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Ratifica ed esecuzione del protocollo relativo alla protezione del ...

Ratifica ed esecuzione del protocollo relativo alla protezione del Mar Mediterraneo dall'inquinamento di origine terrestre, aperto alla firma ad Atene il 17 maggio 1980.

l 05/03/1985 n. 00000128

INQUINAMENTO
Legge 5 marzo 1985, n. 128 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n.
89, del 15 aprile). — Ratifica ed esecuzione del protocollo relativo
alla protezione del Mar Mediterraneo dall’inquinamento di origine
terrestre, aperto alla firma ad Atene il 17 maggio 1980.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare
il protocollo relativo alla protezione del Mar Mediterraneo
dall’inquinamento di origine terrestre, aperto alla firma ad Atene il
17 maggio 1980.

Art. 2. Piena ed intera esecuzione è data al protocollo di cui
all’articolo precedente a decorrere dalla data della sua entrata in
vigore.

Art. 3. Il Comitato interministeriale di cui all’art. 3 della legge
10 maggio 1976, n. 319, e successive modifiche, concernente norme per
la tutela delle acque dall’inquinamento, stabilisce i criteri per
l’attuazione delle misure, delle direttive e delle norme adottate ai
sensi degli articoli 5, 6 e 7 del protocollo annesso alla presente
legge.

Art. 4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Legge 5 marzo 1985, n. 128 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n.
89, del 15 aprile). — Ratifica ed esecuzione del protocollo relativo
alla protezione del Mar Mediterraneo dall’inquinamento di origine
terrestre, aperto alla firma ad Atene il 17 maggio 1980.

Traduzione non ufficiale.

N.B. — I testi facenti fede sono unicamente quelli indicati nel
protocollo.

PROTOCOLLO

relativo alla protezione del Mare Mediterraneo contro l’inquinamento
di origine terrestre.

Le Parti contraenti del presente protocollo:
In quanto Parti contraenti della Convenzione per la protezione del
Mare Mediterraneo dall’inquinamento, adottata a Barcellona il 16
febbraio 1976; Desiderosi di dare applicazione all’art. 4, paragrafo
2, e agli articoli 8 e 15 di detta Convenzione; Considerando il
rapido sviluppo delle attività umane nella zona del Mare
Mediterraneo, particolarmente nel campo dell’industrializzazione e
dell’urbanesimo, nonchè l’aumento stagionale delle popolazioni
costiere dovuto al turismo; Riconoscendo il pericolo che
l’inquinamento di origine terrestre costituisce per l’ambiente marino
e per la salute umana nonchè i gravi problemi che ne derivano in
molte acque costiere ed in estuari di fiumi del Mediterraneo, in
genere dovuti allo scarico di rifiuti domestici ed industriali non
trattati, insufficientemente trattati o inadeguatamente evacuati;
Riconoscendo i diversi livelli di sviluppo tra gli Stati costieri e
tenendo conto degli imperativi dello sviluppo economico e sociale dei
paesi in via di sviluppo; Decisi ad adottare in stretta
collaborazione tutte le misure necessarie a proteggere il Mare
Mediterraneo dall’inquinamento di origine terrestre;

Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1.

Le parti contraenti del presente Protocollo (di seguito denominate
<<le Parti>>) prendono tutte le misure appropriate per prevenire,
ridurre, combattere e controllare l’inquinamento della zona del Mare
Mediterraneo, dovuto agli scarichi dei fiumi, degli stabilimenti
costieri o degli emissari, oppure provenienti da qualsiasi altra
fonte terrestre situata sul loro territorio.

Articolo 2.

Ai fini del presente Protocollo:
a) si intende per <<la Convenzione>> la Convenzione per la
protezione del Mare Mediterraneo dall’inquinamento adottata a
Barcellona il 16 febbraio 1976;
b) si intende per <<organizzazione>> l’organismo di cui all’art.
13 della Convenzione;
c) si intende per <<limite delle acque dolci>> il punto del corso
d’acqua in cui, a bassa marea ed in periodo di scarsa portata d’acqua
dolce, il grado di salinità aumenta sensibilmente in seguito alla
presenza dell’acqua di mare.

Articolo 3.

La zona di applicazione del presente Protocollo (di seguito
denominata <<zona del Protocollo>>) comprende:
a) la zona del Mare Mediterraneo delimitata all’art. 1 della
Convenzione;
b) le acque all’interno della linea di base che serve a misurare
la larghezza del mare territoriale e che si estendono, nel caso dei
corsi d’acqua, fino al limite delle acque dolci;
c) gli stagni salati comunicanti con il mare.

Articolo 4.

1. Il presente Protocollo si applica:
a) agli scarichi inquinanti provenienti da fonti terrestri
situate sul territorio delle parti che raggiungono la zona del
Protocollo, in particolare:
direttamente, da emissari in mare o da depositi o da scarichi
effettuati sulla costa o a partire da essa;
indirettamente, tramite i fiumi, i canali o altri corsi
d’acqua, ivi compresi i corsi d’acqua sotterranei, o di scorrimento;
b) all’inquinamento di origine terrestre trasportato
dall’atmosfera, secondo le condizioni che saranno definite in un
allegato aggiuntivo al Protocollo, accettato dalle Parti in
conformità alle disposizioni dell’art. 17 della Convenzione.
2. Il Protocollo si applica ugualmente agli scarichi inquinanti
provenienti da strutture artificiali fisse installate in mare che,
rientrando nella giurisdizione di una delle Parti, vengono utilizzate
a fini diversi dall’esplorazione e sfruttamento delle risorse
minerali della piattaforma continentale, del fondo marino e del
relativo sottosuolo.

Articolo 5.

1. Le Parti si impegnano ad eliminare l’inquinamento di origine
terrestre della zona del Protocollo causato dalle sostanze elencate
nell’allegato I al presente Protocollo.
2. A tal fine elaborano e applicano, congiuntamente o
individualmente a seconda dei casi, i programmi e le misure
necessarie.
3. Questi programmi e misure comprendono particolarmente norme
comuni di emissione e norme d’impiego.
4. Le norme ed i calendari di applicazione per la messa in opera
dei programmi e delle misure volte ad eliminare l’inquinamento di
origine terrestre sono fissate dalle Parti e riesaminate
periodicamente, se necessario ogni due anni, per ciascuna delle
sostanze elencate nell’allegato I, in conformità alle disposizioni
dell’art. 15 del presente Protocollo.

Articolo 6.

1. Le Parti si impegnano a ridurre rigorosamente l’inquinamento di
origine terrestre della zona del Protocollo causato dalle sostanze o
fonti elencate nell’allegato II al presente Protocollo.
2. A tal fine, elaborano e applicano, congiuntamente o
individualmente a seconda dei casi, i programmi e le misure
appropriate.
3. Gli scarichi sono strettamente subordinati alla concessione, da
parte delle autorità nazionali competenti, di una autorizzazione che
tenga debitamente conto delle disposizioni dell’allegato III al
presente Protocollo.

Articolo 7.

1. Le Parti elaborano ed adottano progressivamente, in
collaborazione con le organizzazioni internazionali competenti, linee
direttrici e, se del caso, norme o criteri comuni riguardanti in
particolare:
a) la lunghezza, la profondità e la posizione delle condutture
utilizzate per gli emissari costieri, tenendo conto in particolare
dei metodi utilizzati per il trattamento preliminare degli effluenti;
b) le prescrizioni particolari concernenti gli effluenti che
necessitino di un trattamento separato;
c) la qualità delle acque di mare utilizzate a fini particolari,
necessaria per la protezione della salute umana, delle risorse
biologiche e degli ecosistemi;
d) il controllo e la sostituzione progressiva dei prodotti,
installazioni, processi industriali e altri aventi l’effetto di
inquinare sensibilmente l’ambiente marino;
e) le prescrizioni particolari riguardanti le quantità scaricate,
la concentrazione negli effluenti e i metodi di scarico delle
sostanze elencate negli allegati I e II.
2. Queste linee direttrici, norme o criteri comuni tengono conto,
senza pregiudizio per le disposizioni dell’art. 5 del presente
Protocollo, delle caratteristiche locali ecologiche, geografiche e
fisiche, della capacità economica delle Parti e delle loro esigenze
di sviluppo, del livello di inquinamento esistente e della reale
capacità di assorbimento dell’ambiente marino.
3. I programmi e le misure previsti dagli articoli 5 e 6 saranno
adottati tenendo conto, per la loro applicazione progressiva, della
capacità di adattamento e di riconversione delle installazioni
esistenti, della capacità economica delle Parti e delle loro esigenze
di sviluppo.

Articolo 8.

Nel quadro delle disposizioni e dei programmi di sorveglianza
continua previsti dall’art. 10 della Convenzione, e se necessario in
collaborazione con le organizzazioni internazionali competenti, le
Parti intraprendono il più presto possibile attività di sorveglianza
continua aventi per oggetto:
a) la valutazione sistematica, per quanto possibile, del livello
di inquinamento lungo le loro coste, specialmente per quanto riguarda
le sostanze o fonti elencate negli allegati I e II, e la
comunicazione periodica di informazioni in materia;
b) la valutazione degli effetti delle misure prese in
applicazione del presente Protocoll…

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