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Metodologie per la determinazione dell'incremento di temperatura nelle acque marine a seguito di sversamenti di scarichi termici.

dm 16/04/1996

INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 16 aprile 1996 (in Gazz. Uff., 3 luglio, n.
154). — Metodologie per la determinazione dell’incremento di
temperatura nelle acque marine a seguito di sversamenti di scarichi
termici.

Il Ministro dell’ambiente:

Vista la legge 10 maggio 1976, n. 319, recante <<Norme per la
tutela delle acque dall’inquinamento>> che, tra l’altro, disciplina
gli scarichi di qualsiasi tipo nelle acque marine; Visto il
decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 408, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 dicembre 1993, n. 502, concernente <<Disposizioni
urgenti per la regolamentazione degli scarichi termici in mare>>;
Visto in particolare il comma 1 del predetto art. 2, che sostituisce
il quarto paragrafo della nota relativa al parametro n. 2
(temperatura) della tabella A allegata alla legge 10 maggio 1976, n.
319, per i limiti di accettabilità dello scarico termico in mare;
Considerato che ai sensi del comma 2 del citato art. 2 i criteri di
misurazione dell’incremento termico conseguente a scarichi in mare
sono stabiliti dal Ministro dell’ambiente, sentito il parere del
Comitato scientifico di cui all’art. 11, della legge 8 luglio 1986,
n. 349 sulla base delle metodologie definite dall’Istituto di ricerca
sulle acque (IRSA); Viste le metodologie di controllo definite
dall’Istituto di ricerca sulle acque (IRSA) pubblicate sul notiziario
IRSA <<Metodi analitici per le acque>> n. 4 di ottobre-dicembre 1993
e sul manuale dei metodi analitici per le acque, Quad. ist. ric.
acque n. 100, 1995; Considerato che il comitato scientifico di cui
all’art. 11, della legge 8 luglio 1986, n. 349, è stato soppresso
dall’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio
1994, n. 608; Ritenuto pertanto di dover acquisire il parere
dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA) ai
sensi dell’art. 1, comma 1, lettera c), e 1-bis, comma 6, del
decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 gennaio 1994, n 61; Visto il parere dell’Agenzia
nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA) del 13 febbraio
1996; Ritenuto che il controllo effettuato secondo modalità
specifiche garantisce la compatibilità degli scarichi termici a mare
con il corpo recipiente; Considerata la necessità di assicurare
tempestivamente ed in modo efficace controlli e il monitoraggio
ambientale delle acque;

Decreta:

Art. 1. 1. In attesa del riordino della normativa riguardante la
tutela delle acque, da attuare ai sensi della legge 6 febbraio 1996,
n. 52, e della legge 22 febbraio 1994, n. 146, la verifica del
rispetto dei limiti di incremento di temperatura delle acque marine
interessate da scarichi termici è effettuata dall’organo competente
al controllo con le modalità determinate dall’IRSA ai sensi dell’art.
3, comma 6, decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 408, convertito dalla
legge 6 dicembre 1993, n. 502, eseguendo più misurazioni
sull’ampiezza di un arco della circonferenza a 1.000 m, centrato sul
pennacchio termico, che rappresenta la porzione significativa del
corpo idrico.

2. Fermi restando i limiti di incremento termico previsti dalla
normativa vigente, qualora il corpo recipiente di scarichi termici
sia un ambiente che presenta opere artificiali di sbarramento ovvero
particolari caratteristiche morfologiche naturali, quali baie,
lagune, bassi fondali, scarsa circolazione dell’acqua, la porzione
significativa del corpo idrico e le specifiche modalità di controllo,
che non possono comunque essere meno restrittive di quelle di cui al
comma 1, sono determinate dall’Agenzia regionale (ARPA) o dalla
provincia, sentita l’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente (ANPA), ai sensi del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.
496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n.
61, sulla base di appositi studi ambientali sul sito eseguiti dai
titolari degli impianti, entro e non oltre sei mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto. Fino a tale data continuano
ad applicarsi le disposizioni di cui al comma 1.

3 Ai fini dell’individuazione delle modalità di controllo di cui ai
precedenti commi e degli eventuali interventi di adeguamento degli
impianti, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente
decreto i titolari degli stessi trasmettono all’Autorità competente
al rilascio delle autorizzazioni una dichiarazione resa ai sensi
della legge 4 gennaio 1968, n. 15, attestante le caratteristiche
tecniche dello scarico e la caratterizzazione ambientale del corpo
recipiente.

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