esterna alla carreggiata.

F – Strada locale: strada urbana od extraurbana opportunamente
sistemata ai fini di cui al comma 1 non facente parte degli altri
tipi di strade (1).

4. E’ denominata “strada di servizio” la strada affiancata ad una
strada principale (autostrada, strada extraurbana principale,
strada urbana di scorrimento) avente la funzione di consentire la
sosta ed il raggruppamento degli accessi dalle proprietà laterali
alla strada principale e viceversa, nonché il movimento e le
manovre dei veicoli non ammessi sulla strada principale stessa.

5. Per le esigenze di carattere amministrativo e con riferimento
all’uso e alle tipologie dei collegamenti svolti, le strade, come
classificate ai sensi del comma 2, si distinguono in strade
“statali”, “regionali”, “provinciali”, “comunali”, secondo le
indicazioni che seguono. Enti proprietari delle dette strade sono
rispettivamente lo Stato, la regione, la provincia, il comune. Per
le strade destinate esclusivamente al traffico militare e
denominate “strade militari”, ente proprietario è considerato il
comando della regione militare territoriale (2).

6. Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere B, C ed F, si
distinguono in:

A – Statali, quando: a) costituiscono le grandi direttrici del
traffico nazionale; b) congiungono la rete viabile principale dello
Stato con quelle degli Stati limitrofi; c) congiungono tra loro i
capoluoghi di regione ovvero i capoluoghi di provincia situati in
regioni diverse, ovvero costituiscono diretti ed importanti
collegamenti tra strade statali; d) allacciano alla rete delle
strade statali i porti marittimi, gli aeroporti, i centri di
particolare importanza industriale, turistica e climatica; e)
servono traffici interregionali o presentano particolare interesse
per l’economia di vaste zone del territorio nazionale.

B – Regionali, quando allacciano i capoluoghi di provincia della
stessa regione tra loro o con il capoluogo di regione ovvero
allacciano i capoluoghi di provincia o i comuni con la rete statale
se ciò sia particolarmente rilevante per ragioni di carattere
industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico.

C – Provinciali, quando allacciano al capoluogo di provincia
capoluoghi dei singoli comuni della rispettiva provincia o più
capoluoghi di comuni tra loro ovvero quando allacciano alla rete
statale o regionale i capoluoghi di comune, se ciò sia
particolarmente rilevante per ragioni di carattere industriale,
commerciale, agricolo, turistico e climatico.

D – Comunali, quando congiungono il capoluogo del comune con le sue
frazioni o le frazioni fra loro, ovvero congiungono il capoluogo
con la stazione ferroviaria, tranviaria o automobilistica, con un
aeroporto o porto marittimo, lacuale o fluviale, con interporti o
nodi di scambio intermodale o con le località che sono sede di
essenziali servizi interessanti la collettività comunale. Ai fini
del presente codice, le strade “vicinali” sono assimilate alle
strade comunali (3).

7. Le strade urbane di cui al comma 2, lettere D, E e F, sono
sempre comunali quando siano situate nell’interno dei centri
abitati, eccettuati i tratti interni di strade statali, regionali o
provinciali che attraversano centri abitati con popolazione non
superiore a diecimila abitanti (4).

8. Il Ministero dei lavori pubblici, nel termine indicato dall’art.
13, comma 5, procede alla classificazione delle strade statali ai
sensi del comma 5, seguendo i criteri di cui ai commi 5, 6 e 7,
sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio di
amministrazione dell’Azienda nazionale autonoma per le strade
statali, le regioni interessate, nei casi e con le modalità
indicate dal regolamento. Le regioni, nel termine e con gli stessi
criteri indicati, procedono, sentiti gli enti locali, alle
classificazioni delle strade ai sensi del comma 5. Le strade così
classificate sono iscritte nell’Archivio nazionale delle strade
previsto dall’art. 226 (5).

9. Quando le strade non corrispondono più all’uso e alle tipologie
di collegamento previste sono decl…

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