Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità d...

Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano.

dm 03/02/1995

ACQUE POTABILI E ACQUEDOTTI
Decreto Ministeriale 3 febbraio 1995 (in Gazz. Uff., 7 febbraio, n.
31). — Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di
qualità delle acque destinate al consumo umano.

Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro
dell’ambiente:
Visti gli articoli 16, 17 e 18 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 152
del 30 giugno 1988; Visto il decreto interministeriale 20 gennaio
1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 15 del
20 gennaio 1992; Viste le motivate richiese avanzate dalle regioni
Lazio e Campania; Ritenuto che per il completamento e/o la
realizzazione degli interventi atti a riportare a norma la situazione
possa essere consentito un ulteriore, limitato tempo per la
concessione di deroghe per il parametro fluoro; Su conforme parere
della terza sezione del Consiglio superiore di sanità, che si è
espressa in data 8 gennaio 1995;

Decreta:

Art. 1. 1. Le deroghe ai requisiti di qualità delle acque destinate
al consumo umano che possono essere disposte dalle regioni Lazio e
Campania ai sensi degli articoli 17 e 18 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, non possono superare il
valore massimo ammissibile (VMA) indicato nel successivo art. 2.
2. Le deroghe di cui al comma 1 non possono essere disposte per
acque destinate al consumo umano che vengano attinte, in tutto o in
parte, da captazioni che entrino in funzione dopo la data di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Art. 2. 1. Il parametro, con il rispettivo valore massimo
ammissibile e le relative osservazioni, individuato ai sensi
dell’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236, è il seguente:

fluoro (mg/1)F 3-1,4 VMA variabile secondo la temperatura
media dell’aria (da 8 fino a 30t°C) nella
zona geografica considerata.

Art. 3. 1. Fermo restando il valore massimo ammissibile di cui
all’art. 2, nell’esercizio dei poteri di deroga di cui all’art. 18
del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236,
le regioni di cui all’art. 1 sono tenute, in relazione alle
specifiche situazioni locali, ad adottare i valori che assicurino
l’erogazione di acqua della migliore qualità possibile ed il rientro
tempestivo nella norma.

Art. 4. 1. L’esercizio delle deroghe, comunque limitate nell’ambito
delle prescrizioni di cui agli articoli 1 e 2, è subordinato alla
osservanza delle disposizioni di cui all’art. 18, comma 3, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
2. La deroga può essere concessa per attuare e/o completare gli
interventi necessari per riportare a norma la situazione
dell’approvvigionamento idrico-potabile e comunque per un periodo non
superiore a mesi sei, a decorrere dall’entrata in vigore del presente
decreto.

Art. 5. 1. I provvedimenti di deroga ed i relativi piani di
intervento sono trasmessi nel rispetto delle modalità previste
dall’art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236.
2. I Ministeri della sanità e dell’ambiente effettuano
congiuntamente un ricognizione bimestrale dello stato di attuazione
dei piani di intervento.
Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Architetto.info