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Protocollo informativo sulle caratteristiche di sostituenti del fosforo in preparati per lavare e coadiuvanti del lavaggio

dm 06/12/1988

OGGETTI E SOSTANZE NON ALIMENTARI
Decreto Ministeriale 6 dicembre 1988 (in Gazz. Uff., 31 dicembre, n.
306). – Protocollo informativo sulle caratteristiche di sostituenti
del fosforo in preparati per lavare e coadiuvanti del lavaggio

Il Ministro della sanità:
Visto il decreto interministeriale 13 settembre 1988, n. 413,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 26 settembre 1988, che
attribuisce al Ministro della sanità il potere di stabilire con
proprio decreto le norme cui le case produttrici di preparati per
lavare e di coadiuvanti del lavaggio devono attenersi nel dare
notizia e descrizione all’Istituto superiore di sanità di ogni
costituente del fosforo, diverso dal citrato di sodio e dalle zeoliti
artificiali di tipo A, che intendono impiegare; Sentito l’Istituto
superiore di sanità;

Decreta:

Articolo unico. – 1. Le case produttrici che intendono impiegare
nei preparati per lavare o nei coadiuvanti del lavaggio una sostanza
sostituente del fosforo diversa dal citrato di sodio o zeoliti
artificiali di tipo A devono darne notizia e descrizione all’Istituto
superiore di sanità secondo il seguente protocollo informativo.

PROTOCOLLO INFORMATIVO SULLE CARATTERISTICHE DI SOSTITUENTI DEL
FOSFORO IN PREPARATI PER LAVARE E COADIUVANTI DEL LAVAGGIO

1. IDENTITA’ DELLA SOSTANZA

1.1 Denominazione
1.1.1. Denominazione IUPAC
1.1.2. Altre denominazioni (denominazione comune, denominazione com-
merciale, abbreviazione)
1.1.3. Numero CAS (se disponibile)
1.2. Formula empirica e di struttura
1.3. Composizione
1.3.1. Purezza della sostanza
1.3.2. Natura e percentuale delle impurezze principali
1.4. Metodi di analisi
Descrizione completa dei metodi seguiti.

2. DATI RELATIVI ALLA SOSTANZA

2.1. Produzione e/o importazione complessiva per anno
2.2. Metodi e precauzioni raccomandati (se disponibili)
concernenti:
la manipolazione
il deposito
il trasporto
l’incendio.

3. PROPRIETA’ FISICO – CHIMICHE

3.1. Punto di fusione ……. °C
3.2. Punto di ebollizione ……. °C ……. Pa
3.3. Densità relativa …… (D 20) ……..
3.4. Tensione di vapore …….. Pa a …. °C
3.5. Tensione superficiale …….. M/m (…… °C)
3.6. Idrosolubilità …….. mg/l (……… °C)
3.7. Liposolubilità ……… mg/100 e di solvente (……. °C)
3.8. Coefficiente di ripartizione (se disponibile) n-ottanolo/acqua.

4. PROPRIETA’ TOSSICOLOGICHE

4.1. Tossicità acuta
via orale DL 50 …….. mg/kg Effetti rilevati ……
via cutanea DL 50 …… mg/kg Effetti rilevati ……
via inalatoria (se disponibile)
4.2. Irritazione
Pelle
Occhi
4.3. Sensibilizzazione della pelle
4.4. Tossicità subacuta (28 giorni)
Effetti osservati …………
Dose senza alcun effetto tossico ………..
4.5. Tossicità sub – cronica (se disponibile)
4.6. Tossicità cronica (se disponibile)
4.7. Mutagenesi
Dovrebbero essere impiegati almeno due test, di cui uno a
livello genico in cellule batteriche ed uno a livello cromoso-
mico in cellule di mammifero.
4.8. Cancerogenesi (se disponibile)
4.9. Teratogenesi (se disponibile)
4.9.1. Studi di fertilità (se disponibili)
4.9.2. Studi metabolici e/o tossicocinetici (se disponibili).

5. STUDI ECOTOSSICOLOGICI

5.1. Effetti sugli organismi
Tossicità acuta per i pesci LC 50 …. ppm; specie pre-
scelta ………
Tossicità acuta per la daphnia …. LC 50 …. ppm
5.2. Altri studi di ecotossicità (se disponibili)
Tossicità prolungata su pesce
Tossicità prolungata su Daphnia magna
Prove su pianta superiore
Prova su lombrico
Prova su uccelli
Prova di bio – accumulazione in una specie (es.: pesce)
5.3. Degradazione
biotica
abiotica
5.3.1. Studio prolungato di biodegradabilità (se disponibile).

6. POSSIBILITA’ DI RENDERE INNOCUA LA SOSTANZA

A livello di industria/artigianato e/o di libera vendita
6.1. Possibilità di recupero
6.2. Possibilità di neutralizzazione
6.3. Possibilità di distruzione:
Impianto di depurazione delle acque
Scarico controllato
Altre.

7. CARATTERISTICHE SPECIFICHE DELLA SOSTANZA

7.1. Documentazione circa l’idoneità della sostanza a sostituire il
fosforo nei preparati per lavare e nei coadiuvanti del
lavaggio.
Le prove devono essere eseguite secondo metodi riconosciuti e
raccomandati a livello nazionale o internazionale e secondo le buone
pratiche di laboratorio.

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