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Requisiti tecnici di omologazione e di installazione e procedure di controllo dei sistemi di recupero dei vapori di benzina prodotti durante le operazioni di rifornimento degli autoveicoli presso gli impianti di distribuzione carburanti.

dm 16/05/1996

OLI MINERALI, IDROCARBURI E GAS
Decreto Ministeriale 16 maggio 1996 (in Gazz. Uff., 5 luglio, n.
156). — Requisiti tecnici di omologazione e di installazione e
procedure di controllo dei sistemi di recupero dei vapori di benzina
prodotti durante le operazioni di rifornimento degli autoveicoli
presso gli impianti di distribuzione carburanti.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, del lavoro e della
previdenza sociale, dell’interno, della sanità, dei trasporti e della
navigazione e delle finanze:

Visto il decreto ministeriale 31 luglio 1934 recante:
<<Approvazione delle norme di sicurezza per la lavorazione,
l’immagazzinamento, l’impiego o la vendita di olii minerali, e per il
trasporto degli olii stessi>>; Visto il decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626; Visto l’art. 3, comma 6, del decreto-legge 25
marzo 1996, n. 165;

Decreta:

Art. 1. Il presente decreto stabilisce, ai fini della salvaguardia
ambientale, sanitaria e di sicurezza i requisiti tecnici di
omologazione e di installazione e le procedure di controllo dei
sistemi di recupero dei vapori di benzina prodotti durante le
operazioni di rifornimento degli autoveicoli presso gli impianti di
distribuzione carburanti.

Art. 2. Ai fini del presente decreto si intende per:

benzina: qualunque distillato di petrolio corrispondente ai
seguenti codici doganali: NC
27100026-27100027-27100029-27100032-27100034-27100036;
impianto di distribuzione carburanti: ogni installazione in cui
la benzina viene erogata ai serbatoi degli autoveicoli da serbatoi di
stoccaggio;
impianto nuovo: si intende quello realizzato con concessione
rilasciata dopo il 30 giugno 1996 e da installare su sito
precedentemente non utilizzato quale impianto di distribuzione
automatica di carburante;
distributore: apparecchio finalizzato all’erogazione di benzina.
Può essere dotato di idonea unità di pompaggio in grado di aspirare
da serbatoi di stoccaggio, oppure può essere collegato ad un sistema
di pompaggio centralizzato. Se inserito in un impianto di
distribuzione di carburanti in rapporto con il pubblico, deve essere
dotato di idoneo dispositivo per l’indicazione ed il calcolo delle
quantità erogate; il distributore, inserito in un impianto di
distribuzione di carburanti privato, può essere sprovvisto di detti
dispositivi;
sistema di recupero dei vapori – Fase I: insieme dei dispositivi
e delle procedure atti a prevenire l’emissione in atmosfera di
composti organici volatili durante i travasi di benzine dai veicoli
di trasporto (carri serbatoio ferroviari, autobotti, autocisterne e
simili) ai serbatoi a servizio di impianti di distribuzione. I
sistemi di recupero vapori – Fase I – definiti anche con il termine
di travasi a ciclo chiuso, sono disciplinati dalle prescrizioni di
cui all’art. 72 – titolo V del decreto ministeriale 31 luglio 1934
nonchè della direttiva 94/63/CE;
sistema di recupero dei vapori – Fase II: insieme dei dispositivi
e delle procedure atti a prevenire l’emissione in atmosfera di
composti organici volatili durante i rifornimenti di benzina di
autoveicoli a motore. Tale insieme di procedure e di dispositivi, di
seguito indicato più brevemente come sistema di recupero dei vapori,
comprende pistole di erogazione predisposte per il recupero dei
vapori, tubazioni flessibili coassiali o gemellate, ripartitori per
la separazione della linea dei vapori dalla linea di erogazione del
carburante, collegamenti interni ai distributori, linee interrate per
il passaggio dei vapori verso i serbatoi, nonchè tutte le
apparecchiature e i dispositivi atti a garantire il funzionamento
degli impianti in condizione di sicurezza ed efficienza;
efficienza del sistema di recupero: il rapporto percentuale tra
il peso dei vapori di benzina recuperati e il peso degli stessi che
risulterebbe rilasciato nell’ambiente in assenza del sistema di
recupero;
pompa di erogazione: macchina idraulica atta all’estrazione della
benzina dal serbatoio di stoccaggio verso il distributore, ai fini
dell’erogazione;
rapporto V/L: rapporto tra il volume di vapori di benzina ed aria
recuperati (V) e il volume di benzina erogato (L);
serbatoio di stoccaggio: serbatoio idoneo all’immagazzinamento
dei carburanti negli impianti di distribuzione;
testata contometrica: dispositivo per l’indicazione e il calcolo
delle quantità di benzina erogata, la cui adozione è obbligatoria per
distributori inseriti in un impianto di distribuzione dei carburanti
in rapporto con il pubblico;
dispositivi componenti il sistema di recupero dei vapori:
pompa del vuoto: macchina idraulica atta a creare una
depressione che facilita il passaggio dei vapori di benzina dal
serbatoio del veicolo verso il serbatoio di stoccaggio;
circolatore idraulico: dispositivo atto a creare una
depressione che facilita il passaggio dei vapori di benzina dal
serbatoio del veicolo verso il serbatoio di stoccaggio;
ripartitore: dispositivo atto a separate la linea di erogazione
del carburante dalla linea di recupero dei vapori, dal quale tali
linee si dipartono distintamente;
tubazione di erogazione: tubo flessibile di distribuzione della
benzina;
tubazione coassiale: tubo flessibile costituito da due tubi
concentrici per il passaggio rispettivamente della benzina erogata e
dei vapori recuperati;
tubazioni gemellate: sistema costituito da due tubi flessibili
distinti per il passaggio rispettivamente del carburante erogato e
dei vapori recuperati;
pistola erogatrice: apparecchio per il controllo del flusso del
carburante durante una operazione di erogazione.

Art. 3. 1. Ai fini dell’omologazione dei dispositivi componenti il
sistema di recupero dei vapori, l’efficienza media del sistema di
recupero non deve essere inferiore all’80%, raggiunto con un valor
medio del rapporto V/L compreso tra 0,95 e 1,05.

Il raggiungimento del valore di efficienza viene comprovato da una
prova effettuata su prototipo.
Sino alla emanazione di una specifica regola tecnica, da parte
degli organi competenti, in via provvisoria l’efficienza deve essere
determinata con prove effettuate con sistemi di misura utilizzanti il
metodo volumetrico-gravimetrico del TÜV Rheinland, ovvero con altro
di dimostrata equivalenza, rilevando le perdite di vapori di benzina
globali, incluse quelle degli sfiati dai serbatoi interrati.

2. La certificazione comprovante l’efficienza del prototipo viene
rilasciata da un laboratorio italiano accreditato secondo le norme
UNI-CEI EN 45001. Il sistema di accreditamento deve essere conforme
alla UNI-CEI EN 45003 e deve valutare la competenza dei laboratori
secondo la norma UNI-CEI EN 45002.

L’omologazione dei dispositivi componenti il sistema di recupero
dei vapori è rilasciata dal Ministero dell’interno.

La domanda di omologazione è presentata al Ministero dell’interno
dal fabbricante.

La domanda deve essere corredata della documentazione necessaria
alla identificazione dei dispositivi componenti il sistema di
recupero dei vapori e viene richiesta la certificazione di prova di
cui al precedente comma 1.

L’omologazione del Ministero dell’interno riguarda altresì la
rispondenza del dispositivo stesso alla sicurezza antincendi secondo
il decreto ministeriale 31 luglio 1934.

3. I dispositivi legalmente riconosciuti nei Paesi appartenenti
all’Unione europea, che soddisfino ai requisiti di cui al precedente
comma 1, possono essere commercializzati in Italia, per essere
impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal presente
decreto.

A tal fine, dovrà essere presentata apposita istanza diretta al
Ministero dell’interno, corredata della documentazione necessaria
alla identificazione del materiale delle relative certificazioni di
prova rilasciate o riconosciute dalle competenti autorità.

Documentazione e certificazioni dovranno essere accompagnati da
traduzione giurata in lingua italiana.

Gli stessi dispositivi dovranno comunque essere preventivamente
sottoposti alla verifica della rispondenza alla sicurezza antincendi
secondo il decreto ministeriale 31 luglio 1934 presso il laboratorio
di macchine e termotecnica del centro studi ed esperienze del
Ministero dell’interno.

4. Il Ministero dell’ambiente procederà, tramite conferenza di
servizi ai sensi dell’art. 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, a
fornire interpretazioni sull’applicazione del presente decreto nonchè
a procedere all’aggiornamento dello stesso in relazione a specifiche
necessità o all’evoluzione della tecnica.

Art. 4. 1. In attesa di una normativa tecnica specifica, i
requisiti tecnici di installazione e di costruzione dei sistemi di
recupero dei vapori sono indicati nell’allegato A al presente
decreto.

2. Le modalità di prova dei dispositivi di recupero dei vapori, ai
fini delle approvazioni di tipo di competenza del Ministero
dell’interno, sono indicati nell’allegato B al presente decreto.

Art. 5. 1. I nuovi impianti dovranno essere provvisti di:

a) omologazione dei dispositivi per il recupero vapori da parte
del Ministero dell’interno ovvero riconoscimento ai sensi dell’art.
3, comma 3, del presente decreto;
b) approvazione di tipo, rilasciata dal Ministero dell’interno,
ai sensi del decreto ministeriale 31 luglio 1934 del distributore
dotato di un sistema di recupero dei vapori omologato;
c) collaudo in sede locale dell’intero impianto da par…

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